The Blacklist 5×05 – Ilyas Surkov (No. 54)TEMPO DI LETTURA 4 min

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We’ve lost so many friends. I don’t know if I can lose anymore without just crawling into a fetal position or becoming a stark, raving vigilante.

 

Solo un momento, proprio all’inizio, per concedersi di rimirare un idilliaco quadretto ambientato nella campagna inglese, dove intraprendenti ragazzini vendono la limonata davanti casa… poi c’è un’esplosione di sostanze tossiche e la puntata si tuffa di testa in una vicenda dai risvolti piuttosto inquietanti.
Per fortuna, tutti i personaggi sono pronti a sfoderare le loro armi migliori per far fronte alla situazione: si ha un Samar in ghingheri, con licenza di parlare arabo, Ressler che si mette alla guida producendosi in numeri da stuntman, come non accadeva da un pezzo e anche Aram fa il suo, ripromettendosi di fare di meglio in futuro. D’altronde, uno dei vantaggi di una serie giunta al quinto anno è proprio l’avere in repertorio meccanismi consolidati.
Particolarmente ben utilizzato è Tom Keen. Dopo tante traversie, culminate nello spin-off, è così organico e integrato nella vicenda narrata che, qualora dovesse uscire di scena, si meriterebbe un “peccato, proprio ora che ci stavamo divertendo così tanto”, detto con tono di bambini anni ’80 usciti a giocare, quando la mamma li chiamava in casa per cena.
Su Mr. Keen, infatti, pende come un’infausta predizione, la visione avuta sul finale della prima puntata di questa stagione, dove è in serio pericolo di vita. Non si è capito se sia stato Red a colpirlo o sia arrivato a salvarlo da qualcun altro. Ambedue le ipotesi restano aperte, aggiungendo interesse allo show. In questo episodio, infatti, si è visto il Concierge del crimine capire che Tom è coinvolto nella scomparsa della valigia in cui c’era il cadavere. Ora Red dovrà decidere se recherà più dolore alle sue amatissime Lizzie e Agnes avere un marito e padre defunto o sapere la verità raccontata da quelle ossa riesumate.
A proposito di Agnes, la piccina è forse l’unico personaggio fuori luogo. Si capisce la triplice esigenza di far capire che la bimba sta bene, di ottimizzare il minutaggio e di dare al personaggio che parla un focus per l’attenzione, ma forse sarebbe stato meglio il cane Hudson. Una bambina sul seggiolone non è l’ideale per un racconto così cupo come quello fattole dal padre.
Si è vista anche la fuga di Pete McGee, cioè dell’unica altra persona vivente a sapere della valigia e questo aggiunge una variabile all’equazione.
La scena in cui il patologo senza morale si rasa a zero ricorda quella in cui lo stesso Tom, qualche stagione fa, si preparava ad infiltrarsi tra i neo nazisti in Germania ma non è l’unico punto in cui vicende presenti e passate si intrecciano e si rispecchiano, entrando in corto circuito come questo show ama fare. C’è, per esempio, la scena in cui un cecchino, alla finestra, prende di mira un militare, sotto gli occhi di Lizzie. Riecheggia, in modo meno riuscito, lo stallo fra Red, Donald e Dembé nel finale della terza stagione.
L’intera trama verticale, poi, si basa su un gruppo di ex agenti segreti, richiamati in azione, i quali utilizzano il nome di un terrorista morto.  Essi credono di agire in nome del loro Paese, ma in realtà sono al servizio degli sporchi scopi personali del direttore dei Servizi Segreti Clandestini (probabilmente, quello che ha sostituito il defenestrato Peter Kotsiopoulos).
Secondo una teoria degna di considerazione, Raymond Reddington potrebbe essere proprio un nome di copertura, utilizzato da più persone (una delle quali, pare ormai assodato, è il padre biologico di Lizzie).
Se non bastasse, una degli agenti del gruppo Ilyas Surkov parla di “inseguire una balena bianca” in stile Moby Dick e Red, nella prima puntata, si è presentato come “Capitano Achab” chiedendo chi volesse andare con lui a caccia di grandi balene.
In tutto questo, nel ruolo di povero Ismaele, rischia di andare persa proprio la povera Lizzie, la quale ha già mostrato chiari segni di essere arrivata al punto di rottura.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Personaggi impiegati bene (Ressler, Samar, Tom Keen)
  • Agnes sta bene
  • La trama verticale sembra dare indizi sulla mitologia generale dello show
  • Al cimitero si cita l’indimenticata Meera Malik
  • Agnes fuori posto
  • La scena del cecchino alla finestra, che Lizzie tenta di fermare, copia malamente quella del finale della terza stagione

 

Una telefonata, quella di Red a cui risponde Tom, lungi dall’allungare la vita, sembra aver posto fine ai momenti di allegria e serenità. Mancano tre puntate alla pausa di fine anno e, mentre si procede con ingredienti e ricette ormai consolidate, la tensione sale. Prima dell’arrivederci al 2018, sono in programma un caso dove sarà coinvolto personalmente il capo Cooper e uno molto coinvolgente a livello personale per Dembé. Intanto si perderanno le tracce di Mr. Keen, per la disperazione di Lizzie che correrà al salvataggio.

 

The Endling 5×04 5.46 milioni – 0.9 rating
Ilyas Surkov 5×05 5.23 milioni – 0.8 rating

 

 

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