Gypsy 1×05 – The CommuneTEMPO DI LETTURA 3 min

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Jean: So I get to be me in this room, with you, all of you.
And so, um in the spirit of pure honesty, I guess I feel like I’ve been living my life as two people.
And sometimes that gets confusing.
Like, I don’t know which one is real.
Which one’s most authentic.
‘Cause I can play myself.
I can give you a persona to an alarming degree, where it’s imperceptible to the ones most close to me. 

I yeah, don’t know who’s in control anymore.
Or who I wanna be.
Does that make sense?

 
Al giro di boa Gypsy si conferma come una serie atipica sia per il metodo di narrazione di Netflix, sia per il basso hype che continua a generare; basso hype che comunque, a modo suo, tiene legato il pubblico. Il problema è, e continua a rimanere, il minutaggio esagerato in rapporto all’evoluzione della trama e alle scene importanti, ma di questo si è già ampiamente parlato nelle precedenti recensioni.
“The Commune” però ha il “grosso pregio” di limitare al minimo sindacale quanto detto finora, forse in funzione di una maggiore importanza di Michael, marito di Jean, forse grazie al risicato numero di scene inutili. Il vero evento che dà una svolta alla trama è ovviamente il bacio saffico tra Diane e Sidney, un qualcosa di desiderato, agognato, allontanato ed infine conquistato. Il primo bacio arriva infatti al termine di una puntata in cui Jean affronta un viaggio interiore che la porta finalmente ad esternare il suo pensiero ed i suoi problemi. L’ipocrisia generale ostentata di fronte ai pazienti e al marito si rivela quindi essere in realtà (come pronosticabile) l’espressione del disagio interiore della donna che si sente scissa interiormente in due entità. Un momento Diane sovrasta Jean, il momento dopo è Jean a vincere, a seconda dell’ambiente e delle persone con cui interagisce. Più volte nel corso di questa prima metà di stagione Jean ha “vinto” su Diane, negandole il bacio, negandole la trasgressione ed il tradimento con il marito. Più volte, ma non questa. Dopo la cena in cui tra perfetti sconosciuti si è sentita se stessa nella sua completa ambivalenza, Jean ha abbracciato l’esistenza di Diane e le ha concesso più spazio. Sidney ringrazia.
 
Sidney: Hey, guys, I want you to meet Diane.
Diane is a customer? Acquaintance? I mean, who are you? Really?

 
E questa domanda di Sidney è più che comprensibile vista e considerata la totale assenza di informazioni che Diane ha concesso finora. In un qualche modo, e volendo leggere la situazione come un critico letterario analizza novelle e poesie, Diane non ha potuto dire molto di sé perché Diane non era ancora stata pienamente creata in quanto Jean non aveva dato il benestare interiore.
Chi è veramente Diane? Diane è quindi una scrittrice, una zia e ama bere caffè americano. Punto. Nient’altro, niente di più, sino ad ora. Da qui in poi è lecito aspettarsi un character più sfaccettato, nonché una predominanza di Diane rispetto a Jean, ormai sempre più ai margini. C’è infatti da ammettere che anche nell’ambiente lavorativo è ormai Diane a prendere il sopravvento su Jean, commentando e suggerendo ai pazienti azioni in una maniera poco consona ad una psicoterapeuta. Si può constatare un’evoluzione (o involuzione a seconda dei punti di vista) nel rapporto con i pazienti, ma è indubbio che il “lavoro di notte” come una supereroina ma antieroina (leggasi la recensione precedente) si sia trasformato in qualcosa di più. Il pubblico se n’è accorto ma se n’è accorto anche Michael nonostante i chili di prosciutto sugli occhi che lo hanno protetto dalla verità che comunque fatica a vedere. Inutile dire che da qui in poi ci si aspetta un altro tipo di ritmo e di evoluzione.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Primo bacio
  • Meno momenti morti rispetto al solito
  • Michael inizia a capirci qualcosa
  • Esternazione durante la cena nella comune
  • Minutaggio sempre troppo elevato

 

Con una certa soddisfazione si elargisce un Thank Them All che, anche se un po’ regalato, va a certificare un certo miglioramento rispetto alle puntate precedenti. C’è ancora molto margine di manovra però.

 

309 1×04 ND milioni – ND rating
The Commune 1×05 ND milioni – ND rating

 

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un’età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del “Progetto Recenserie”. E’ un burbero dal cuore d’oro che gira per l’etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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