Ghosted 1×02 – Bee-MoTEMPO DI LETTURA 3 min

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“W la merda!” (Renè Ferretti)
Insegna Boris, dopo diverse tappe del viaggio di formazione che compiono i protagonisti, che spesso tentare a tutti i costi di stupire può risultare qualitativamente più dannoso di realizzare una cagata, sapendo di star realizzando una cagata.
Nella scorsa recensione si era parlato di semplicità. In questo caso è possibile sviluppare ulteriormente il concetto, notando come nella comedy della Fox non si cerchi in nessun modo di andare a scovare la novità, lo sperimentalismo, la peculiarità stilistica. Volendo essere proprio pignoli, la tematica sovrannaturale/horror in salsa procedurale all’interno di una comedy potrebbe essere una formula difficilmente utilizzata in precedenza. Ciò non toglie che tutto ciò che caratterizza il plot d’insieme sia un accumulo di stereotipi e di strizzate d’occhio al classico, ma anche al dozzinale.
La coppia disfunzionale, ma complementare, utile a creare dinamiche comiche non occorre neanche commentarla. Allo stesso modo è innegabile che si sia visto diverse volta un reparto segreto, all’interno dei servizi segreti, atto a indagare su casi ai confini della realtà. A questi aspetti della trama orizzontale – aspetti tutto sommato positivi di Ghosted, come si vedrà più avanti – non si può non individuare un certo tipo di già visto anche nella trama orizzontale – elemento meno positivo, come si vedrà adesso. I mostri simil-zombie, realizzati anche con una discreta efficacia horror, vengono caratterizzati da quella vaghezza tipica dell’episodio assolutamente filler. Allo stesso modo la misteriosa e vaga cura ad una ancor più vaga infezione è soltanto il contorno di dinamiche interne ampiamente pronosticabili (il maldestro flirt di Max con la collega, il legame di Leroy con la famiglia del collega…). In questo senso è lecito aspettarsi di più da una comedy dal potenziale immenso, con la possibilità di sfoggiare trame al limite del delirante. A questo occorre aggiungere come la dinamica comica di “Bee-Mo” sia spostata quasi del tutto sul personaggio di Adam Scott, lasciando a Craig Robinson un ruolo di pura spalla con contorni zuccherosi.
La verticalità di questa 1×02 appare quindi come tappa assai trascurabile della storia della televisione. Così non è, però, per Ghosted in generale. Come accennato prima, l’intera orizzontalità di questa nuova comedy deve aprire ad una specifica riflessione. Si è detto di come l’intero impianto giochi, non solo sul già visto, ma sull’intenzione di intrattenere, di far spegnere allo spettatore il cervello, di annullare esigenze estetiche sempre più alte. Si passi il seguente paradosso: non è che forse, dopo anni in cui ogni show ha avuto l’intenzione di portare con sé una qualche innovazione, la vera originalità ora si trova nella banalità? O più che nella banalità, nella ripresa di schemi collaudati ed efficaci nel catturare l’attenzione. La scelta, più o meno consapevole, di tale cambio di rotta (solo la storia dirà se si tratterà di un caso isolato) potrebbe fornire indicazioni ben precise sulla fine della cosiddetta età dell’oro televisiva, aprendo la strada ad una forma di decadenza.
Ma forse è meglio non pensare a tutto questo e, veramente, spegnere il cervello per i prossimi episodi. Ogni tanto fa bene anche quello.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La strategia dello scotch

  • Max e le feste a cui ha partecipato

  • Si confermano sempre di più infinite potenzialità per questo show

  • Trama verticale di bassa lega, per le potenzialità mostrate

 

Tutto il discorso sopra riportato ha un suo senso nel momento in cui Ghosted avrà un discreto seguito. La scorsa stagione telefilmica ha riportato casi in cui l’estrema demenzialità e leggerezza non ha assolutamente pagato. Ma se si va a vedere, in quel caso, si cercava ancora di individuare lo sperimentalismo (l’ibrido esperimento che è stato Son Of Zorn) o trame assurde (i viaggi nel tempo nel sacco di tela di Making History).

 

Pilot 1×01 3.58 milioni – 1.4 rating
Bee-Mo 1×02 ND milioni – ND rating

 

 

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Approda in RecenSerie nel tardo 2013 per giustificare la visione di uno spropositato numero di (inutili) serie iniziate a seguire senza criterio. Alla fine il motivo per cui recensisce è solo una sorta di mania del controllo. Continua a chiedersi se quando avrà una famiglia continuerà a occuparsi di questa pratica. Continua a chiedersi se avrà mai una famiglia occupandosi di questa pratica. Gli piace Doctor Who.

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