The Mist 1×03 – Show And TellTEMPO DI LETTURA 3 min

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È difficile rimanere impassibili ad un episodio di The Mist. Difficile perché, pur mantenendo una certa impassibilità facciale, internamente ed involontariamente il corpo reagisce agli stimoli esterni dimostrando un certo risentimento, quasi contorcendosi. Tanto è infatti il disgusto di fronte a scene eterne, con dialoghi prevedibili e piatti pronunciati, come se non fosse già abbastanza, da personaggi con cui è impossibile provare empatia. Vuoi per la loro incapacità nel recitare, vuoi per i ruoli scialbi che sono stati cuciti loro addosso.

I don’t want to die anymore. I’m happy. I’ve seen God.

The Mist si presenta agli spettatori come un telefilm horror ma di elementi provenienti da questo genere ce ne sono veramente pochi, eccetto “l’uomo falena” che fa pure abbastanza schifo a livello di CGI (ma proprio per questo meritevole rappresentante dell’episodio). Dimenticando per il momento l’omonimo film, The Mist con “Show And Tell” dimostra per la terza volta di non saper gestire né il lato horror (che praticamente è inesistente), né il lato umano che, giusto per dare evidenza della pochezza degli attori, vede nel character del giovane Jay Heisel il suo massimo esponente. La carica emotiva generata dalle varie interpretazioni di tutto il cast è pressoché nulla e rappresenta un grosso problema per la narrazione perché se in tre episodi non si è ancora riusciti ad empatizzare con qualcuno di essi allora c’è evidentemente un problema molto serio, non solo a livello di sceneggiatura. Difficile che la situazione si modifichi nel prossimo (breve) futuro.
Il vero lato horror di The Mist è finora totalmente non voluto perché creato involontariamente da plot, recitazione ed effetti speciali di dubbia fattura. Da “Pilot” ad ora non c’è stata alcuna vera evoluzione di trama perché i personaggi sono bloccati tra la chiesa ed il centro commerciale, vuoi per scelta degli autori, vuoi per mancanza di coraggio ed un generale (quanto ingiustificato) attendismo. Gli spunti tuttavia non mancano: il presunto stupro di Alex è il tema più “caldo”; a seguire c’è la presenza dei militari privati che si sono suicidati; chiude il cerchio la perdita di memoria di Bryan che però è presumibilmente riconducibile al punto precedente. Christian Torpe, lo showrunner, ha trovato potenzialmente delle sotttrame da sviluppare e probabilmente lo farà anche nel corso delle prossime 7 puntate, ma non sta alimentando la trama come dovrebbe e potrebbe, anzi la sta annichilendo per depauperazione. La nebbia è chiaramente un elemento importante che però attualmente funge solo da MacGuffin narrativo per tenere stipati i personaggi nelle due location, niente di più e niente di meno. Errore, grosso errore. Presentare di tanto in tanto un qualche elemento horror collegato alla nebbia non può e non deve essere sufficiente.
Per assurdo sono le tragedie umane su cui non si sta puntando (stupro, perdita di memoria) il vero lato interessante della serie, ma anche qui si può in qualche modo già prevedere i futuri sviluppi. A meno di nuovi ingressi nel cast, infatti, si può già cominciare a dubitare della “fedeltà” del migliore amico gay di Alex e della “colpevolezza” di Jay; lo stesso dicasi circa un possibile interesse romantico tra Bryan e la sua compagna di cella ormai nell’aria. Prevedibilità insomma, prevedibilità che sommata a pochezza generale rende “Show And Tell” estremamente difficile da digerire o anche solo trovare interessante. Difficile fare peggio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Trame secondarie potenzialmente salvifiche
  • CGI imbarazzante
  • Il nulla cosmico come trama della puntata
  • Character odiabili

 

Davvero poco altro da aggiungere a quanto già scritto, davvero difficile fare peggio di così.

 

Withdrawal 1×02 0.49 milioni – 0.2 rating
Show And Tell 1×03 0.43 milioni – 0.1 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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