Ghosted 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Simplicity is always the secret, to a profound truth, to doing things, to writing, to painting. Life is profound in its simplicity.” [Charles Bukowski]

La semplicità è un fattore tanto sfuggevole e male interpretato che il più delle volte viene semplicemente accantonato pur di ricercare determinati altri fattori, ben più complicati, che andranno poi a rendere la vita semplicemente più difficile sia per il povero spettatore, sia per lo sciagurato sceneggiatore di turno. Nonostante ciò, quando viene correttamente sfruttata, la semplicità appare come un lampo di genio, un guizzo che illumina (seppur momentaneamente) quella che poteva essere una piatta giornata.
Ghosted è la pura e limpida semplicità: niente complicatezze, niente risate pre-registrate a far da contraltare, ma solo una (solo in apparenza, in realtà) coppia comica banalotta che regge in maniera egregia la scena. Certo, la semplicità che si sta elogiando cozza con l’elemento sci-fi che la FOX ha voluto in qualche modo plasmare all’interno della costruzione, ma nella valutazione generale proprio questa scelta dona quel pizzico di “particolare” che rende i venti minuti del pilot godibili e di intrattenimento.
Sì, intrattenimento: Ghosted fa il proprio lavoro ed intrattiene il proprio pubblico. Suona strano forse leggerlo, figuriamoci scriverlo: una serie comedy che potenzialmente potrebbe intrattenere e divertire. E soprattutto si sta parlando della FOX, dove probabilmente si è messo da parte il progetto “facciamo un revival di ogni nostra vecchia serie in attesa che ci venga qualche nuova idea“.

Max: “I’m sorry, but why would we help you?”
Captain Ava: “You were a brilliant astrophysicist, but Stanford, they called you crazy. Well, guess what, I think they’re wrong. I can help you clear your name and get your job back, Professor.”
Max: “Okay, I’m in.”

D’altra parte la serie può vantare un duo comico che si è fatto le ossa in progetti come Parks And Recreation e The Office US: Adam Scott e Craig Robinson presentano una sinergia a dir poco perfetta, tenendo in piedi lo show in completa solitudine. Ciò denota, però, il primo dei difetti della serie: esclusi i personaggi di Leroy (Craig Robinson) e Max (Adam Scott) i personaggi di cornice appaiono come una minuscola macchietta all’interno dello show. È anche da considerare che trattandosi di un semplice pilot l’introduzione è stata molto fugace, ma questo limite potrebbe essere prefigurato dato l’enorme (giustificato) risalto dato a Leroy e Max rispetto al resto dei personaggi apparsi.
All’interno del duo, Adam Scott risalta in maniera molto più vistosa anche grazie alla sua proverbiale comicità naturale e spontanea che spinge lo spettatore a risate che in diversi contesti, con altri interpreti, sarebbero apparse semplicemente banali e piatte. Forse è precoce definirlo l’elemento di spicco della serie, ma il suo peso non è sicuramente da mettere in discussione.
La puntata oltre ad una breve ed estemporanea presentazione sia dei personaggi principali, sia del Bureau Underground, riesce a riempire ogni possibile spazio vuoto: questa narrazione senza pause, ma forsennata e continua riesce a far seguire meglio l’episodio allo spettatore che, tramite il susseguirsi di avvenimenti, è invogliato (o costretto, dipende dai punti di vista) a proseguire la visione senza troppi indugi.
Non è tutto oro ciò che luccica, però: l’elemento sci-fi risulta sì, come si diceva prima, l’elemento “in più” ma potrebbe rischiare di diventare il masso al collo che fa colare a picco il progetto se dovesse prevalere in maniera sconsiderata e mal gestita rispetto al fattore comedy. Tuttavia si tratta del pilot e sarebbe sbagliato dare una valutazione basandosi su delle probabili proiezioni future.
Ricordate le belle parole che noi di RecenSerie avevamo speso per Ghosted quando era stato presentato agli Upfronts? Nemmeno noi.
Il pilot si guadagna una piena promozione, in attesa di riconferma per gli episodi successivi, ma dovrà stare ben lontano da quei limiti di caratterizzazione dei personaggi e di sceneggiatura che potrebbero sancire una fine ben poco felice per questa nuova avventura di Adam Scott e Craig Robinson.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Adam Scott e Craig Robinson

  • Semplicità

  • Potenza del pilot che fa ridere, in maniera semplice

  • Sinergia tra Scott e Robinson

  • Elemento sci-fi: momentaneamente assente (per fortuna)

  • Personaggi secondari: una misera macchietta

  • Elemento sci-fi

 

Serie comedy-fantasy dove l’elemento fantasy appare e non opprime: Adam Scott e Craig Robinson fanno da anfitrioni per una serie che merita almeno una chance.

 

Pilot 1×01 ND milioni – ND rating

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L’Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv, film e lettore appassionato di libri e manga. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell’umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di Recenserie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L’unico uomo con la licenza polemica.

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