Fear The Walking Dead 3×05 – Burning In Water, Drowning In FlameTEMPO DI LETTURA 8 min

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Comunicazione di servizio 
Fear The Walking Dead è una serie nelle cui recensioni scatta da sempre l’inevitabile paragone con la sua serie madre. Questo particolare (e la serie di commenti probabilmente ripetitivi che caratterizzano il resto delle recensioni) ha spinto la redazione di RecenSerie ad un nuovo sistema di stesura. Lo sparuto team di superstiti che ancora persevera nel recensire suddetta serie svolgerà un lavoro cooperativo. I lettori avranno modo di seguire un’interazione spesso negata dalla scrittura distaccata delle restanti recensioni. I tre recensori (Fd, Fb, e Vl) interagiranno tra loro, instaurando una dialettica che, con la forma del dialogo (anzi, del trialogo), punterà a commentare questa terza stagione di Fear The Walking Dead. Ogni settimana uno dei tre recensori assumerà il ruolo di “intervistatore” stuzzicando gli altri due con tematiche e punti di interesse individuati durante la visione. Sarà un’estate molto lunga.
Fosse venuta prima quest’idea chissà se non ci fossero state più recensioni di Gotham in circolo.


Fb: Sebbene si configuri come puntata di transizione, “Burning In Water, Drowning In Flame” riesce a tenere alto l’interesse dello spettatore con un buon mix di azione e introspezione. Mix che gli autori, come ben sappiamo, difficilmente riescono a dosare nel modo corretto. Partendo dal presupposto che non ci troviamo di fronte a un capolavoro della serialità televisiva, e che nemmeno ci avviciniamo a tale scenario, credete che questo momento positivo del telefilm si protrarrà fine al termine della stagione regalandoci finalmente qualche gioia, oppure si spegnerà rapidamente come il proverbiale fuoco di paglia facendoci bestemmiare Gesù Cristo per l’ennesima volta?


Vl: Probabilmente questa volta il massimo della delusione potrà essere dettata, più che da scelte di trama fantasiose, dal fatto che non succederà moltissimo, o comunque non ci saranno grandi sorprese (sorprese già bruciate con la morte improvvisa di un protagonista e con la resurrezione di un altro: tra l’altro, non è che le due cose sono collegate?). Cosa che potrebbe anche essere positiva. Aver impostato una trama all’interno di un singolo ambiente, con le sue dinamiche e il suo microclima, porta lo spettatore ad avere un solido punto di riferimento, al pari della tanto discussa (e già citata) fattoria della seconda stagione di TWD. L’andamento di questa stagione (o almeno della prima metà) porta a eventuali crescendo di questa particolare sotto-trama, da qui un maggiore interesse dello spettatore, pur nella probabile prevedibilità dei suoi sviluppi.

Fd: Controllando le quotazioni dei bookmaker inglesi, sembra che un finale al fulmicotone sia quotato 1 a 100. Nessuna sorpresa, solo molti dati storici al riguardo che supportano le teorie dei britannici e, in tal senso, trovano d’accordo anche il sottoscritto che vede chiaramente un midseason finale attendista con una “banale guerra” per mantenere il controllo del ranch. Detto ciò le aspettative non sono mai state molto alte e quindi le possibilità di rimanere delusi sono altrettanto basse.

Fb: È oramai chiaro come Fear The Walking Dead stia cercando di trasformare Madison nel Rick della situazione, e già era capitato di farne menzione. Al termine di questo episodio, tra coltelli, balestre e lobotomie improvvisate, quanto risulta credibile il personaggio di Madison nel ruolo di madre guerrigliera disposta a tutto pur di proteggere i suoi figli?

Vl: Dipende come la si vuole vedere. Se Kim Dickens sta interpretando un personaggio volutamente simpatico come una randellata sulle orecchie, allora brava lei e bravi gli sceneggiatori che costituiscono l’intera storia su una leader che non deve per niente attirare le simpatie degli spettatori. Detto questo, rispetto al “prudente” Rick, Madison continua a compiere azioni per il puro bisogno di prendersi dei rischi e probabilmente sentirsi potente, più che per un vero senso di protezione verso i figli e un saggio istinto di sopravvivenza. Considerato il pesante lutto subito, da un certo punto di vista potrebbe anche essere comprensibile.
Stranezza di Troy a parte, però, la magione in cui si trovano non è esattamente il posto più pericoloso di sempre e i personaggi interni stanno subendo una caratterizzazione destinata a farli apparire sempre più come positivi. Da qui, di conseguenza, è possibile prevedere capovolgimenti di fronte.

Fd: Se si guarda al percorso fatto dal personaggio in queste 3 stagioni non è che si possa criticare più di tanto il suo ruolo alla Rambo. Già durante la scorsa stagione aveva dimostrato uno spirito da guerrigliera non indifferente e tutt’altro che consono ad una normalissima consulente scolastica americana. Se è vero che tutti i personaggi si sono evoluti molto più velocemente dei colleghi di The Walking Dead, è altresì vero che Madison prova piacere nell’andare incontro a situazioni di pericolo ostentando il suo carattere e la sua determinazione. I figli infatti, a parte essere abbandonati a loro stessi nel ranch, sono solo una mera scusa per mascherare le vere, cruenti, intenzioni.

Fb: Se doveste valutare l’utilità di Nick in una scala che va da 1 a 10, quale sarebbe la vostra valutazione al termine di questa puntata? E perché proprio 1?

Vl: Beh in realtà direi 2. Quella casa bruciata aveva bisogno di una riassettata.

Fd: L’utilità di Nick e di Alicia è molto dubbia. Ora volendo trovarci un’utilità per entrambi sicuramente Alicia è necessaria per dare allo spettatore arrapato un puro piacere per gli occhi, Nick invece fa sentire il bisogno di comprare un bello shampoo e lavarsi i capelli. E comunque voto 1: incapace perfino a pulire dei muri neri.

Fb: La strada che gli autori stanno facendo prendere ad Alicia si pone in netta contrapposizione con il percorso attuato dalla madre. Se la figlia, ancora segnata dalla morte di Travis, finisce col conciarsi nei peggio modi con alcol e droghe, finendo poi col ricercare l’appoggio (chiamiamolo così) di una figura maschile, Madison invece vuole a tutti i costi dimostrare di non avere bisogno di nessuno per sopravvivere nel mondo post-apocalisse. Credete che la cosa sia voluta oppure sia soltanto una decisione dettata dalla necessità di dover far ammucchiare qualcuno (una a caso, Alicia) ogni tanto?

Vl: “Facciamoli scopare, così, de botto”. Boris insegna che ogni tanto una buona copulata desta anche lo spettatore più sonnolento. Alicia sta subendo sviluppi in linea con il suo essere un’adolescente (adolescenti spesso interpretati da attori di 45 anni). Sono sicuro che mentre quella di Madison (ma anche di Nick) sia una focalizzazione maggiormente introspettiva, nell’arco di questa stagione, con Alicia si vada a lavorare direttamente nella sua interazione con il nuovo ambiente. Chissà se non sarà proprio lei in qualche modo l’elemento che potrà dare il via a un eventuale precipitare degli eventi.
Il suo tuffo finale fa apparire la conclusione di episodio come l’episodio di un’eventuale prima stagione. Accade spesso infatti che, nelle prime stagioni di diverse serie, vengano chiusi i primi episodi con commenti musicali che accompagnano carrellate di immagini dei vari personaggi, ancora in fase di presentazione. Che questo sia un nuovo inizio per la serie?

Fd: Stiamo veramente cercando di trovare un senso logico alle storyline di diversi personaggi quando chiaramente Dave Erickson gestisce i suoi burattini alla bene e meglio da tre stagioni facendogli fare cose a caso? Strand è l’emblema di questa politica.

Fb: Già nella scorsa recensione avevamo mostrato dei dubbi sulla progressione della storyline che vede coinvolti Victor e Daniel. Questa separazione giunta sul finale è da valutare positivamente o secondo voi finirà col peggiorare la situazione di ristagnamento narrativo in cui versa questo particolare segmento narrativo?

Vl: La riapparizione di Daniel, per quanto stratagemma narrativo di serie B, potrebbe essere un toccasana nel momento in cui questo vada a sostituire personaggi meno riusciti (vedi Travis). Sarebbe stato bello se si fosse visto Strand morire in questo episodio (cosa che sicuramente non accadrà più in questo momento storico della serie), anche se così l’inutilità della sua presenza nelle puntate precedenti sarebbe ancora più netta.
Effetto negativo della loro separazione è quella di un’ulteriore frammentazione delle linee narrative che porterà a probabili episodi monotematici e ad un ulteriore allungamento del brodo. Appare ovvio però che Daniel è ora destinato a cercare la figlia Ofelia che, ricordo, nella scorsa stagione finiva proprio nella villa (o nei paraggi di essa) dove sono ora Madison e figli.

Fd: Nella scorsa recensione “osannavamo” il ritorno di Salazar perché con esso si poteva dare un senso alla storia di Victor Strand: errore. Errore perché evidentemente anche la più banale delle regole che uno sceneggiatore dovrebbe seguire non viene rispettata. Ecco quindi la separazione in altre due storyline, l’arrivo di altri episodi monotematici, l’ennesimo momento di stallo narrativo ed una discutibile scelta nelle tempistiche. Discutibilissima è comunque il dialogo trai due personaggi davanti all’hotel, totalmente privo di istinto di sopravvivenza (Strand) e con una cattiveria fin troppo esasperante ed ingiustificata (Salazar).

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La sequenza d’apertura
  • “Facciamoli scopare. Così, de botto.
  • Alla ricerca di Ofelia
  • Inutilità di alcuni personaggi
  • La separazione tra Daniel e Victor

 

Questa settimana ci concediamo un attimo di bontà e confermiamo il Thank già dato alla precedente puntata. Il prossimo episodio sarà fondamentale per capire se questa scia positiva è dovuta a una casualità oppure è il risultato di uno sforzo autoriale volto al miglioramento della serie. Noi, comunque, qualche presentimento a riguardo già ce l’abbiamo.

 

100 3×04 2.40 milioni – 0.9 rating
Burning In Water, Drowning In Flame 3×05 2.50 milioni – 1.0 rating

 

 
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