Game Of Thrones 7×05 – EastwatchTEMPO DI LETTURA 5 min

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Terminata la visione di “Eastwatch” la prima sensazione che si è portati a percepire è sicuramente la curiosità. Curiosità nel sapere quali sviluppi subirà la trama nella sua consueta frammentarietà che da tempo ci capita di millantare, curiosità nello scoprire quali personaggi arriveranno a vedere un’ottava stagione, ma, soprattutto, curiosità rispetto alla gestione degli ultimi due appuntamenti stagionali, i quali, sebbene potranno vantare un minutaggio più che ragguardevole, resteranno pur sempre due singoli episodi, durante i quali, per forza di cose, dovranno succedere molte più cose di quante materialmente due puntate potrebbero contenere. Più di una volta è capitato di muovere delle critiche in merito alla frammentarietà narrativa sopracitata e da quest’anno ad arricchire la tabella dei pollici versi si è aggiunta pure una discutibile, seppur inevitabile, contrazione delle tempistiche relative agli spostamenti dei vari personaggi. Questa settimana, però, tali difetti, seppur presenti e percepibili, non invalidano il risultato complessivo, configurandosi invece come ottima scappatoia per non perdersi ulteriormente in chiacchiere – come è accaduto purtroppo nelle fasi iniziali di questa settima stagione – nascondendo così la natura eminentemente preparatoria dell’episodio.
Gli amanti dell’azione avranno certamente di che lamentarsi al termine di “Eastwatch” – episodio che in ultima analisi potremmo rinominare “Spoils Of War, Part II” – ma è bene ricordare che la fortuna di una serie come Game Of Thrones non sta solamente nei massacri da nona puntata o nei cliffhangerONI di fine stagione. La vera fortuna di serie longeve e strutturate come questa sta proprio negli episodi transitori, nella costruzione di personalità in grado di suscitare nello spettatore un sentimento forte, poco importa se negativo o positivo, così da valorizzare ulteriormente eventi oramai divenuti iconici quali, tanto per citarne due a caso, le nozze rosse o la battaglia dei bastardi. Momenti epici a prescindere dal background dei personaggi presenti in scena, ma emotivamente impattanti proprio grazie alla preparazione compiuta in precedenza sulla caratterizzazione del singolo. Non è un caso che ad un passo dalle due puntate che, almeno idealmente, dovrebbero sostituirsi a nono e decimo appuntamento, tradizionalmente i due più attesi dai fan di GoT di tutto il globo, a farla da padroni siano i vis a vis che coinvolgono i personaggi più amati dal pubblico, le grandi partenze e i grandi ritorni. Tutti avvenimenti che cooperano in funzione del “bene superiore”, quello di catapultare lo spettatore nell’atmosfera pre-bellica che oramai si respira da un po’ di settimane a questa parte, in attesa che le lame dei nostri eroi si incrocino con quelle dell’Esercito dei Morti.
Nella consueta segmentazione diegetica che contraddistingue la serie possiamo comunque individuare un protagonista morale dell’episodio, nonostante il minutaggio risulti talmente frammentato da svilire il concetto vero e proprio di protagonista. Ovviamente non può essere che Tyrion, attualmente il personaggio nella posizione più scomoda, alle prese con una regina consapevole della propria forza bellica ma fin troppo sicura della sua chiamata divina a Regina dei Sette Regni da non rendersi conto di non essere così diversa dalla sovrana dispotica che lei stessa cerca di spodestare. Il character di Peter Dinklage diventa così l’ago della bilancia nella futura battaglia che coinvolgerà la sua regina e i suoi due fratelli, oltre che rappresentare, attualmente, il personaggio più “umano” dell’intero show, umanità che però sembra non trovare posto in un mondo che pare essere governato solo da odio, violenza e risentimento. Ed è nel faccia a faccia con Varys che tutta la fragilità e le insicurezze del personaggio emergono prepotentemente, insicurezze che lo costringeranno certamente a rivedere il suo rapporto con Daenerys, attualmente bisognosa di una persona che riesca a farla ragionare impedendole così di agire nuovamente d’impulso, decisione poco saggia visti i rischi corsi nella battaglia appena conclusasi.
Nel marasma preparatorio vi sono infine altri due eventi chiave che certamente comporteranno importanti sviluppi futuri: in primis la velata minaccia sussurrata da Cersei alle orecchie del povero Jaime (“never betray me again”) dopo avergli rivelato il suo essere incinta, ennesima prova dell’incapacità della sovrana di provare sentimenti “umani” nei confronti di qualsiasi individuo al di fuori di se stessa; e in secondo luogo il tranello teso da Ditocorto ad Arya, il quale, attraverso la lettera che Sansa fu obbligata da Cersei a scrivere a Robb nella prima stagione, cercherà di mettere le due sorelle Stark l’una contro l’altra. Mossa che da una parte fa sperare sempre di più in una morte lenta e agonizzante del sempre viscido Lord Baelish e dall’altra fa un po’ storcere il naso vista la facilità con cui Arya finisce col cadere nel suo tranello. Nel caso foste interessati al contenuto della suddetta lettera, riportiamo il testo qui sotto:

Robb, I write to you with a heavy heart. Our good king Robert is dead, killed from wounds he took in a boar hunt. Father has been charged with treason. He conspired with Robert’s brothers against my beloved Joffrey and tried to steal his throne. The Lannisters are treating me very well and provide me with every comfort. I beg you: come to King’s Landing, swear fealty to king Joffrey and prevent any strife between the great houses of Lannister and Stark. Your faithfull sister. Sansa”

Infine, non ci si può che alzare e applaudire la decisione di mettere insieme una compagnia con coefficiente di epicità enorme, party composto nientemeno che da: Jon Snow, Ser Davos, Tormund, Jorah Mormont, Gendry (ma soprattutto il suo martello), Thoros, Beric Dondarrion e il Mastino. Compagnia dell’anello levati proprio e prepariamoci ad una nona sesta puntata sessualmente appagante.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tyrion ago della bilancia
  • Jon Snow che accarezza Drogon
  • Il ritorno di Sir Friendzone
  • Frammentarietà narrativa meno disturbante
  • Innumerevoli vis a vis tra personaggi principali
  • La compagnia più epica di sempre è formata
  • Daenerys: bonus diplomazia -5
  • Molti contesteranno la natura preparatoria dell’episodio
  • Ditocorto che frega troppo facilmente Arya

 

Mancano solo due episodi alla conclusione di questa settima stagione e adesso che le pedine sono state posizionate non resta che passare all’azione. L’inverno è arrivato e a contrastarlo c’è la compagnia più memorabile di sempre. Preparate i fazzoletti. Anche per le lacrime.

 

Spoils Of War 7×04 10.17 milioni – 4.6 rating
Eastwatch 7×05 10.7 milioni – 5.0 rating

 

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