Blood Drive 1×01 – The Fucking CopTEMPO DI LETTURA 4 min

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Arrivati nel 21° Secolo, anche le serie tv sono riuscite a trovare il modo di proporre agli spettatori la versione televisiva del concetto di “lettura estiva”. Con questo termine ci si riferisce ad una lettura leggera e non troppo impegnativa, dove il lettore è intrattenuto da una trama non troppo complicata ma, al contempo, sufficientemente studiata per non annoiarlo e mantenere costante il ritmo della sua lettura nonostante le alte temperature estive; insomma, un modo per non abbandonare l’abitudine della lettura, senza però farsi schiacciare dal clima. La televisione prende questo concetto e ritaglia attorno a questo desiderio un vero e proprio servizio, creando qualcosa che serva proprio (ed esclusivamente) a questo scopo: intrattenere con una serie tv nonostante il caldo. Non si sa se Blood Drive nasca veramente per questo motivo ma, da come si presenta, la sua funzione si conferma subito essere questa: intrattenimento fine a se stesso.
Dalla mente contorta di James Roland nasce Blood Drive, serie con Alan Ritchson (l’Aquaman di Smallville) e Christina Ochoa (Karen Morales in Matador) che si presenta, appunto, con l’esigenza di dare al pubblico l’ennesimo capitolo della serie ignoranza che avanza: e in Blood Drive non solo avanza, ma regna pure sovrana. Il pilot, per tenere fede alla politica “trama non troppo complicata ma sufficientemente studiata” offre allo spettatore un universo narrativo tutto nuovo che è, però, il risultato della commistione di svariati elementi presi qua e là da altre opere famose, in modo da confezionare un prodotto che sia il perfetto bilancio di originalità e familiarità.
La serie è infatti ambientata in un alternativo 1999, dove il mondo è in ginocchio per la mancanza di risorse ed il terreno è fertile per pervertiti, maniaci, violenti, assassini, multinazionali cattive e chi più ne ha più ne metta. In questo distopico scenario fatto di perdizione, gli uomini hanno creato la Blood Drive, una gara automobilistica dove le auto sono alimentate a sangue umano poiché il petrolio costa troppo. Premio della vittoria: la vita, la gloria e, ovviamente, denaro. Tradotto nel linguaggio da uomo della strada: Mad Max + Kenshiro + RoboCop + Wacky Races + un film a caso di Quentin Tarantino quando fa il tamarro grindhouse insieme a Robert Rodriguez. Anzi, se proprio bisogna dirla tutta, tutte le opere citate qui sopra sono in verità prese da Blood Drive per creare la quinta essenza del genere grindhouse, fatto di: enorme quantitativo di scene non-esplicite di sesso, dialoghi fatti di giochi di parole e doppi sensi, violenza, personaggi eccentrici e con costumi fedeli alla tradizione burlesque, sadismo e sequenze deliberatamente dedite a creare scene di violenza gratuita scandite da morti tanto fantasiose quanto disgustose.
Nella nuova serie di SyFy, questi elementi sono presenti nella loro forma più pura e primordiale, il tutto infiocchettato e tenuto assieme con un bel nastro che si chiama “sottotrama” e che vede il coinvolgimento della tipica multinazionale fetente anni ’80 in tutti gli accessori disponibili nel mondo di Blood Drive, forse connessa in qualche modo alla gara del telefilm. Ma questo non è importante, visto che la trama è un semplice elemento accessorio, un soprammobile che qui esiste solo per rendere più comoda e plausibile l’azione di triturare i corpi degli sfortunati nei motori trita-persone e ricavarne così del carburante. Del resto, questo è l’elemento che spicca di più nella serie e, nella sua mentalità, è molto più importante valorizzare questo aspetto piuttosto che una vera e propria trama orizzontale, qui presente solo in veste di Piano B. Spieghiamo meglio.
L’idea generale di Blood Drive e del sangue usato come benzina è accattivante per il suo alto coefficiente di ignoranza. Purtroppo però, una serie ha bisogno di una trama per poter vivere, anche se questa è enormemente labile e, proprio per queste esigenze narrative, non è possibile escludere del tutto questa componente. Un domani, infatti, potrà non essere sufficiente per la serie affidarsi alla sola ignoranza di fondo e quindi avere una parvenza di progressione narrativa, anche sviluppata a tempo perso e senza la minima logica, risulterà fondamentale quantomeno per salvare l’interesse.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il sangue come carburante
  • La serie più grindhouse di sempre
  • Ignoranza che avanza
  • Commistione di influenza dissacrante, ma accattivante
  • L’idea del sangue usato come carburante potrebbe, un domani, annoiare o diventare addirittura ridicola
  • Trama praticamente assente
SyFy inserisce la chiave, ingrana la quinta e parte a tutta birra tutto plasma per la leggerezza estiva con Blood Drive, serie tv che non ha niente da perdere, nulla da guadagnare, ma solo tanta ignoranza da vendere. Se necessitate di una pausa da telefilm più impegnati e cervellotici come The Leftovers e desiderate combattere il caldo con qualcosa di non troppo complicato, questa è la serie che fa per voi. Non lasciatevi spaventare dal Save Them All. E’ solo che, visti i presupposti, un Thank era davvero troppo.

The Fucking Cop 1×01 0.83 milioni – 0.24 rating

Nato da un’idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: “Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell’insegnamento”. Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E’ destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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