Mr. Mercedes 1×04 – 1×05 – Gods Who Fall – The Suicide HourTEMPO DI LETTURA 3 min

in Mr. Mercedes/Recensioni by

Abbiamo tentato. Almeno quello deve essere dato atto a RecenSerie. Abbiamo tentato di raccogliere due episodi in un’unica recensione per ottenere, quanto meno, qualcosa di succoso di cui parlare scrivendo di Mr. Mercedes. Ma è andata tremendamente male. E’ andata anche peggio se si tiene in considerazione che il quarto episodio è stato sceneggiato da Dennis Lehane, personaggio per il quale si erano spese parole speranzose nella scorsa recensione. Ma purtroppo, questi due episodi non spostano in avanti l’asticella nemmeno di mezzo centimetro se non per il fatto che Brady sembra muoversi in maniera più sconsiderata, cosa che potrebbe esporlo ai riflettori.
Va però richiamato un elemento che per eccellenza racchiude per intero queste cinque puntate della serie tv tratta dall’omonimo romanzo del Sommo Stephen King: le chiavi della Mercedes. E’ inconcepibile che ogni flashback debba per forza ricollegarsi all’incredulità degli agenti nel sentirsi dire “le chiavi le avevo tolte dall’auto, che era quindi chiusa; non so come abbiano fatto a rubarmela“: è una scena che si ripete in maniera costante e ripetitiva. Poteva essere scusato qualche estemporaneo richiamo al fatto, ma quelle poche frasi che menzionano le chiavi non possono essere sempre il fulcro della narrazione. Era un enigma che doveva essere svelato e sviluppato con il prosieguo degli episodi? Sì. Doveva diventare il nocciolo centrale di ogni scena? Assolutamente no.

Messo da parte questo determinato fattore che acuisce il fastidio nello spettatore, senza svilire la storia, i due episodi riescono a risultare sufficienti. Ma anche in questo caso la valutazione va ben interpretata: un “Save” dato a Mr. Mercedes non è da mettere a paragone con “Save” dati a serie come Ozark, Narcos o Better Call Saul (giusto per rimanere in campo drama). No, la valutazione è da porre in paragone con serie come The Mist, dove i pochi passi avanti erano uno il controsenso dell’altro e la storia appariva come una semplice accozzaglia di cose a caso. Se l’anticristo esistesse ed avesse sembianze seriali, sarebbe The Mist mentre Mr. Mercedes tutt’al più potrebbe essere Giuda Iscariota: ben inserito nella storia, poi quando la narrazione si fa interessante sparisce dal plot e ricompare morto.
Ulteriore elemento negativo è l’abbozzata trama romantica tra Bill ed Ida: in generale il tema granny non è dei più gettonati nella categoria porno per RecenSerie, ma almeno, se proprio si vuole puntare in tal senso, lo si dovrebbe fare con un minimo di gusto e buona gestione dei personaggi. Altrimenti quello che si presenta agli occhi è una semplice parentesi amorosa infelice in una storia che non riesce a procedere né in una direzione, né nell’altra.
Elementi positivi per cui continuare a guardare la serie con un barlume di speranza ce ne sono, quindi? Se Mr. Mercedes riuscisse a catturare l’attenzione del proprio pubblico così come è riuscita a farlo con lo scontro virtuale/verbale tra Bill e Brady in conclusione del quinto episodio, le speranze ci sono. Ma il mero punto della discussione non sembra essere la qualità (che non manca), quanto il suo effettivo utilizzo: al momento la serie ha mantenuto una staticità quasi nauseante senza progredire nel racconto, addirittura si potrebbero vedere pilot ed il quinto episodio in successione e comunque non notare alcuna differenza e/o salto di puntate. Questo solo per dire come i progressi rasentino lo zero.
Tuttavia, il villain interpretato da Harry Treadaway (grazie anche alla sua ottima recitazione) potrebbe rivelarsi una piccola sorpresa, sempre che la storia si decida a decollare.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scontro tra Bill e Brady in conclusione di puntata
  • Harry Treadaway
  • Staticità nauseante
  • Le maledette chiavi della Mercedes
  • Maledette chiavi della Mercedes
  • Chiavi della Mercedes
  • Della Mercedes
  • Mercedes
Salviamo noi Mr. Mercedes perché lui da solo sembra in grossa difficoltà.
Cloudy, With a Chance of Mayhem 1×03 ND milioni – ND rating
Gods Who Fall 1×04 ND milioni – ND rating
The Suicide Hour 1×05 ND milioni – ND rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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