Dark 1×06 – Sic Mundus Creatus Est – Sic Mundus Creatus EstTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Verum, sine mendacio certum et verissimum, quod est inferius, est sicut quod est superius, et quod est superius, est sicut quod est inferius: ad perpetranda miracula rei unius. Et sicut omnes res fuerunt ab uno, mediatione unius; sic omnes res natae fuerunt ab hac una re, adaptatione. Sic mundus creatus est.”

“È vero senza menzogna, certo e verissimo, che ciò che è in basso è come ciò che è in alto e ciò che è in alto è come ciò che è in basso per fare i miracoli di una sola cosa. E poiché tutte le cose sono e provengono da una sola, per la mediazione di una, così tutte le cose sono nate da questa cosa unica mediante adattamento. Così è stato creato il mondo.”

Il filo di Arianna rappresenta, nella mitologia, un accorgimento d’astuzia che permise a Teseo di portare la stessa (Arianna) in salvo dal labirinto del Minotauro. Arianna, posta al centro del labirinto, rappresenta l’umanizzazione dell’amore a cui l’uomo, così immerso nella violenza, nella guerra e nella fatica, sempre anela e che sempre desidera. Arianna rappresenta la vita (e la gioia che porta con sé) stessa che allontana i fantasmi ed i dolori, le paure ed i timori di qualsiasi individuo. Non è quindi un caso che Dark decida di inserire all’interno della puntata l’inframmezzo teatrale proprio riferito a questo scorcio della mitologia: dalla prima puntata è stato sottolineato nelle recensioni quanto questa serie abbia un’attenzione particolare e metodica per qualsiasi sottigliezza inserita all’interno della storia. Da Arianna a Goethe, da una pubblicità degli anni ’80 ad un semplice testo di una canzone: ogni particolare apparso è coinvolto nella struttura narrativa dell’episodio o in quella generale del racconto, nulla viene lasciato al caso o inserito semplicemente per far minuti. Questo è uno degli elementi forse più di forza e di qualità della serie tedesca: una coesione narrativa completa e totale atta ad attirare, in qualsiasi momento, l’attenzione del proprio spettatore.
Nonostante ciò, “Sic Mundus Creatus Est”, vanta più di metà episodio totalmente incentrato sulle diatribe famigliari (vecchie e nuove) e sul misero e quanto meno estemporaneo teen drama fin qui (mal) presentato. Non è quindi tutto oro ciò che luccica. La rivelazione avvenuta sul finire della scorsa puntata ha sì agitato le acque narrativamente parlando ma l’ha fatto in maniera unilaterale rispetto a Jonas che si ritrova, come un novello Teseo, ad intraprendere l’insidioso percorso delle labirintiche caverne di Winden, riuscendo a raggiungere l’altra parte (ma le biforcazioni sono due, teniamolo presente) e quindi mettendosi sulle tracce del povero Mikkel smarrito nel tempo ed approdato nel 1986.
L’entità del bambino apparso nel bosco durante il primo episodio viene svelata ed ha ben poco del colpo di scena: considerata la ripetitività dei bambini scomparsi, appariva abbastanza telefonata l’identità del piccolo sfregiato.
Un ulteriore elemento di mistero viene reintrodotto nella serie dopo che era stato abbozzato in precedenza: il bunker di proprietà di Peter Doppler che Charlotte aveva scoperto, ma prontamente dimenticato. Questo luogo sembra essere utilizzato come camera di sicurezza per mezzo della quale gli influssi elettromagnetici e le variazioni temporali non intacchino le persone al suo interno. Ed in questa porzione di sottotrama si potrebbe aggiungere anche la possibilità che queste scariche elettromagnetiche possano effettivamente causare danni alle persone (questo spiegherebbe l’utilizzo del bunker da chi ne è a conoscenza) a lungo andare, come per esempio sembrerebbe essere per la madre di Bartosz.
Dark starà temporeggiando e guadagnando ulteriore tempo narrativo, questo è indubbio, cercando di calamitare l’attenzione dello spettatore più sui particolari (bunker) che sugli elementi importanti ma sporadici (le porte recanti la scritta “Sic Mundus Creatus Est” attraversate da Jonas), ma la qualità messa in campo potrebbe far perdonare qualsiasi mancanza di sviluppi.
Nel momento in cui il dramma teatrale ha inizio, lentamente lo stesso vede la sua traslazione nella realtà: battuta dopo battuta i personaggi non sono più personaggi, ma diventano cittadini, i cittadini di Winden. L’antica Grecia svanisce ed al suo posto appare la cupa e tetra Germania odierna, dove una piccola città si ritrova sconvolta per la sparizione di tre bambini e dove i leftovers devono fare i conti con il presente e lottare per il futuro.
Il dramma teatrale si fonde, quindi, e diventa reale. Cala il sipario, ma gli applausi non partono. Tutti rimangono ammutoliti ed attoniti in attesa di una ripresa, di una battuta, di un qualcosa che possa riportare loro nuovamente in quel dramma teatrale per mezzo del quale potevano allontanarsi, almeno per un attimo, dalle loro vite travagliate. Così non è, purtroppo.

“I want people to finally understand what’s really going on here. We’re all so blind. There’s a murderer among us. No one actually dares to say it. But it’s the truth. We cling to the hope that it won’t happen here. We all know one another. We think we know everything about each other. But do we really? We live right next door to people we know almost nothing about. And behind one of those doors…is my son. It could be anyone’s door. The man behind the cash register. Someone we invited for cake on a Sunday, who plays with our children. I don’t want to look away anymore. And you shouldn’t either. This city is sick. Winden is like a festering wound. And we’re all part of it.”

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Seconda metà della puntata, nella sua totalità
  • Prima metà della puntata, nella sua totalità

 

Un 50:50 che pende più verso il basso ed infatti la votazione rispecchia questo punto di vista. D’altra parte, le aspettative restano alte e così deve rimanere il tiro della serie, per evitare che lentamente si adagi sulla blanda sufficienza.

 

Wahrheiten 1×05 ND milioni – ND rating
Sic Mundus Creatus Est 1×06 ND milioni – ND rating

 

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Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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