Safe 1×03 – Episode 3TEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/Safe by
Sophie: “So do you reckon youthful fun could run to getting compromising photographs of Zoe Chahal and sticking them in her locker?”
Emma: “I don’t know. I don’t get the whole family.”

 

Continuano le indagini sul “buon vicinato” del neurochirurgo Tom Delaney (Michael C. Hall), questa volta dividendosi in due storylines ben precise.
Se, infatti, nell’episodio precedente sembrava che la suddivisione delle varie puntate seguisse uno schema monotematico (flashback su ciascuno dei protagonisti-teenager e rispettiva famiglia a partire dalla fatidica notte della festa in piscina), in questa puntata in realtà si ha uno schema narrativo un po’ più multilineare seguendo in maniera temporale la storyline principale.
In particolare l’episodio presenta due tronconi principali che seguono le indagini dei due co-protagonisti della serie ossia il già citato Tom Delaney e la detective Sophie Mason (una super-british Amanda Abbington, il cui accento risuona fortissimo in mezzo a quello degli  altri interpreti).
Non manca ovviamente un focus particolare verso una delle famiglie che comprende il particolare microcosmo che è il quartiere in cui abita la famiglia Delaney: questa volta l’attenzione si concentra sulla famiglia di Chris, il ragazzo di Jenny, scomparso anche lui.
Come già successo con la famiglia Marshall, l’episodio mette in luce i lati oscuri della famiglia in questione e fa capire come anche loro hanno qualcosa da nascondere.
Questa particolare storyline risulta quella trattata meglio anche perché fa risaltare tutto quello che ruota attorno ad essa come quella relativa, per l’appunto, alla famiglia Marshall, qui sempre impegnata a rimediare disperatamente ai casini della figlia.
Bisogna precisare che, se da una parte abbiamo le interpretazioni magistrali di Amanda Abbington e Hannah Artenton che si rivelano un duo investigativo (tutto al femminile) molto efficace, dall’altra abbiamo le sempre più irritanti interpretazioni degli attori teenager che interpretano i figli delle varie famiglie, i quali non si capisce se facciano apposta per esigenze di copione o siano effettivamente così cani.
Questo particolare filone di indagine si caratterizza, inoltre, per un certo dark humour che, in parte, alleggerisce il drama presente nella narrazione (non si può non ridere dei tentativi continui a vuoto del padre di Sia di sbarazzarsi del cadavere che tiene in casa).
Dall’altra parte abbiano la storyline vera e propria sulle indagini di Tom Delaney e dell’amico Pete (Marc Warren) che invece è sicuramente drama al cento per cento e che, in questo episodio, diventa anche action.
In questo filone narrativo, infatti, ci sono ben due plot twist interni che fanno sì che le loro indagini prendano una svolta più attiva: il primo è una telefonata a Tom che annuncia di avere notizie sulla scomparsa della figlia, ovviamente in cambio di contanti; il secondo è la scoperta di un particolare retroscena che riguarda il proprietario dell’Heaven Lounge, una scoperta che fa luce su di lui e sui suoi rapporti con la famiglia Delaney.
Probabilmente l’importanza di una tale rivelazione si scoprirà solo andando avanti nelle puntate, per il momento lo shock che riesce a creare nello spettatore funziona e crea curiosità su cosa succederà a questo punto e su chi sia la misteriosa Jasmine che viene menzionata alla fine.
Da segnalare anche l’importanza che il personaggio della sorella minore Carrie (Isabelle Allen) viene ad assumere. E per fortuna perchè rischiava di rimanere solo l’ennesimo personaggio in penombra senza alcuna sostanza.
Rimangono certamente molti difetti evidenti: uno su tutti la regia che passa in maniera veloce tra primi e primissimi piani e piani americani così intensi così italiani rendendo molto piatta tutta la storia, oltre al fatto che la coppia investigativa in questione sembra muoversi senza una linea precisa (gli indizi principali spuntano sempre fuori un po’a caso).
A parte questo però Safe si conferma come un prodotto capace di suscitare quella suspense necessaria per appassionare a una storia che di per sé non avrebbe molto di originale. E questo è già una gran cosa.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • L’accento super-british di Amanda Abbington
  • Nuovi retroscena nel vicinato
  • Coinvolgimento della sorella minore (che rischiava di fare solo tappezzeria)
  • Più action
  • Soundtrack
  • Teenager quasi tutti odiosissimi
  • Primi e primissimi piani così intensi così italiani
  • Indizi trovati quasi sempre “per caso”

 

Safe continua la sua narrazione in maniera bidirezionale. Bene il filone “femminile”  un po’ meno quello “maschile” ma la storia regge e il cast è veramente ottimo. Il drama a volte raggiunge vette talmente iperboliche da sembrare quasi una comedy, ma anche questo è il bello di questa serie targata Netflix.

 

Episode 2 1×02 ND milioni – ND rating
Episode 3 1×03 ND milioni – ND rating

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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