Rellik 1×04 – Episode 4TEMPO DI LETTURA 6 min

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Fin dal primo episodio di Rellik si era capito che andando a ritroso nel tempo si sarebbe arrivati, presto o tardi, al momento dell’attacco con l’acido che aveva sfigurato il detective Gabriel Markham; l’unica incognita era il punto esatto, nell’arco dei sei episodi, in cui ciò sarebbe avvenuto.
“Episode 4” riporta la narrazione sui binari della caccia al serial killer, dopo due puntate che se ne erano allontanate per seguire altri casi (il furto del laptop del dottor Taylor e l’omicidio di Rebecca Parker) e per approfondire determinati personaggi (Christine, Patrick, Elaine, lo stesso protagonista). Si comincia ben quattro settimane prima di “Episode 3”, con Gabriel che viene dimesso dall’ospedale e ritorna finalmente a casa, il volto sfigurato dall’acido coperto da una maschera protettiva trasparente. L’atmosfera è cupa e pesante, non c’è spazio per la gioia di essere di nuovo nella propria abitazione e per il sollievo di essere sopravvissuto e il rapporto con la consorte è talmente teso che, quando lei prova a toccarlo, l’uomo fa esplodere la propria rabbia scacciandola via rudemente. Il motivo di questa reazione è presto detto: Lisa gli ha confessato qualcosa di terribile in ospedale, qualcosa che si rivelerà essere uno dei grandi segreti accennati fin dal pilot. Che ci fosse di mezzo una scappatella della donna era altamente prevedibile, considerando che nei precedenti episodi (tuttavia ambientati dopo) gli accenni alla colpa giravano (gireranno) sempre in relazione all’adulterio di Grabiel con Elaine; ma un semplice adulterio non bastava a giustificare il risentimento del protagonista, era evidente la presenza di qualche altro elemento, qualcosa di ben più grave e, difatti, la possibilità che Hannah non fosse la sua figlia biologica era già stata ventilata nella recensione dello scorso episodio. Prevedibilità a parte, si tratta di uno di quei colpi di scena che spingono a rivedere in maniera diversa e sotto una nuova luce certe scene e certe interazioni tra i personaggi negli scorsi episodi: ecco l’innegabile pregio di una narrazione che sovverte l’ordine tradizionale procedendo non più dalle cause agli effetti ma dalle conseguenze agli eventi che le hanno generate.
Proseguendo nell’episodio (ossia andando a ritroso nella cronologia degli eventi), lo spettatore assiste alla convalescenza di Gabriel in ospedale ma anche alla vicenda parallela del suo superiore, Edward Benton, legato a doppio filo ad una giovane prostituta con cui va a letto e che conosce l’identità dell’uomo che ha attaccato il detective Markham; prostituta che, neanche a dirlo, finisce sgozzata prima che possa rivelare a qualche agente la verità, anche perché se ciò fosse successo, Rellik sarebbe durato un paio di puntate in meno. Benton non è, almeno per quanto visto finora, corrotto o colluso con la criminalità, ma ha evidenti ombre e lati oscuri, nasconde sicuramente qualcosa, sfrutta la disperazione di una povera ragazza per farci sesso invece di provare ad aiutarla e, quando va a trovare Gabriel in ospedale, sembra preoccupato più del fatto che non spifferi quello che gli ha visto fare nella safe house della polizia che delle sue condizioni di salute: è il personaggio perfetto per un tetro noir come questo e di certo concentrarsi su di lui, piuttosto che sugli inutili battibecchi o sui fidanzamenti all’interno della centrale di polizia, può solo far bene alla serie.
La parte finale dell’episodio mostra gli ultimi due giorni di Gabriel col volto “sano” e gli eventi che hanno condotto all’attacco del serial killer contro di lui. Oltre che per l’assenza di cicatrici e ustioni sulla faccia, il vecchio Gabriel (che per lo spettatore è il nuovo) differisce dal nuovo (che sempre per lo spettatore è il vecchio, avendo visto finora solo lui sulla scena) anche per i modi, gli atteggiamenti e il carattere: il cupo “faccia da waffle”, come l’aveva definito Christine un paio di episodi fa, si presenta come un affascinante agente di polizia, spavaldo e anche un po’ farfallone, che si fa largo negli uffici pavoneggiandosi a ogni passo e da bravo anticonformista non indossa la cravatta sul lavoro. La sua arroganza, però, si rivela anche la sua condanna: dopo aver miseramente fallito nel tentativo di catturare il killer, in una conferenza stampa Gabriel lo sfida apertamente e pubblicamente a farsi avanti, lo provoca, porta l’indagine su un livello eminentemente personale, e difatti l’assassino lo prende in parola facendone anche lui una questione personale, privata. Come al solito, la martellante colonna sonora elettronica fa un ottimo lavoro nel rendere ancora più disturbante la concitata scena dell’aggressione finale, insieme alle strazianti urla di dolore di Gabriel che si dimena sull’erba.
Nell’episodio vi sono anche due colpi di scena degni di nota, che potrebbero essere forieri di indizi sulla vera identità del killer dell’acido. Si parte da quello che riguarda il dottor Isaac Taylor: il personaggio è comparso per la prima volta con connotazioni quasi comiche, in una scena che ne sottolineava la ridicola e paranoica ossessione per i microbi e per l’igiene, ma “Episode 4” suggerisce anche una ben più inquietante e meno divertente ossessione per le storie di crimini efferati, ai limiti della parafilia sessuale; a questo punto, quanto può essere breve il passo tra ascoltare storie di omicidi e compierne uno direttamente, per godere ancora di più? Il secondo colpo di scena riguarda il padre di Elaine, che si rivela essere un carcerato condannato per un non meglio precisato omicidio passionale (forse della moglie?) e un ex-insegnante di chimica: forse questi piccoli dettagli vogliono suggerire che dietro gli omicidi, o anche solo dietro l’attacco a Gabriel, ci sia Elaine? Non è un caso che il dottor Taylor, parlando in un altro frangente dell’aggressione, la definisca “an expression of passion for this individual”: Elaine Shepard potrebbe aver usato l’acido per sfigurare l’uomo che ama, nella perversa e contorta speranza che ciò lo spinga tra le braccia della giovane donna che lo ama al di là del suo aspetto fisico? Sarebbe un colpo di scena devastante, reso ancora più credibile non solo dalla presenza di un movente, ma anche dal fatto che Elaine arriva sulla scena dell’aggressione quasi subito, come se fosse già nelle vicinanze. Qualunque sia la verità, è indubbio che Rellik ha ancora qualche grosso colpo di scena da regalare al suo pubblico.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La trama torna a concentrarsi sul caso del serial killer
  • Torbide storie di poliziotti e puttane
  • Niente inutili sottotrame sugli agenti della centrale
  • Colpi di scena su Elaine e il dottor Taylor: ennesimi depistaggi o indizi importanti?
  • Prevedibile il colpo di scena sulla figlia di Gabriel

 

Mentre la sua “sorella” Liar sembra peggiorare di puntata in puntata, Rellik compie il percorso opposto migliorando ogni settimana: sarà perché la narrazione procede in senso opposto?

 

Episode 3 1×03 ND milioni – ND rating
Episode 4 1×04 ND milioni – ND rating

 

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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