Better Call Saul 3×08 – SlipTEMPO DI LETTURA 4 min

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Se quel sorriso alla fine dello scorso episodio poteva lasciare qualche pochi dubbi sul completamento del cambio di personalità di Jimmy McGill in Saul Goodman, in questo se ne ha l’assoluta certezza. Mai come stavolta, infatti, le azioni di Jimmy si vanno a posizionare inequivocabilmente nella sezione “moralmente condannabili”, varcando quella soglia che, per lungo tempo in tutta la vita, ha sempre cercato di non oltrepassare, condizionandone di molto le sue scelte. Non è un caso che la scena chiave della puntata (la scivolata/slipping nel negozio di strumenti musicali) si ricolleghi al suo vecchio, primo soprannome, “Slippin’ Jim”, dato dall’amato/odiato fratello Chuck in gioventù, nomen/omen portato come condanna.
Si chiude quindi un ipotetico ciclo nella vita di Jimmy. Quello dei tanti tentativi, falliti, di essere una persona migliore di quella che tutti credevano fosse, in primis suo fratello. Il flashback e l’aneddoto raccontato ad inizio episodio aiutano a inquadrare ancora meglio la famiglia McGill, soprattutto la personalità del padre e quanta influenza abbia avuto (direttamente o indirettamente) nella vita dei suoi due figli.
Se apparentemente la bontà e la generosità del padre sembravano essere  finora i soli valori da perseguire per essere una persona migliore, si scopre come, in fondo, Jimmy giudicasse queste qualità come debolezze in un mondo dove l’unico modo per poter prevalere sugli altri è usare la furbizia a proprio vantaggio. E quindi è triste ma inevitabile vedere come la reazione istintiva, ma più veritiera, di Jimmy sia “trasformarsi” in Saul Goodman in maniera definitiva. Più volte nell’episodio lo si vede in azione nella nuova veste, pronto a cambiare registro recitativo quando serve in situazioni sempre più pesanti. Infatti il ricatto finale al suo supervisore non fa che sancire questo, accompagnato anche da un’inedita presa di coscienza.
Anche suo fratello Chuck intraprende un percorso di consapevolezza, soltanto che qui è nel senso opposto. Il suo eterno odio verso il fratello, colpevole di essere furbo ma amabile e quindi tremendamente umano agli occhi del mondo, nascondeva l’impossibilità di ammettere la propria fragilità, soprattutto nei rapporti umani visti con onde interferenziali che ostacolano la visione della verità, incarnata dalla legge e alla sua intransigente rigidità.
In più, per la prima volta forse, lo spettatore comincia a provare una sincera empatia verso un uomo che realizza di non essere più invincibile come pensava, semplicemente domandosi quali siano state le conseguenze delle proprie azioni. E Howard non tarda ad arrivare col conto.
Su un altro fronte anche Nacho gioca tutte le sue carte sulla probabilità che un flacone di pillole truccate “scivoli” o meno nella tasca di Hector Salamanca. Questa sezione dell’episodio è quella che risulta funzionare di più nonostante l’apparente banalità del suo sviluppo. La terza stagione ha visto crescere due nuovi personaggi su tutti: insieme a Kim anche Nacho, in questa seconda parte, ha acquisito un peso nella narrazione non indifferente facendo anche da collante per l’attuale storyline di Mike. Chi non ha letteralmente sudato insieme a lui per tutta la scena, temendo il peggio semplicemente portando una tazzina di caffè?
Alla luce del fatto che rimangono solo due episodi alla fine della stagione, è evidente che ci si stia avvicinando, se non all’inizio di Breaking Bad, sicuramente all’incidente che cambierà la vita di Hector e, a cascata, di Nacho, Mike e Gus.
A proposito di questi ultimi due, inizia ufficialmente con una stretta di mano il sodalizio tra due dei personaggi più magnetici che Gilligan abbia mai creato in questo universo narrativo pieno di cattivi che si fanno dannatamente amare. E lo fa riducendo lo scambio verbale tra i due all’essenziale, non perdendo nulla in termini di intensità e profondità.
A questo punto tutte le pedine hanno fatto le loro mosse e le lunghe trame tessute in questi anni stanno per arrivare al loro culmine. Ovviamente, come da tradizione di Gilligan, con un imprevedibile e violento botto.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Nacho e quel maledetto flacone
  • Kim deliziosamente in bilico tra giusto e sbagliato
  • Gus e Mike insieme
  • Gus e Mike non bastano mai
  • La parte di Jimmy forse troppo didascalica
L’episodio si mantiene su un ottimo livello di tensione narrativa, soprattutto nelle parti riguardanti Nacho e Mike. Adesso bisogna semplicemente mettersi comodi per il gran finale.
Expenses 3×07 1.65 milioni – 0.7 rating
Slip 3×08 1.63 milioni – 0.5 rating

Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

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