The Strain 4×02 – The Blood TaxTEMPO DI LETTURA 6 min

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“The Blood Tax” può essere vista come la seconda metà di un’unica season premiere, considerando che continua quell’opera di introduzione della nuova ambientazione post-apocalittica e riporta sulla scena i protagonisti che “The Worm Turns” non aveva mostrato (Gus, Dutch e Setrakian, benché quest’ultimo fosse apparso per qualche secondo in un sogno di Fet), mentre proprio Fet, Quinlan, Eichhorst, il Maestro e Zack sono lasciati fuori. Solo il buon dottor Goodweather appare di nuovo, protagonista di una storyline che sembra destinata a farlo diventare, almeno per qualche tempo e in attesa dell’inevitabile reunion con gli altri eroi, un membro della resistenza di Philadelphia, più simile ad una dilettantistica cellula terroristica che ad un gruppo di esperti combattenti. La presenza di questa sorta di resistenza non può non richiamare subito alla mente Colony, che guarda caso condivide con The Strain uno degli showrunner e dei produttori esecutivi, Carlton Cuse; e come in Colony, i partigiani della libertà sono tutt’altro che puri e perfetti, disposti come sono a continuare a colpire i pullman che trasportano prigionieri umani pur di uccidere una manciata di strigoi, unica azione possibile contro un nemico così potente e ben al di sopra delle loro capacità… fino ad ora, perché l’alleanza con Eph, che conosce più di un modo per nuocere ai morti viventi, potrebbe cambiare le carte in tavola.
Passando a Gus e a Dutch, veri protagonisti della puntata, l’ultima volta che erano apparsi sullo schermo l’uno era in fuga dopo la morte di Angel, della Faraldo e del capitano Kowalski (fatti fuori giusto per liberare un po’ di spazio nel cast), l’altra stava rifugiandosi nel sottosuolo dopo l’esplosione della bomba atomica con cui gli strigoi avevano oscurato il Sole (regalando quel filtro color arancio che compare praticamente in tutte le scene all’aperto); dopo nove mesi, il primo rispunta da un suo cugino, Raul, per coinvolgerlo in un’operazione illegale che mira al furto delle provviste della Partnership e la seconda si sottopone ad una visita ginecologica nella struttura ospedaliera gestita da un altro volto noto, Sanjay Desai, il cui scopo finale, a quanto pare, è ingravidare le donne per sfornare bambini. Un utile flashback, ambientato tre mesi prima, spiega subito allo spettatore come i due siano finiti in quella situazione: l’ispanico ha fatto squadra con delle vecchie conoscenze, i nigeriani della banda di Alonso Creem, abbandonando la lotta contro gli strigoi e pensando unicamente alla propria sopravvivenza; l’olandese, invece, è stata separata da Setrakian durante una retata, non prima di aver messo in un luogo sicuro l’Occido Lumen. Nonostante nello scorso episodio la ricerca di un ordigno nucleare e il sogno di Fet, in cui Setrakian strappa via e dà alle fiamme le pagine dell’antico tomo, avessero fatto temere che il libro fosse ormai inutile (del resto l’unico vero rimedio trovato da Setrakian consisteva nel sigillare il Maestro in una bara e buttarlo nell’oceano, non nella sua distruzione definitiva), è ovvio che il prezioso oggetto avrà ancora una sua utilità e costituirà probabilmente la chiave per sconfiggere il capo degli strigoi; del resto, eliminare il Maestro con una semplice bomba atomica, per quanto in linea con ciò che si è visto in passato, sarebbe troppo semplicistico e scontato.
 
Setrakian: “Oh I was a fool. I realize now that everything gained can just as easily be lost.”
Dutch“The book is safe, Professor. We’ll go back and get it, as soon as we get out of this.”
Setrakian“I’m not talking about the book, Ms. Velders, but about humanity. For every stride, every turn toward goodness people make, we want to believe that the progress is lasting. Irreversible. We wanted to believe this so badly that we down our guard. And our own evil crept back into us.”
 

Il ritorno di Setrakian, per quanto breve, è cosa assai gradita: il vecchio ebreo armeno-rumeno è infatti uno dei personaggi più interessanti e carismatici della serie, merito tanto del lavoro di scrittura quanto dell’ottima interpretazione di David Bradley (tale da far dimenticare allo spettatore di avere di fronte lo stesso volto di figure molto meno amabili quali Walder Frey o Argus Flich) e c’era bisogno che tornasse in campo il prima possibile. Purtroppo si tratta di un Setrakian sempre più provato, fisicamente quanto psicologicamente, dagli ultimi eventi, aggrappato tenacemente se non disperatamente alla propria missione-ossessione di distruggere il Maestro e tuttavia ormai privo di fiducia verso quel genere umano che non sembra poi così degno di essere salvato, visto che quando raggiunge il benessere abbassa la guardia e lascia che il proprio lato oscuro emerga e la distrugga (non si dimentichi che l’ascesa degli strigoi è stata favorita dagli aiuti spesso decisivi di uomini come Eldritch Palmer, Jim Kent e gli stessi Gus e Dutch, per non parlare di Zack); un Setrakian che di fronte ad una scena che non può che ricordargli (e ricordare anche allo spettatore) quello che succedeva ai prigionieri ebrei una volta scesi dai treni diretti ai campi di concentramento e che lui stesso ha vissuto in prima persona, decide di intervenire, rimediando una pessima figura e qualche brutta legnata; un Setrakian, infine, di cui al momento si ignora il destino, visto che la puntata non gli dedica più scene dopo la separazione da Dutch, ma che tuttavia dovrà prima o poi ritornare.
Il destino di Dutch, invece, appare sempre più chiaro: l’edificio in cui si trova è una sorta di clinica eugenetica in cui le donne sono inseminate artificialmente (mentre qualsiasi rapporto sessuale “normale” è bandito e anzi punito) allo scopo di generare figli sani con il gruppo sanguigno B positivo (quello preferito dagli strigoi) che probabilmente fungeranno da fonte di cibo futura per i succhia-sangue; coloro che non riescono a rimanere gravide o si ritrovano a perdere il bambino dopo un certo numero di inseminazioni sembrano destinate ad un oscuro, per quanto ancora poco chiaro, destino. In questo frangente il pensiero corre subito a The Handmaid’s Tale e alla donna ridotta, in entrambe le opere e seppur per finalità diverse, alla sua basilare funzione biologica di procreatrice, di mera baby vessel, come dice Dutch. La retorica della Partnership potrà pure insistere fino alla nausea sui presunti benefici che il giorno dell’Illuminazione e la presa di potere degli strigoi hanno portato, ma tra nuovi campi di concentramento e cliniche sforna-bambini appare sempre più chiaro che la situazione dell’umanità è tutt’altro che rosea.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Torna Setrakian in carne ed ossa
  • La clinica sforna-bambini
  • Episodio introduttivo quanto il precedente

 

Con “The Blood Tax” si completa quella necessaria fase introduttiva della quarta ed ultima stagione, riprendendo i personaggi lasciati fuori dalla premiere. Non resta che attendere il prossimo episodio per scoprire se almeno quest’anno la narrazione procederà in maniera più spedita o se bisognerà ancora penare perché The Strain torni ad avere quel giusto mix di tensione e azione che caratterizzò la prima stagione (finora la migliore).

 

The Worm Turns 4×01 1.44 milioni – 0.5 rating
The Blood Tax 4×02  0.9  milioni – 0.3 rating

 

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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