Boris 4×02 – Articolo 121TEMPO DI LETTURA 5 min

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Non è usanza di RecenSerie quella di scrivere un piccolo riassunto della puntata nella recensione, poiché la redazione ha sempre considerato questa pratica dispersiva e inconcludente. Tuttavia questa volta si è deciso di fare un’eccezione, visto e considerato che la 4×01 di Boris – ufficialmente tornato nei palinsesti italiani – se ne è andata con la stessa velocità con cui ha fatto bruscamente irruzione nella programmazione Mediaset del 31 marzo 2018. E’ quindi necessario fare il punto della situazione.
Nell’ultimo giorno di marzo, durante la messa in onda di “Blade Runner” sul canale Iris di Mediaset, la visione del capolavoro sci-fi firmato Ridley Scott è stata interrotta bruscamente dall’intrusione della premiere della quarta stagione di Boris, esattamente in concomitanza con le parole pronunciate dalla voce del dirigibile: “Una nuova vita vi attende nella colonia Extra-Mondo. L’occasione per ricominciare in un Eldorado di buone occasioni e di avventure.” Una frase più che azzeccata per descrivere (o introdurre, in questo caso) questo avvio stagionale di Boris, caratterizzato da un episodio che – vedendo la sua costruzione – segna un vero e proprio riavvio della serie, ambientata dopo il lungometraggio con il quale sembrava essersi conclusa l’epopea di Ferretti e colleghi. Partiamo quindi parlando di questa attesissima premiere intitolata “L’Uomo Senza Locura”.
Nel 2018 René Ferretti è un uomo realizzato. E’ un regista italiano affermatosi in patria e all’estero, autore di prodotti pregevoli: tra i tanti, attualmente è conosciuto per aver completato “The Other Side of the Wind“, film incompiuto di Orson Welles. E’ diventato anche un regista integerrimo mal disposto nei confronti di bassezze in stile “Natale con la casta”, lasciando quel compito ad Alessandro, ex-stagista del set de “Gli occhi del cuore”, ora diventato a sua volta regista. Purtroppo Alessandro ha sviluppato un enorme senso della qualità ed è incapace di ordinare smarmellate o inscenare una locura, dando vita a fiction televisive (che lui si ostina a chiamare “serie tv”) troppo impegnate per gli italiani. A causa sua, il network per cui lavora sta andando in bancarotta e il Dottor Cane – non interessato a salvare l’emittente, in quanto venduta alla giapponese Toei – acquista da Sky i diritti della serie tv su Diabolik, in gestazione dal Novembre 2012. Un progetto impossibile può significare solo il canto del cigno e il Dottor Cane vuole che l’emittente affondi, ma Alessandro non ci sta e chiede aiuto al suo vecchio maestro René, che ovviamente rifiuta. A quel punto, Alessandro si dimostra il degno allievo del suo maestro prendendo alcune scene del trailer di Diabolik, alcuni girati del pilota mai completato e le unisce a svariate scene inutilizzate de “Gli occhi del cuore”, mandando l’episodio in onda senza alcun preavviso (esattamente come è accaduto nella realtà con questa quarta stagione di Boris, elemento che conferma la sua spiccata narrativa meta-testuale). E’ un successo di pubblico, anche perché Alessandro non mette il suo nome nei credits dell’episodio, ma quello di René Ferretti.
“Articolo 121” riparte esattamente da dove “L’Uomo Senza Locura” si conclude, con Ferretti che viene paradossalmente citato in giudizio dall’AIR3 rifacendosi alla legge del titolo, articolo della Costituzione Italiana che vieta e sanziona il mestiere del ciarlatano, denuncia legale che arriva dagli oramai ex-colleghi registi di Ferretti quale violenta espulsione da un mondo di gloria e qualità artistica. Con agile scatto ed abile mossa, Alessandro compromette la credibilità di René e – tutto l’episodio – è per il regista un inferno Dantesco che, in 25 minuti, ristabilisce parte delle caratteristiche, del cast e del setting delle tre stagioni precedenti, con Ferretti che si ritrova a capo dell’ennesimo progetto televisivo coatto e becero.
Siamo ancora lontani dalla formazione di una crew rodata e ben oliata, più che altro perché, grazie all’arrivo di Alessandro sul set nell’episodio pilota, lo spettatore osservava attraverso il suo punto di vista l’inserimento di un personaggio in un ecosistema già adulto e formato. Questa volta, se la 4×01 funge da preambolo, la 4×02 sancisce la ricostruzione di quell’ecosistema smontato dopo la terza stagione e il film; una ricostruzione che – per forza di cose – deve essere lenta e graduale, fatta di piccoli passi e ritorni studiati. Pertanto, questo secondo episodio risulta basato sul confronto tra Alessandro e René che (dopo 7 anni di lontananza) litigano selvaggiamente si confrontano su quanto accaduto nella premiére, giocando “a chi ce l’ha più lungo” sulle esperienze fatte in questo periodo e insultando le rispettive madri.
Mentre l’episodio cerca (con successo) di focalizzare l’attenzione sui due personaggi, alludendo anche a destini futuri di personaggi noti che non si sa se e quando torneranno per la quarta stagione (come l’ex-schiavo Lorenzo, finito ad insegnare matematica in un liceo e trattato dagli studenti peggio di Biascica) “Articolo 121” mette volutamente in secondo piano la componente narrativa dell’episodio, praticamente una colossale presa in giro dei legal drama statunitensi. Gli sceneggiatori di Boris (quelli veri) applicano la struttura base del classico legal drama made in USA al modello italiano, scoperchiando tutta la sua costruzione sgangherata e disfunzionale e finendo col parodiare l’intero sistema giuridico italiano, tra accidia diffusa e scarsa professionalità. Citando Stanis, nell’attesa che il personaggio interpretato da Pietro Sermonti faccia il suo ritorno, avrebbe sicuramente detto che questo sistema legislativo italiano è “un po’ troppo italiano”.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Come se Boris non ci avesse mai lasciato
  • Legal drama italiano
  • René si paragona a Alejandro González Iñárritu quando parla del suo odio per i cinecomics
  • Mark Vanderloo manda il CV per interpretare Diabolik, credendo che sia un personaggio Marvel
  • Il destino di Lorenzo
  • Mancano ancora un sacco di personaggi principali

 

Boris è tornato, e pure in pompa magna. L’unica cosa che attualmente lascia perplessi è la mancanza di personaggi storici e colonne portanti della serie, come il sopracitato Stanis o Arianna. Che ci sia un piano dietro la loro assenza, oppure si progetta una quarta stagione senza di loro? Per il momento, si dà fiducia alla ritrovata creatura di Luca Manzi e Carlo Mazzotta.

 

L’Uomo Senza Locura 4×01 ND milioni – ND rating
Articolo 121 4×02 ND milioni – ND rating

 

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Nato da un'idea di Stefano Accorsi e appassionato di fumetti, telefilm, film, musica e scrittura. Si unisce a RecenSerie perché gli piaceva troppo dire la frase: "Ogni recensione in più, è un passo in meno per ottenere una cattedra nell'insegnamento". Non è un idiota, è solo che lo disegnano e caratterizzano così, e Frank Miller non è pagato abbastanza per abbassarsi così tanto. E' destinato a salvare la cheerleader: il problema è che già conosce poco la geografia di casa sua, figuriamoci se sappia dove si trovano gli Stati Uniti.

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