Ghosted 1×04 – LockdownTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Lockdown initiated.”

Nei suoi primi tre episodi, come abbiamo avuto modo di scrivere, Ghosted ha manifestato numerosi segnali positivi, lasciando intuire un potenziale inespresso sotto la coltre di umorismo spicciolo ed economico che ci si può tranquillamente aspettare da uno show trasmesso tra due cult della demenzialità animata made in U.S.A. quali The Simpson e Family Guy. Con “Lockdown” però, fermo restando tutte le debolezze cui si è fatta menzione nelle precedenti recensioni, si è compiuto un salto di qualità in avanti che permette di vedere un futuro più roseo per l’ultima fatica del duo Robinson-Scott.

Protocol B-13 initiated.
What is B-13?
The Bureau is sealed off. If we don’t find and kill this thing in the next 30 minutes, everything in here gets incinerated. 

In “Lockdown” vengono messe da parte tutte le pretese di serietà e visione a lungo termine della serie, vengono solo abbozzate alcune relazioni tra i personaggi principali e secondari e in venti minuti si è stati in grado di inserire una lista infinita di cliché tipici del genere parodistico. Oltre a questo, ovviamente, ci sono anche dei difetti su cui però dato il risultato finale ci si può non soffermare. Un po’ di attenzione d’altro canto la merita la domanda cruciale che un approccio critico al programma inevitabilmente genera: può uno spettatore dal palato fino essere soddisfatto da questa caciara ignorante, dagli effetti speciali degni di un qualsiasi B-Movie e da personaggi stereotipati fino alla morte da Ghosted? Per poter rispondere, è necessario fare un passo indietro e ricordare brevemente dell’esistenza troppo spesso dimenticata del Teorema della Conservazione della Qualità, conosciuto in lingua anglofona anche come “The Tarzanetto’s Paradox”. Il teorema – riassumibile sinteticamente in “Ogni volta che Lynch, Nolan & co. firmano una sceneggiatura, dall’altra parte del mondo un trio di incauti autori preme inavvertitamente F4” – è qui di rilevante importanza per via di uno dei suoi numerosi assiomi. Perché possano esistere le produzioni di qualità e le produzioni che “la qualità c’ha rotto er cazzo” hanno ovviamente bisogno di un pubblico di riferimento. Pubblico che può tranquillamente essere lo stesso, dato il bisogno fisiologico anche del bingewatcher più accanito di dover digerire prodotti come Mindhunter e/o The Deuce (giusto per restare nel passato più prossimo), attraverso un bel boccale di birra gelata, mentre lo schermo del computer abbandonato tra le gambe distese sul divano proietta nell’oscurità un episodio crossover tra un horror sci-fi e un tutorial di cucina post-contemporanea su quanto possa essere problematico l’utilizzo del microonde mentre si prepara un piccolo esemplare di mostro acquatico. È fisiologico, fa parte della natura umana e forse è meglio così.

“It’s rare that I meet someone as passionate about water as I am.”

Bisogna anche aggiungere che “Lockdown” dal punto di vista dell’intrattenimento duro e puro funziona troppo bene. Quando le continue e geniali trovate umoristiche (il borotalco, il microonde, il conto alla rovescia sincronizzato al microonde, i donut e l’esplosione splatter di sangue nel microonde) si susseguono senza spezzare il ritmo, in un crescendo fino a quel bellissimo momento finale con tutta la squadra davanti al microonde, è evidente che il lavoro che Ghosted doveva svolgere è stato svolto. Poco importa che, messo a confronto con pietre miliari della comedy contemporanea, faccia una magra figura: questa settimana Adam Scott e Craig Robinson (ok, forse più il primo come al solito) hanno centrato alla grande i loro obiettivi. Spegnere il cervello dello spettatore, che per mezz’ora di tempo della sua esperienza televisiva non deve preoccuparsi di clamorosi cliffhanger lasciati in sospeso, inesauribili toto-morte, co-implicazioni politiche, narrazioni su più piani temporali e chi più ne ha più ne metta, così come consentirci una volta di più di riportare in auge le gloriose gesta di René Ferretti, sono due categorie sociali in cui “Lockdown” evidentemente eccelle.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il Paradosso di Tarzanetto
  • Un po’ la qualità ci manca… 

 

Un episodio come questo mostra inequivocabilmente la bontà della decisione di esprimere i nostri voti nella ormai consolidata forma del “them all”. In una fredda e matematica valutazione decimale, Ghosted difficilmente avrebbe mai superato la sufficienza, ma un sei politico non renderebbe giustizia a questi venti minuti di cui noi, invece, decidiamo di ringraziare calorosamente.

 

Whispers 1×03 2.41 milioni – 1.0 rating
Lockdown 1×04 2.71 milioni – 1.1 rating

 

 

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Dario ha circa 20 anni e continuerà ad averli fintantoché un dipinto in soffitta invecchierà al posto suo. Alcune leggende raccontano di una grande passione per il tabacco, i libri americani, il cinema e l’alcol, ma una estrema ricerca della perfezione come virtù lo tengono lontano da ogni eccesso. Mentre non si impegna a capire perché gli è sconsigliato vivere di notte come i gatti, scrive legge e fa.

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