Billions 3×04 – Hell of a RideTEMPO DI LETTURA 4 min

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La scatola che racchiude i segreti del realismo nell’arco della storia della televisione è stata aperta, con più o meno successo a seconda dei casi, da tantissimi sceneggiatori e registi che hanno provato esperimenti, a volte straordinari, per piegare dei prodotti a quello che era il tema principale del racconto. Un esempio molto recente e di grande successo, soprattutto critico, è stato quello di AMC e di Mad Men, uno show che nel rappresentare un’azienda di pubblicità cerca il più possibile di avvicinarsi allo stile della pubblicità.
Nel caso di Billions rappresentare l’alta finanza di Manhattan attraverso questo stile narrativo non è stato sempre semplice, complice anche la difficoltà di mantenere un ritmo costantemente lento, a volte addirittura snervante per il pubblico, in trepidante attesa che accada qualcosa che possa dare uno strappo decisivo alla situazione. In un contesto del genere “Hell of a Ride” non presenta al suo interno una quantità elevata di avvenimenti, tuttavia ogni evento sembra poter essere molto significativo ai fini della narrazione, e in grado di far scattare quella molla in vista di qualcosa di ancor più rilevante.
Senza dubbio a livello di storytelling, la sostanza maggiore va attribuita alle scene che presentano Chuck come personaggio principale. Nel corso dei tre giorni in cui si sviluppa la narrazione dell’episodio l’avvocato, interpretato da un sempre straordinario Paul Giamatti, si ritrova alle prese con una situazione difficile da gestire. Come già visto in “A Generation Too Late“, Bryan ha fiutato il suo coinvolgimento e quello del padre nell’occasione del collasso della Ice Juice, e il modo più semplice per arrivare a Chuck Jr. gli pare proprio quello di torchiare Chuck Sr. I rapporti tra genitore e figlio già al limite della tensione, si complicano ulteriormente e Chuck Jr. tenta un primo approccio, offrendosi di consegnare un premio al padre, e di riconciliarsi pacificamente con lui, un approccio che però non va a buon fine perché troppo poco aggressivo e molto sentimentale. Serve una seconda occasione per far collassare Chuck Sr. e impedirgli di testimoniare e il figlio la trova (in perfetto stile Billions) minacciando il padre, per mezzo di Jack Foley, di fargli revocare la proprietà destinata alla costruzione del casinò.
L’ammissione di sconfitta di Chuck Sr. è totale e lo porta non solo a ritrattare la sua dichiarazione, in maniera epica in faccia a Bryan, ma anche a recarsi dal figlio baciandolo in stile Godfather dopo avergli confessato il suo orgoglio.
 

“Mind the truth that makes you money.”

 
Axe ormai defilato dalla grande scena, utilizza le sue influenze negative con ogni tipo di società per intavolare uno strano gioco di psicologia inversa e favorire il filantropo Langstraat, aiutandolo nel suo investimento con evidenti secondi fini sui pannelli solari, ma è nell’intermezzo comedy di Wags, messo in campo anche per alleggerire le principali linee narrative e preparare lo shock dello straordinario dialogo conclusivo proprio con Axe, che l’episodio si riaccende. Le scene di Wags sembrano una semplice disputa apparentemente, ma scavando a fondo presentano un significato intrinseco enorme calate nel contesto, Wags infatti litiga per ottenere un luogo di sepoltura, come se volesse battere il suo avversario nel gioco che porta ad una morte “più comoda”.
La morte  diventa un elemento molto rilevante, dalla semplicità quasi sfacciata con cui viene introdotta all’inizio della vicenda di Wags, si passa infatti ad una più ragionata scena in cui Heidecker, astronauta ed ex amante di Wendy Rhodes, perde la vita nel momento del lancio del suo missile. Ancora una volta però gli sceneggiatori innescano il meccanismo Billions, trasformando la morte in un gioco di potere: in azienda i dipendenti, Taylor su tutti, avevano già intuito la possibilità di un lancio difettoso, speculando sul potenziale disastro.
L’esultanza dei dipendenti al momento del disastro è surreale e raccoglie l’essenza stessa dello show. I dubbi morali di Taylor ci mostrano per la prima volta un personaggio freddo, quasi robotico, alle prese con dei fantasmi, speculare sulla morte di un uomo è senza dubbio un atto riprovevole, ma in questo ambiente non c’è spazio per i sentimentalismi, come Chuck con suo padre e come Axe con i suoi investimenti, Taylor non può e non deve farsi scrupoli nel suo ruolo di CIO della Axe Capital, il business non aspetta e non ha tempo per i deboli.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Chuck Jr e Chuck Sr
  • Il doppio gioco di Axe
  • Le parti comedy di Wags
  • Empatia assente per la morte di Heidecker
  • I dubbi di Taylor
  • I would’ve thought that my son trained you better
  • Il dialogo finale tra Axe e Wags
  • Mind the truth that makes you money
  • Empatia assente per la morte di Heidecker
  • Riportare in primo piano determinati personaggi solo per farli morire

 

La serie rimane stabile nella scrittura, con un colpo di coda tutti i protagonisti hanno raggiunto i loro scopi in una puntata che ha messo in risalto la capacità di Axe, Chuck e Wags di uscire dalle difficoltà al fine di ribaltare la situazione per ottenere un vantaggio e, forse per la primissima volta, un filo di umanità e di dubbio nella testa di Taylor. Per ora i pezzi si stanno muovendo, ci sarà ancora da aspettare per vederli tutti al posto giusto, ma anche in questo sta il bello di Billions.

 

A Generation Too Late 3×03 0.84 milioni – 0.2 rating
Hell Of A Ride 3×04 0.72 milioni – 0.2 rating

 

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Arrivato ormai alla veneranda età di 18 anni, da 6 anni, e in cerca di nuovi stimoli si è unito a RecenSerie per convertire il team al culto di Tina Fey e per trasmettere all'umanità la passione per le comedy. Tra una puntata e l'altra cerca di laurearsi in lettere e di guardare per un tempo indeterminato quanto più sport possibile. Il suo sogno nel cassetto è scrivere la sceneggiatura di una sit com modello talent-show con protagonisti Joe Bastianich, Lilly Meraviglia e Damiano Er Faina

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