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Waco 1×04 – Of Milk And MenTEMPO DI LETTURA 4 min

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Come per ogni serie tv, la visione e le sensazioni suscitate nello spettatore cambiano a seconda della modalità di fruizione. Una visione settimanale, esattamente come impostata e voluta da Paramount Network per queste 6 puntate, genera una digestione più lenta rispetto ad un binge-watching compulsivo fatto, per esempio, per recuperare gli episodi precedenti e poter scrivere questa recensione. La dilatazione dei tempi, fatta per creare hype e desiderio nello spettatore, va ad impattare ovviamente anche nella percezione e nella memoria dello stesso che, infatti, percepirà lo show in maniera diversa rispetto a chi ha visto le 4 puntate in 4 ore di fila. Chi scrive si rende conto di aver scoperto l’acqua calda ma ci tiene lo stesso a sottolinearlo in quanto utile ad arrivare al vero tema portante di questa recensione: il turn over di personaggi.
Sia “Visions And Omens” che “The Strangers Across The Street” sono stati utili per creare una prefazione al vero e proprio assedio di Waco (iniziato nella scorsa “Operation Showtime“), oltre che importanti a livello narrativo per introdurre tutti i protagonisti, da Koresh a Schneider passando per Noesern, Thibodeau e Vazquez. Allo stesso tempo però Waco ha modificato in maniera estremamente interessante e sibillina sia il minutaggio dedicato a ciascun character, sia la definizione di “main character” stessa. Infatti tale ruolo ad ora è attribuibile solo ad alcuni personaggi. In “The Strangers Across The Street” Vazquez è assurto a protagonista della storia, salvo poi essere stato bruscamente archiviato già nella scorsa “Operation Showtime“, una decisione molto coraggiosa ma anche in linea con i fatti realmente accaduti. Mantenendosi su questa linea generale di pensiero, i due showrunner John Erick Dowdle e Drew Dowdle hanno quindi spinto anche in questo episodio per un ricambio, sfruttando Koresh il minimo indispensabile (causa proiettile nello stomaco) e giocandosi l’alfiere Steve Schneider in posizione d’attacco. Il tutto con successo e con un Michael Shannon sempre in grande spolvero.

 

Steve Schneider:You know, it’s funny: I can’t tell how many times I wanted to leave this place. […]
Oh you’re right. David is horrible: selfcenter, rude… I wish that God would have chosen any other person on the Earth to speak through instead him. Do you know what? Despite anything you’re saying, nobody is explaining to me what we did to deserve all of this. You know, you have the power to end this too.

Gary Noesner:How is that?
Steve Schneider:You can just leave. We weren’t bother anybody.

 

Di fatto si può dire che “Of Milk And Men” ruoti attorno (e funzioni) a Gary e Steve. I dialoghi costruiti per i due personaggi, la pacatezza nei diversi colloqui tra i due (tra cui quello riportato qui sopra che sancisce definitivamente il rispetto che intercorre tra le due parti) e le interpretazioni di Sparks e Shannon tengono su la puntata da sole e chiariscono una volta per tutte il potere di Koresh sugli altri. Lo stesso Schneider esprime chiaramente il suo disappunto verso David, un disappunto maturato nel tempo ma sancito (o almeno così Waco lo dipinge) dalla nascita della figlia che lui stesso non ha mai potuto concepire e che ora, dopo 6 anni passati a Mount Carmel, continua a non avere. Koresh infatti gli ribadisce la cosa con un perentorio “But Steve, she is not your daughter” ed è l’ennesima pugnalata al cuore di un uomo che per giustificare il tutto deve credere nella volontà di Dio per non sprofondare in una crisi nervosa da cui non potrà più risollevarsi. E tutto questo si capisce tramite i dialoghi ma soprattutto i non dialoghi, in una sorta di gioco del “non si può dire” che intercorre tra Gary e Steve per tutto l’arco della puntata. E la cosa funziona dannatamente bene per i due alfieri perché alla fine nessuno dei due può effettivamente prendere delle decisioni. Nemmeno sul latte.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il turn over di protagonisti funziona benissimo e tiene alto il ritmo e l’interesse
  • La tensione si percepisce chiaramente sempre e comunque
  • Regia molto attenta ai dettagli
  • Dialoghi intriganti
  • Paul Sparks e Michael Shannon: onnipotenti
  • Difficile trovarne

 

Con questo “Of Milk And Men” Waco si presenta con la sua puntata migliore per fare il giro di boa e guardare con lungimiranza al finale. Ce ne fossero di miniserie come questa.

 

Operation Showtime 1×03 0.82 milioni – 0.3 rating
Of Milk And Men 1×04 0.78 milioni – 0.3 rating

 

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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