Star Trek: Discovery 1×07 – Magic To Make The Sanest Man Go MadTEMPO DI LETTURA 4 min

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Le puntate filler sono la seconda cosa più temuta da uno spettatore seriale, dopo la cancellazione prematura di una serie conclusasi con un cliffhanger. Si tratta sostanzialmente di episodi “superflui”, che possono anche aggiungere qualcosa alla caratterizzazione dei personaggi e far avanzare le loro relazioni ma risultano inutili ai fini della trama generale, perché invece di portarla avanti la “congelano” e raccontano situazioni che non la alterano minimamente. Non sempre i filler fanno schifo, ma bisogna che siano realizzati bene e che siano gradevoli per farsi perdonare della loro stessa esistenza.
“Magic to Make the Sanest Man Got Mad” è un episodio filler, e purtroppo per gli spettatori è un brutto filler, con l’aggravante di essere stato inserito dopo un importante svolta narrativa quale la cattura dell’ammiraglio Cornwell. Ci si sarebbe aspettato di vedere la USS Discovery in missione per salvare la donna, tanto più se si considerano la sua posizione nella Flotta Stellare e i segreti di cui è a conoscenza e che potrebbero mettere in seri guai la Federazione se venissero estorti con la tortura; invece, Michael e compagni si ritrovano coinvolti dapprima in una festa in discoteca, poi in un loop temporale, uno dei più classici topoi della fantascienza. Beninteso, ci sta che i soldati si divertano ogni tanto e l’idea del loop non è male, anzi, non è nemmeno una cosa inedita nell’universo narrativo trekkiano, basti pensare all’episodio “Cause and Effect” di Star Trek: The Next Generation. Purtroppo qui l’idea di base non è gestita al meglio, così come è mal gestita la nascente storia d’amore tra Burnham e il tenente Tyler, degna di un pessimo teen drama e resa leggermente meno orrenda dalla presenza di Paul Stamets nei panni del cupido di turno. Il biondo astromicologo ha subito un vistoso cambiamento caratteriale dopo essersi iniettato il DNA di tardigrado, perdendo l’iniziale arroganza e scontrosità con cui si era presentato sulla scena e divenendo molto più affabile e frizzante; il rischio concreto è che si possa eccedere nella rappresentazione di questa sua esuberanza facendolo evolvere in una semplice macchietta comica fondata sullo stereotipo del gay brioso, ma per il momento il peggio sembra evitato.
Il loop temporale ruota attorno a Harry Mudd, ritornato dopo appena due episodi con un dispositivo che riporta indietro il tempo e tanta voglia di uccidere quante più volte possibile il capitano Lorca. Questa nuova incarnazione del furfante già ben noto ai trekkers è una delle migliori sorprese di Discovery: vile, opportunista, vendicativo, eppure a suo modo onorevole, come dimostra quando ottiene (o meglio, crede di aver ottenuto) ciò che voleva e risparmia l’equipaggio. Purtroppo non ci sono scene né dialoghi che spieghino come sia fuggito dalla sua prigione Klingon o come faccia ogni volta a prendere il controllo del computer della USS Discovery: chi ha scritto la puntata evidentemente non ci ha pensato, non ha saputo gestire la cosa, ha voluto lasciare che fossero gli spettatori a sbrigarsela, immaginando i pezzi mancanti della trama o più semplicemente ha pensato che chi guarda Discovery sia più interessato all’azione e alla love story di turno che alla credibilità della sceneggiatura e alla coerenza interna (hanno preso lezioni dagli sceneggiatori dell’ultima stagione di Game of Thrones?), ma, in ogni caso, è un comportamento che non ha scusanti.
Non è accettabile nemmeno il modo in cui si conclude la vicenda: Mudd scopre il segreto della Discovery e tuttavia è lasciato libero di andarsene con l'”amata” Stella e il suocero, invece di essere ucciso o tenuto prigioniero. Uno scenario del genere non sarebbe stato credibile col buon vecchio Kirk e ancora di più non lo è con Lorca, assai più spregiudicato e spietato. Certo, Mudd non può essere ucciso per ovvi motivi, ma si sarebbe potuta mettere in scena una rocambolesca fuga o inventarsi una qualsiasi soluzione ben più plausibile di quella mostrata.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il “nuovo” Paul Stamets
  • Il ritorno di Harry Mudd
  • Episodio sostanzialmente filler
  • Nessun accenno al modo in cui Mudd è evaso o ha preso il controllo della Discovery
  • La storia tra Michael e Tyler degna del peggior teen drama
  • Il finale

 

Star Trek: Discovery si concede una pausa dalla trama principale e forse sarebbe stato meglio non farlo, visti i risultati. Se fosse stata curata meglio, probabilmente “Magic to Make the Sanest Man Go Mad” sarebbe stata un buona puntata per riprendere fiato prima di rituffarsi nella guerra con i Klingon; così, invece, sembra solo uno spreco di minuti, e non bastano Mudd e Stamets a salvarla dalla bocciatura.

 

Lethe 1×06 ND milioni – ND rating
Magic To Make The Sanest Man Go Mad 1×07 ND milioni – ND rating

 

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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