Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. 5×14 – The Devil ComplexTEMPO DI LETTURA 5 min

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Dopo aver fatto il punto della situazione con la 5×13, “The Devil Complex” comincia a raccogliere i frutti di ciò che è stato seminato in precedenza – soprattutto con “Principia“, ma in generale con quanto seminato nel corso della quinta stagione – complicando ulteriormente le cose: sia in senso positivo che negativo.
In senso positivo, la complessità della trama porta lo spettatore a una riflessione di tipo etico-morale in grado di aumentare ulteriormente la già forte empatia provata dallo spettatore. Su questo fronte, “The Devil Complex” aggiunge un tassello in più alla laboriosa e drammatica lotta contro il tempo del Team Coulson, poiché abbatte (magari non definitivamente, ma comunque in gran parte) il concetto di allineamento bene/male.
La posta in gioco è indubbiamente la più alta mai affrontata dai protagonisti – visto che in ballo c’è il destino del pianeta, oltre che quello delle varie timeline mostrate nel corso della stagione – poiché la mancanza di un mondo significherebbe la perdita di tutti i presupposti e concetti base per dar vita alla lotta tra bene e male, causando non solo (come visto nei primi dieci episodi) la scomparsa della razza umana, ma anche delle figure su cui si basa il Marvel Cinematic Universe: supereroi e supercriminali.
Sotto questo punto di vista, “The Devil Complex” si presenta costruito come una favola dove, al termine della stessa, si può trarre una morale che – nel caso specifico di questo episodio – analizza l’importanza di riuscire a individuare le priorità e dar loro la dovuta precedenza rispetto al resto. Come detto sopra, la trama della quinta stagione vede in palio il destino del mondo e una forza superiore che lavora (con successo) per far avverare il suo triste fato. Davanti a una minaccia così grande e ineluttabile viene spontaneo rivedere la propria scala di valori, chiedendosi se è ancora giusto perdere tempo su quanto sia importante essere buoni o cattivi, o preoccuparsi di compiere azioni che siano eticamente giuste e socialmente accettabili. In occasioni come queste qualcuno dirà a sé stesso che, davanti all’apocalisse, tutto è lecito e concetti come la morale diventano scomode zavorre.
E’ sicuramente il discorso fatto (volontariamente o meno) da Fitz nel momento in cui ha richiamato la personalità del Dottore del Framework per trovare il coraggio necessario a fare quanto visto nella puntata, cioè mettere a segno un’azione eticamente sbagliata ma per una giusta causa. Sotto questo punto di vista, ci si trova davanti a una situazione intricata e complessa, sicuramente difficile da far rientrare nelle limitate etichette bene/male visto che – come spiegato prima – la posta il gioco è talmente alta, che anche le azioni dei protagonisti devono essere direttamente proporzionali alla minaccia: più drammatica è la lotta, più drammatiche dovranno essere le scelte dei protagonisti, non importa se qualcuno non capirà: tutto viene fatto in nome di un bene superiore. Il tassello in più aggiunto con “The Devil Complex” è questo, un maggior coinvolgimento dei protagonisti, un coinvolgimento tale da compromettere ancor di più la loro integrità (fisica, mentale e morale) per la salvezza del pianeta, a discapito di tutto e tutti.
In senso negativo, questo aumento nella complessità della trama potrebbe far desistere qualche spettatore meno abituato ad orditi narrativi troppo fitti. La complessità narrativa, di per sé, rappresenta in realtà l’ennesima prova della buona qualità del serial, però ogni volta che la creatura Marvel Studios/ABC chiude una storyline, esattamente come l’Hydra, altre due ne prendono il posto. Questo sicuramente dimostra che Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. possiede una writer’s room agguerrita, piena di idee e molto coordinata, però si comincia ad avvertire il bisogno di un processo di metabolizzazione delle informazioni più efficace e di qualche evento che porti – nell’economia della stagione – a sviluppi più significativi.

  1. Il corpo di Anton Ivanov veniva distrutto nel season finale della quarta stagione da Ghost Rider, ma questo episodio dà la conferma che la testa del personaggio è ancora intatta; pertanto, se collegata ad un programma che permette la creazione di un nuovo corpo, Anton Ivanov può tornare in vita continuamente.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • The warlus was Paul The Doctor was Fitz
  • Grande utilizzo della Fear Dimension per coprire il colpo di scena su Fitz/Doctor
  • Tematica: davanti alla fine del mondo, le norme sociali e le credenze etiche del genere supereroistico hanno ancora valore/ha ancora senso porsele?
  • Quake riottiene i poteri
  • E con Anton Ivanov, la famiglia Hale si allarga
  • “Hail Hydra”
  • Deke, “nonna” Jemma e la sboccata finale: forse un po’ anti-climatica come cosa, ma si sfida chiunque a reagire diversamente
  • Forse ci vorrebbero meno storyline

 

“O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”.
Leopold Fitz, parafrasando l’Harvey Dent de “Il Cavaliere Oscuro”, in questa “The Devil Complex” comprende che i vecchi metodi non porteranno da nessuna parte e passa così alle azioni più drastiche. La puntata lascia molto da pensare (in senso buono, s’intende) su cosa sia giusto fare in situazioni di estremo pericolo e fino a che punto si è disposti a sacrificare i nostri valori e la nostra idea di noi stessi per ottenere i risultati sperati. Non c’è una risposta giusta, né una sbagliata, ma solo una scelta: si o no alla domanda “faresti anche tu ciò che ha fatto Fitz?”. Mentre il pubblico ci pensa e dice la sua sul concetto di giusto e sbagliato, proprio come fanno Jemma e Daisy, Marvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. sforna una puntata da antologia.

 

Principia 5×13 2.07 milioni – 0.5 rating
The Devil Complex 5×14 2.07 milioni – 0.5 rating

 

Sponsored by Clark Gregg Son Of CoulMarvel’s Agents Of S.H.I.E.L.D. Italia

Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

3 Comments

  1. Non ho molto da aggiungere ai pensieri esposti qui sopra, questa puntata mi ha portato esattamente dove voleva e cioè a rimanere a bocca aperta come una perfetta imbecille quando Daisy chiede a Fitz “Ma con chi stai parlando?” .. li il mio cervello ha capito ma il mio stomaco si rifiutava. A parte la bravura di De Caestecker (palese, neanche mi ci soffermo).. Fitz ha fatto la cosa”giusta”? Si no boh, tutto dipende dall’ottica di chi guarda. Questa serie continua a regalarmi gioie e il dubbio che non arrivi il rinnovo mi fa un tantino imbelvire.
    Ah, la vomitatina alla fine del toccante incontro è stata inaspettata sì, secondo me però ha aggiunto un tocco di realismo ahahah!!!

  2. Ciao Cori! Come sempre, grazie per i tuoi commenti che stanno diventando una piacevole abitudine 🙂

    La paura del series finale attanaglia anche le mie viscere, ma – a costo di martellarmi i testicoli per quello che sto per dire – se dovesse veramente accadere, ne sarei contento. La serie concluderebbe la sua corsa a testa alta e con il vanto di aver sbagliato poco e nulla. Preferisco che vada in questo modo, piuttosto che percorrere una strada simile a quella di The Walking Dead.

    Ah no, infatti, la vomitata era parecchio realistica ahahaha

  3. Ho presente di cosa stai parlando, ho visto “The Vampire diaries” fino alla fine per bere fino in fondo l’amaro calice [paragone pasquale, magari esagerato ma con tempistica perfetta 😉 ]: per l’ultima puntata io e un’amica organizzammo una visione corredata di patatine e pernacchie, soprattutto per festeggiare la fine dell’agonia.
    Concordo sul finire a testa alta e spero che, vista la possibilità, abbiano confezionato un finale di stagione DEGNO.. mi dispiacerebbe però: ritengo che AoS sia una serie sottovalutata. D’altronde dopo la cancellazione di Dirk Gently non ho più lacrime.
    Alla prossima 🙂

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