Ozark 1×07 – Nest BoxTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Invasive species wreak havoc on our ecosystem, none worse than the European starling.”


Le invasioni animali, spesso di natura antropica come nel caso dello storno comune, hanno portato devastazione sia per quanto riguarda la flora e sia per quanto riguarda la fauna relativamente alla zona invasa: l’intero ecosistema nel quale, come un virus, sono stati introdotti è stato smantellato e ricostruito attorno ad un nuovo paradigma. Come diceva George Carlin in un suo show: “the planet is a self-correcting system: the air and the water will recover, the earth will be renewed”, supponendo di unire in unico paradigma la specie umana e l’habitat terrestre. L’ecosistema include e si adatta relativamente ciò che in esso viene introdotto, allo stesso modo la cittadina di Ozark sembra reagire rispetto alla famiglia dei Byrde.
L’introduzione dei conigli in Australia a fine settecento è un esempio utile per fare parallelismi. Inizialmente introdotti come animali da aia, verranno utilizzati come animali per la caccia verso la metà del secolo successivo e per un pura coincidenza di fattori (eliminazione di predatori e animali a loro ostili) si registrerà una crescita esponenziale. Flora e fauna vennero massacrate dal nuovo elemento introdotto nel paradigma, tanto che l’uomo si trovò obbligato a cercare soluzioni: vennero creati due virus (uno a distanza di dieci anni dal primo) per poter debellare quella che sembrava una vera e propria malattia. Tutto questo per riuscire a porre un freno e controllare la massiva presenza dei conigli sul territorio.
I Byrde stanno allo stesso modo disintegrando il precario ecosistema del lago Ozark (Ruth, Eugenia e Sam Dermody, il pastore Mason e sua moglie, Rachel, il proprietario dello strip club e molti altri), cercando di inserirsi nel nuovo paradigma. I risultati sono catastrofici, se si conta la scia di morti, ma sembrano esserci fasi di rigetto in corso, Charlotte in primis.

Jonah: “It’s just not that simple.”
Teacher: “How is it not that simple? Drugs are addictive. They cause crime and death.”
Jonah: “And they also prop up the US economy.”
Teacher: “What are you talking about?”
Jonah: “Are you familiar with gross domestic product? It’s the total of all the money spent…”
Teacher: “I know what gross domestic product is.”
Jonah: “I mean, I’d definitely sign something that says:’It’d be great if people didn’t get addicted to drugs’. But… people are addicted to drugs. And in order to get the drugs, they have to buy them, right? And that drug dealer has to feed his family. They’re innocent. They can’t starve, can they? They need a house and clothes. And the family needs a car. There’s even this theory that says drug money was the only thing that prevented the collapse of the global economy in 2008. You know, when real estate went bust. Because drug money was the only cash available to prop up big banks. Not to mention the 350 million narco-dollars that paid for bridges and roads and health care probably even education. Maybe even part of this school.”


“Nest box” rappresenta, tuttavia, l’episodio meno convincente di Ozark fino a questo punto per due semplici motivi: attendismo e semplicismo. Sono le due malattie di cui soffre questo settimo episodio. Nonostante il pregio di aver accelerato i tempi condensando l’intera estate in questi episodi, l’attendismo si manifesta relativamente l’operazione dell’FBI ancora in fase di completo stallo per problemi più personali che organizzativi/burocratici, sia per il solito leit motiv relativo alla ricerca dei soldi insito nel DNA della serie stessa. Considerato l’ultimo bonifico effettuato sul conto di Martin, c’è da sperare che le cose cambino nei prossimi episodi.
Messo da parte l’attendismo, l’episodio denota un certo semplicismo relativamente alla porzione di trama riguardante Eugenia Dermody ed il suo consenso per il piano finanziario sottopostole da Marty: la velocità della decisione e le modalità con le quali si è giunti (il complimento ad un quadro?) lasciano molto a desiderare. Per quanto il tutto si incanali in maniera perfetta con la storyline di base, le modalità scelte affinché tale decisione venisse presa da parte della signora Dermody risultano discutibili ed al limite. Senza contare che così come è apparsa, il personaggio scompare travolto da un camion circa dieci minuti più tardi: un veni, vidi, vinci da 906 mila dollari.

“Hey, Marty, look around! This place is death.”

L’interrogativo più grosso e porzione meno convincente, come si è fatto notare prima, è quella relativa all’operazione dell’FBI gestita da Roy e che in questo episodio subisce una grossa battuta di arresto. Per quanto si era paventata la possibilità di un eventuale eccessivo coinvolgimento da parte del federale rispetto a Russ, il manifestarsi di questi dubbi ha un pessimo tempismo e cozza in maniera profonda con una regola verbale dettata da una celebre pellicola di Michael Mann del 1995 con Al Pacino e Robert De Niro: Heat.
“Don’t ever let yourself get attached to anything that you are not willing to walk out on in 30 seconds flat if you feel the heat around the corner.”
 Risulta essere a parti invertite, dal momento che la persona che esita è l’agente dell’FBI e per quanto questa reazione risulti vicina alla costruzione del personaggio, aggiunge altro attendismo generale ad una serie che merita di far giungere ad una degna conclusione visto l’alto livello qualitativo avuto fino ad ora.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scontro Mason VS Jacob VS Martin
  • Saldato il debito con il cartello
  • Reintroduzione di Jonah in scene degne di interesse
  • Litigio in conclusione di puntata tra Marty e Wendy
  • Marty sembra essersi dimenticato dell’FBI e anche lo spettatore
  • Attendismo generale e scelte sempliciotte
  • Eugenia Dermody e la facilità con cui cambia idea
  • Rachel e la scoperta dei registri gonfiati: nemmeno una minima allusione al fatto
Attendismo generale e semplicità mascherata da coincidenza: non un episodio da bocciare, ma sicuramente non la migliore puntata vista fino ad ora. Ozark può e deve fare di più. “Nest Box” risulta essere per forza di cose la puntata di snodo dalla quale bisogna saper ripartire con decisione e senza temporeggiare.
Book Of Ruth 1×06 ND milioni – ND rating
Nest Box 1×07 ND milioni – ND rating

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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