Patrick Melrose 1×01 – Bad NewsTEMPO DI LETTURA 3 min

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For the best heroin in town, simple call Pierre, 555-1726.

Ci si approccia al nuovo show di Benedict Cumberbatch con una certa curiosità, ma anche un po’ di scetticismo classico di tutte le trasposizioni. Patrick Melrose è infatti preso dall’omonima serie di libri di Edward St. Aubyn che, per chi non lo sapesse, sono estremamente autobiografici visto che il personaggio di Melrose ed Aubyn condividono un’infanzia/adolescenza estremamente poco ortodossa in una ricca famiglia inglese a cui poi è seguita la morte dei genitori, l’alcolismo ed una forte dipendenza dall’eroina e altre svariate droghe di circostanza. È da questo punto di partenza che si può cominciare a guardare “Bad News” apprezzando la maestosa interpretazione di Cumberbatch in una sorta di monologo bipolare della durata di un’ora.
La serie, prodotta da Sky Atlantic in accoppiata con Showtime (ed i rispettivi network sono poi i canali di fruizione per UK e Stati Uniti), è composta in tutto da 5 episodi, tutti diretti dal pluripremiato regista tedesco Edward Berger (qui in un’apprezzabilissima trance agonistica) e adattata per il piccolo schermo dallo scrittore David Nicholls. E l’impatto è subito estremamente stordente.

Patrick:Well, it’s time to seize the fucking day!
Goodbye.
And goodbye.
And goodbye, heroin, my old friend. People make far too big a deal about getting clean.

Nonostante sulla carta possa sembrare abbastanza pericoloso mettere 1 ora di series premiere in cui di fatto Cumberbatch recita da solo parlando a se stesso, “Bad News” dimostra esattamente l’opposto consegnando un pilot da applausi. Innanzitutto va fatto notare che se al posto di Cumberbatch ci fosse stato un altro attore non saremmo qui a gridare al capolavoro perché, che lo si odi o meno, qui la sua recitazione e l’intensità con cui si muove e parla fa la differenza. Il flusso di pensieri raccontati fuori campo si scontrano con la realtà della situazione e permettono al pubblico di capire quanto sia profondo il disagio provato da Patrick, oltre che con ciò che lo circonda anche con se stesso. Ed è qui che sta la potenza dello script in quanto traspare magnificamente tutto ciò che è scritto nei romanzi nonostante la difficoltà palese dietro la trasposizione visiva.
Questo di fatto è un one-man-show non convenzionale in cui, paradossalmente, si va contro a tutti i canonici schemi della sceneggiatura media, ovvero tenere alta l’attenzione dello spettatore attraverso eventi, plot twist o misteri, tutte cose che qui non avvengono in quanto fondamentalmente in 1 ora di visione si vede solo un tizio che si droga costantemente. Si potrebbe appuntare un “banale” accanto alla trama, eppure, nonostante questo, i 60 minuti volano via velocemente grazie alla visione concessa nel subconscio di Patrick che è un enorme trip.
Patrick Melrose è un uomo che vive in un costante stato di alterazione dato da un mix ben dosato di droghe (eroina, valium, cocaina e altre varietà a piacimento) e alcol. Sostenendosi, di fatto, solo grazie al patrimonio di famiglia, resistendo ance ad una pesante bipolarità dovuta all’abuso di droga. Detto così sembra essere un personaggio dannato e destinato all’oblio ma l’interpretazione di Cumberbatch genera un’empatia istantanea nel protagonista sia grazie al suo sarcasmo che grazie alla sua sofferenza. Melrose infatti reagisce isolandosi nel suo mondo di stupefacenti per fuggire ad una famiglia, nello specifico ad un padre, che lo ha svilito sin da quando era piccolo. E meschinamente non si può che apprezzare il risultato.
Dulcis in fundo Cumberbatch però non è l’unico punto di forza dello show in quanto, grazie ai vari flashback dell’infanzia, è possibile apprezzare anche la durezza di un Hugo Weaving perfettamente a proprio agio nella cattiveria di David Melrose. E probabilmente ci sarà ancora più spazio per lui nelle prossime puntate.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Benedict Cumberbatch superlativo 
  • Regia estremamente curata che aiuta moltissimo ad enfatizzare la bipolarità del personaggio
  • Musiche adattissime
  • Trasposizione ben fatta
  • Cattiveria di Hugo Weaving
  • I 60 minuti potrebbero spaventare all’inizio ma poi…

 

Se non è un capolavoro poco ci manca. “Bad News” riesce nell’impresa di tenere incollato lo spettatore senza lasciare un attimo di tregua al ritmo frenetico dei pensieri di Patrick. È letteralmente una droga.

 

Bad News 1×01 0.22 milioni – 0.1 rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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