Halt And Catch Fire 4×06 – A Connection Is MadeTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Lot of trouble when you’ve got much free time.”

La connessione è finalmente avviata (come dice il titolo). E non è solo quella del modem nella scena iniziale, annunciato dal classico rumore tipico dei modem anni ’90 (che rimanda a ore e ore di attese nostalgiche), ma è soprattutto quella che lega indissolubilmente tra di loro i quattro protagonisti dello show. Per chi segue le storie di Joe, Cameron, Gordon e Donna non può non notare una certa circolarità nelle vicende. I quattro, infatti, sono cresciuti, hanno affrontato molte prove e si sono buttati in moltissimi progetti (spesso fallimentari) e alcuni hanno messo su famiglia. Ed è proprio sulla coppia Donna-Gordon che si gioca tutta questa puntata di HACF e sul rapporto con le loro due figlie Haley e Joanie. Il motivo generazionale che divide i genitori dai figli è il leitmotiv che intercorre per tutto l’episodio ed è ripreso da tutti i personaggi, persino dai comprimari. Esemplare, da questo punto di vista, il dialogo iniziale tra Donna e l’ex ideatore della piattaforma Rover, un vero e proprio discorso che può apparire freddo e distaccato, da manager in carriera, ma che in realtà nasconde un certo affetto quasi materno, una severità che però vuole infondere coraggio al malcapitato che è stato appena licenziato. Sentimenti ed emozioni contrastanti che si esplicano tramite mezze frasi e gesti apparentemente semplici ma in realtà metafore di qualcosa di più profondo. Questo perché i personaggi di HACF non parlano ma agiscono. O, più semplicemente, vivono. Le vicende dunque sono raccontate con azioni molto vive, che rendono fluido il racconto e non rischiano di annoiare con dialoghi triti e ritriti che molto spesso hanno portato la serie a “rischio-soapish”. Una modalità di racconto che finora ha sempre premiato questo show e che ne rappresenta la vera qualità intrinseca. La puntata potrebbe sembrare la classica di raccordo, e in parte lo è: i quattro si trovano ad un punto della loro vita in cui cominciano a fare i conti con il loro passato, con quello che immaginavano di diventare con Mutiny (la loro prima “start up”) e quello che potrebbero potenzialmente diventare da ora in poi. Anche in questo caso, le loro storie personali combaciano con la storia della tecnologia con cui lavorano: gli anni ’90 sono stati, in effetti, il momento in cui le nuove tecnologie si sono affermate, potenziandosi nelle funzioni che avevano in precedenza e, nello stesso tempo, si sono evolute per diventare quello che sono oggi. Fa quasi tenerezza, infatti, sentire Joe chiedere per caso a Cameron di filmarlo con una delle prime videocamere mentre fa esplodere dei razzi artigianali (con in sottofondo una splendida colonna sonora anni ’90 tanto per restare in tema) pensando a come questa pratica verrà poi potenziata ulteriormente con il web 2.0. Una scena certamente non inserita a caso ma con una certa intelligenza da parte degli autori, così come tutte le scene riprese da quella videocamera rappresentano un esempio di meta-televisione e meta-web allo stesso tempo. La puntata procede dunque in questo costante mix di nostalgia e mid-point che portano alla “connessione” e aprono all’imminente final season da cui distano solo due puntate. Questo senso di malinconia che pervade l’episodio rischia però di appesantire troppo le vicende narrate distogliendo l’attenzione dal racconto stesso. Oltre al fatto che alcune storylines (come quella di Donna e del suo tentativo di salvare Rover) vengono così di fatto accelerate artificiosamente e con risoluzioni che sono chiaramente forzate dal contesto. Per fortuna si tratta solo di alcune scene e il finale lancia l’ennesimo cliffhanger con cui le vite dei quattro vengono ancora una volta stravolte. E lo fa, ancora una volta, con un elemento di “nostalgia sensoriale”: il suono di un modem anni ’90 con la classica “musichetta d’apertura” unito alle musiche della sigla finale. Una fine migliore non ci poteva essere per un episodio destinato a rimanere impresso nel cuore dei fan di Halt And Catch Fire.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Colonna sonora anni ’90
  • Dialoghi
  • Donna e Cameron
  • Riferimenti nascosti alle ultime innovazioni tecnologiche
  • Suono del modem anni ’90 mischiato alla musica
  • Storyline di Donna e risoluzione sbrigativa alla sua problematica
  • Senso di malinconia e fine che pervadono tutta la puntata
Puntata fondamentale per le vicende dei quattro protagonisti dello show e preludio all’atto finale di questa quarta (e forse ultima) stagione. Nostalgia e futuro mescolati insieme per un quasi-season finale.
Nowhere Man 4×05 0.31 milioni – 0.09 rating
A Connection Is Made 4×06 0.35 milioni – 0.11 rating

Laureato presso l’Università di Bologna in “Cinema, televisione e produzioni multimediali”. Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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