How To Get Away With Murder 4×07 – Nobody Roots For GoliathTEMPO DI LETTURA 4 min

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“I want to go on record as saying that I think this is a horrible solution and we’re gonna go to hell if we do it. […] So yeah, we’re gonna go to hell.”

 

A meno uno dal winter finale, How To Get Away With Murder si ritrova inabissata in quel limbo che troppo spesso nelle ultime stagioni ha ospitato lo sviluppo delle storyline di questa serie.
Per uno show che si era presentato con la forza del colpo di scena dinamico ed inaspettato, pronto a trainare l’intera stagione fino a giungere all’esplosione finale, si è ora giunti ad una lentezza d’esecuzione lontana dai canoni dell’esordio che rende il tutto tediosamente più arrancato. Non si tratta, tuttavia, di una lentezza dovuta a mancanza di avvenimenti, bensì alla loro proposizione: in ogni singolo episodio avvengono fatti e sbucano situazioni a piccole dosi, rendendo la cavalcata verso il winter finale stancante, assecondando quasi la perdita di interesse nei confronti dell’avvenimento accennato nel flashforward.
Con “Nobody Roots For Goliath” si è arrivati a meno 48 ore dal momento fatidico ma, allo stesso tempo, il materiale finora proposto appare ancora incompleto, o meglio, malamente presentato. Ci sono tanti piccoli tasselli la cui utilità potrebbe benissimo risultare unicamente nel raggiungere il minutaggio dell’episodio, come le prolungate scene di litigio-riappacificazione Michaela/Asher; ci sono personaggi che si ritrovano nel mezzo della scena semplicemente per esigenza di risolvere velocemente una situazione (Simon ed il procuratore Denver); altri, invece, si ritrovano al centro del focus senza essersi costruiti una ragione ben precisa, e qui svetta su tutti la figura del terapista di Annalise, ancora con addosso un’aura di mistero che il solo winter finale non sarà sufficiente a colmare per giustificarne la centralità di presenza.
Ad inizio stagione era stata l’assenza di un cadavere a creare perplessità sulla riuscita del flashforward, sette episodi dopo, i flash mostrati di episodio in episodio si sono guadagnati gradualmente la solita attenzione da parte degli spettatori – da una scena del crimine piena di sangue, alla sala operatoria, passando dai ruoli, diametralmente diversi, che quasi tutti i protagonisti si ritrovano ad affrontare – rendendo scontato un certo livello di curiosità; tuttavia, la costruzione confusionaria ed a piccoli tasselli avvenuta sinora si ritrova ad essere in qualche modo diversa rispetto al passato, al punto da perdere per strada quell’hype estremo fondamentale in serie come queste che dovrebbero fare di esso il suo punto focale.

 

“Looks better if I’m up here alone. Nobody roots for Goliath.”

 

Ciò che ha caratterizzato maggiormente questa prima parte di stagione è stata la divisione del gruppo principale: Laurel e Michaela da una parte, che man mano sono riuscite ad accaparrarsi la maggior parte dei colleghi, con il loro piano contro l’Antares, e Annalise dall’altra, che ha speso questi episodi impegnata nella propria rivalsa personale e professionale. Con “Nobody Roots For Goliath”, però, i due gruppi iniziano sempre più a convergere verso la stessa direzione, con gli ultimi tasselli che hanno visto coinvolgere direttamente Frank, fino ad arrivare al felicemente ignaro Connor: è innegabile come quest’ultima mossa potrebbe portare anche Annalise nel mezzo del drama.
Ma è proprio il ruolo della professoressa quello che continua ad essere più avvolto nel mistero; con la banda capitanata da Laurel alle prese con un piano designato e con tutti i protagonisti coinvolti in questa vicenda più o meno con un motivo per essere presenti nel drama che avrà luogo alla Caplan&Gold, è la situazione a casa della Keating a creare più interrogativi, in quanto, ad ora, apparentemente non collegata e priva di qualsiasi filo conduttore.  Tra la stanza d’albergo di Annalise, l’ospedale e la Caplan&Gold, ritorna dunque prepotente l’eco dell’intervista di Peter Nowalk ai tempi della season premiere“This year’s question is a ‘where’.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ogni speranza riposta nel winter finale
  • Interesse nel diverso coinvolgimento di tutti i personaggi, ovunque essi siano
  • Flashforward confusionario e frammentato ma non in maniera positiva 
  • Michaela ed Asher
  • Mistero sul vero padre del bambino

 

A meno uno dal winter finale, How To Get Away With Murder riempie come di consuetudine la testa di mille interrogativi. Non il migliore dei percorsi quello che in questa stagione ha portato al “momento fatidico”, tuttavia le domande ci sono, non resta altro che aspettare le risposte.

 

Stay Strong, Mama 4×06 3.61 milioni – 0.9 rating
Nobody Roots For Goliath 4×07 3.71 milioni – 0.9 rating

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un’estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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