The Tick 1×07 – Tale From The CryptTEMPO DI LETTURA 4 min

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Dopo 6 mesi dal rilascio dei primi 6 episodi, The Tick torna con una seconda tranche di episodi che riprende la narrazione esattamente da dove si era interrotta alla fine della prima metà di stagione e che, a giudicare almeno da questo settimo episodio “Tale From The Crypt”, non ha perso nulla della freschezza e della demenzialità grazie alle quali la storia dell’omone in costume blu è riuscita a spiccare in mezzo alla produzione supereroica contemporanea. Anzi, se possibile il ritorno della serie Amazon raggiunge nuovi picchi di weirdness, perché alla collaudata comicità di The Tick, a base di misunderstanding e magniloquenze verbali fuori luogo, e di Arthur, fondata invece sulla goffaggine e sulla perenne caratterizzazione da pesce fuor d’acqua, aggiunge un antieroe che si prende talmente sul serio da risultare inevitabilmente divertente, un villain tra i più strambi mai visti, uno scienziato pazzo che ha pensato bene di miniaturizzarsi e un’intelligenza artificiale con tendenze omosessuali.
La storia, si diceva, riprende da dove si era interrotta, con Arthur prigioniero nel dungeon di The Terror, una cripta sotto il cimitero cittadino a cui allude il titolo dell’episodio (anche se è impossibile non pensare a un gioco di parole con Tales from the Crypt, celebre serie HBO dei primi anni Novanta). Il genio del male portato in scena magistralmente da Jackie Earle Haley è un personaggio esagerato, tanto quando si cala nella parte del villain sadico e privo di scrupoli minacciando aquile di sangue di vichinga memoria e deridendo i traumi infantili del povero prigioniero, quanto nel momento in cui si comporta da bimbo capriccioso, pretendendo che il suo insegnante di batteria lo porti al livello di un musicista professionista nel giro di una manciata di lezioni. Almeno per una volta, siamo di fronte a un supercattivo che non vuole solo conquistare o distruggere il mondo ma ha anche un bel hobby. A renderlo ancora più eccentrico ci pensa il modo in cui gestisce la questione Arthur, lasciandolo non solo evadere ma facendolo pure tornare in possesso della tuta del dottor Karamazov, giustificandosi poi dietro una bizzarra metafora di natura musicale che fa intuire l’esistenza di un piano ben più geniale e malvagio.
L’evasione di Arthur già in questo episodio evita che la storyline della sua prigionia venga protratta troppo a lungo, ma rende anche vano l’inevitabile tentativo di The Tick, Overkill e Dot di liberarlo. Inevitabile, perché era impossibile che l’omone blu lasciasse il suo fedele compagno nelle grinfie di The Terror, anche se la sua ingenuità e dabbenaggine rendono obbligatorio fin da subito il coinvolgimento di personaggi con qualche neurone in più. Come già negli scorsi episodi, le interazioni tra i due eroi strappano più di una risatina per le abissali differenze caratteriali tra i due; ma a questo giro non mancano nemmeno interazioni, altrettanto divertenti, tra Overkill e Dot, rese divertenti proprio dall’incapacità del vigilante di comportarsi da persona normale e di provare empatia per gli altri. E non dimentichiamo Dangerboat, che sembra proprio essersi preso una cotta per Arthur e si domanda, in un dialogo come al solito surreale, se sia lecito parlare di amore omosessuale tra una barca e un maschio umano considerando l’etimologia della parola.
Unica nota negativa è il cliffhanger finale, ossia l’esplosione del covo di The Terror proprio mentre vi si trovano dentro The Tick e Overkill. È ovvio che l’eroe eponimo della serie non può morire, ed è altrettanto ovvio che una figura come Overkill non potrà essere sacrificata così presto, quindi in un modo o nell’altro entrambi si salveranno e il tentativo di creare suspense e apprensione per la sorte dei due, alla luce di quanto detto, risulta un tantino ridicolo.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • The Terror, uno dei villain più strambi ed esagerati mai visti
  • Overkill, talmente serio da risultare suo malgrado ridicolo
  • Dangerboat, la AI omosessuale
  • Un po’ inutile il cliffhanger finale

 

“Tale From The Crypt” dà avvio in maniera più che soddisfacente alla seconda metà della stagione, riprendendo le fila del discorso lasciato in sospeso alla fine di “Rising” e mandando nel contempo avanti senza lungaggini inutili la storia, il tutto con la solita dose di momenti comici e di personaggi bislacchi.

 

Rising 1×06 ND milioni – ND rating
Tale From The Crypt 1×07 ND milioni – ND rating

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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