The Crossing 1×01 – PilotTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Crossing nasce da un’idea di Stefano Accorsi Dan Dworkin. Ed un urlo dal pubblico nasce spontaneo: “Chi?”. Domanda più che lecita. Giusto per presentarlo in maniera oggettiva e senza alcun pregiudizio, Dworkin è un signor nessuno che ha gabbato allegramente la ABC facendo credere al network di avere tra le mani un nuovo Lost. Peccato che, nonostante le premesse interessanti che ci hanno fatto approcciare al pilot in prima istanza, questa series premiere verrà ricordata più per l’approccio inconsistente piuttosto che per un’idea rivoluzionaria che accosterà il telefilm accanto a serie come Westworld o Lost. E la colpa magari non è nemmeno tanto di Dworkin (comunque piuttosto banalotto nella scrittura del suo prodotto) nonostante tutti i diversi fallimenti presenti nel curriculum (Matador, The Event, Scream), quanto piuttosto del network in cui viene trasmesso che, volente o nolente, incide molto sul taglio dato alla serie. Così come la scelta di uno scadentissimo e plastico protagonista.

Sheriff:Leah, from where are you from?
Leah:From here.
Sheriff:America? But there is no war here.
Leah:It will be.
Sheriff:I’m sorry I don’t understand.
Caleb:There is a lot you don’t understand. ‘Cause what she’s talking about, these things, this experience, they haven’t happened yet.

The Crossing si presenta subito chiarendo una trama che non dovrebbe poi essere così chiara e comprensibile agli occhi del pubblico: centinaia di persone (di cui ne moriranno 400) compaiono all’improvviso dal profondo dell’oceano e arrivano sulle coste di una cittadina nei dintorni di Seattle dicendo di venire da 180 anni nel futuro. Ottimo incipit, anche fin troppo dettagliato per lo spettatore medio che si nutre di misteri ed intrighi, eppure qualcosa non funziona già dal primo impatto. L’incredulità generale non è poi così grossa nonostante la storia alquanto surreale raccontata dai superstiti, così come l’escalation di eventi che vedono la madre di Leah sequestrare lo sceriffo e mostrare i suoi super poter non destano moltissimo stupore. Cioè sì, qualcosa ma niente di eclatante, perché in fin dei conti saltare sul tetto di un camion e poi dalla finestra di un capannone industriale è abbastanza facile. Proprio l’aggiunta di questo particolare debilita ulteriormente il valore della puntata: da apparente serie pregna di significato ed impegnata nel simbolismo (sfruttando anche un po’ di sano sci-fi), ecco che subito ritornano in auge i superpoteri e tutto il microcosmo ad essi collegato.
Paradossalmente i protagonisti reagiscono agli eventi quasi come fossero abituati a queste situazioni esattamente come il pubblico. The Crossing non è infatti la prima serie che gioca la carta del gruppo di sopravvissuti (Lost) che viene dal futuro e con superpoteri (Believe, The Gifted, ecc.), e come tale non rappresenta più qualcosa di veramente nuovo per chiunque abbia avuto un minimo di esperienza seriale nell’ultimo decennio. Pertanto anche mischiare tutte le diverse componenti con il fine di avere una trama diversa (cosa che alla fine non è) si rivela essere semplicemente fallimentare.
A tutto ciò va poi aggiunta una trama molto veloce e a tratti superficiale (taglio dei cavi ed irruzione nell’hangar senza security giusto per dirne una) che gioca fin troppo malamente plot twist che andrebbero assestati meglio (confronto-sorpresa sul ponte). La fretta di colpire lo spettatore e sorprenderlo tradisce più volte questo “Pilot” che avrebbe anche un buon incipit, ma che deficita troppo di una recitazione e di una gestione di basso livello. Basti pensare all’effetto postumo che si sarebbe potuto avere del confronto sul ponte se solo fosse stato messo qualche episodio più avanti, una volta che personaggi e trama si fossero consolidati. Ed invece, scelte come questa, magari di forte impatto istantaneo (pur essendo prevedibili o telefonati), ma deboli nel lungo periodo minano pesantemente l’intera puntata e serie. Si poteva fare facilmente di meglio, anche perché consci di ciò che è stato Resurrection era anche difficile fare peggio.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il plot iniziale non è male e ha del potenziale
  • Effetti speciali discutibilissimi
  • Taglio dato alla serie estremamente generalista
  • Nel giro di 40 minuti sono stati già bruciati un paio di assi nella manica che in altre serie ed in altre circostanze avrebbero garantito un risultato ben più efficace
  • Protagonista indecente (Steve Zahn non ha un’espressione facciale a pagarla oro)

 

Detto con un pizzico d’arroganza: potremmo sbagliarci, ma è più probabile che non accadrà. La ABC tenta nuovamente di partorire un prodotto simile a quella perla inestimabile di Lost, ma The Crossing è una mela che è caduta molto distante dall’albero. Ed anche se ci si allungasse per raccoglierla ci si accorgerebbe di una cosa: è marcia.

 

Pilot 1×01 ND milioni – ND rating

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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