Gypsy 1×07 – EuforiaTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni by

“I was waiting for you.”
“And there I was dying inside of the possibility you wouldn’t show.”
(Jane e Sidney in due scene complementari tra realtà e sogno)
 
Nella sua opera più famosa, la “Carmen“, George Bizet racconta la vicenda di una zingara spagnola che riesce ad ottenere quello che vuole dagli uomini che incontra grazie alle sue doti da seduttrice. E’ rimasta famosa, di quest’opera, la canzone L’amour est un oiseau rebelle (L’amore è un uccello ribelle astenersi doppi sensi per favore) in cui viene espressa la personalità complessa e sfaccettata di questo personaggio che cerca, nell’illegalità, quell’amore libero da qualsiasi gabbia o costrizione di cui sente bisogno.
Un personaggio assimilabile, per molti aspetti, a quelli di Naomi Watts e Sophie Cookson, le interpreti di Jean e Sidney, la cui relazione amorosa qui raggiunge il suo vertice. Tra l’altro il titolo della serie è, per l’appunto, “Gypsy” che in inglese sarebbe “zingara”, inteso anche come “amore zingaro”, senza vincoli o regole.
E certamente non è un caso se la canzone in questione viene scelta dalla regista Victoria Mahoney, in versione moderna e remixata, per l’entrata in scena della bella psicologa all’interno del locale dal nome chiaro ed inequivocabile (“Bury Me In A Pine Bone”, “Seppelliscimi in una cassa di pino”) nella prima scena dell’episodio.
Scena iniziale che si scopre poi essere l’ennesima sequenza onirica presente in questo show e che viene poi riproposta successivamente con i punti di vista di Jean e Sidney ribaltati. Si tratta di un virtuosismo di scrittura e regia che non era così scontato all’interno di una serie che finora era stata abbastanza lineare sia nella scrittura che nella regia (eccezion fatta per le già citate sequenze oniriche) e proprio per questo è molto apprezzabile come incipit.
Anche all’interno della puntata non mancano altri virtuosismi tecnici quasi come se anche la regia abbia deciso finalmente di lasciarsi andare. Peccato che si tratti di brevi fotogrammi che non aggiungono niente a una narrazione che risulta sempre abbastanza piatta e banale.
L’episodio si svolge interamente in luoghi chiusi (stanze, hotel, locali…) ed è a doppio filo tra le vicende di Jean e del marito Michael. La prima decide che è ormai venuto il momento di mollare qualsiasi freno inibitore con Sidney e si getta a capofitto nel suo appartamento per avere più informazioni possibili su di lei (avercene di psicologhe così premurose) e trombare allegramente. Il secondo è in viaggio d’affari con la sexy-collega Alexis e anche in questo caso, seppure in maniera più contenuta, i due dichiarano di provare una certa attrazione l’uno per l’altra (anche se per Michael il risultato sarà leggermente diverso).
Per il resto, l’episodio si regge tutto sul duo Naomi Watts e Sophie Cookson che mettono anima e corpo (soprattutto corpo) ai loro personaggi evidenziandone tutte le sfumature del loro carattere. Peccato che alla lunga la puntata risulti molto fiacca e debole. Praticamente di tutti i 50 minuti di episodio quelli più significativi sono gli ultimi 20 (19 in realtà) mentre la prima mezzora è all’insegna della trasgressione solo dichiarata, dal momento che la cosa più erotica è il gioco “obbligo o verità” a cui sono sottoposti i coniugi Holloway  (che può essere trasgressivo a 12 anni forse).
Di fatto “Euforia” è una lunga divagazione dai temi affrontati negli episodi precedenti e non aggiunge nulla a quanto visto prima d’ora. Le atmosfere thriller si vanno definitivamente a perdere riducendo il tutto a un normale drama sentimentale dove il finale è abbastanza prevedibile. Oltretutto del cliffhanger finale della puntata precedente non c’è nessuna traccia e non si sa se verrà trattato nelle prossime puntate.
Gli ultimi 20 minuti rimangono sicuramente una gioia per gli occhi (soprattutto per il pubblico maschile) ma è una gioia che termina appena prima la scena finale lasciando così la sensazione di aver assistito solo a un’enorme parentesi nelle vicende dei coniugi Holloway.
Come questi, infatti, anche il regista e l’autrice si prendono un attimo di pausa tra loro e gli eventi narrati, per costruire una puntata interamente introspettiva che però non ha nulla a che spartire con le altre viste finora, risultando, alla fine, anche abbastanza prevedibile.
Finito l’ultimo minuto, l’euforia che dovrebbe contrassegnare la puntata (visto il titolo) si stempera quasi subito e quello che rimane è un blando Save in attesa di vedere cosa l’autrice e i registi della serie tireranno fuori dal loro cilindro per le prossime puntate.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Naomi Watts e Sophie Cookson
  • Carmen di Bizet remixata
  • Sequenza iniziale ripetuta
  • Ultimi 20 minuti
  • 30 minuti solo parlati!
  • Obbligo o verità? Quanti anni avete 12?
  • Michael friendzonato malamente
  • Ma… il cliffhanger dell’episodio precedente?

 

30 minuti di noia. Poi, negli ultimi 20 minuti, Jane e Sidney decidono di darsi alla pazza gioia e sono 92 minuti di applausi. Poi il nulla.

 

Vagabond Hotel 1×06 ND milioni – ND rating
Euforia 1×07 ND milioni – ND rating

 

 

Laureato presso l’Università di Bologna in “Cinema, televisione e produzioni multimediali”. Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*