Picnic At Hanging Rock 1×03 – Episode ThreeTEMPO DI LETTURA 3 min

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La struttura narrativa di Picnic At Hanging Rock si sta lentamente delineando intorno ad un focus specifico che mette sotto i riflettori un singolo personaggio per episodio, andando di fatto ad approfondirlo muovendo le file della storia allo stesso tempo. Lentamente, e questo bisogna sottolinearlo, si comincia a capire il tipo di situazione che si respirava e si viveva prima della sparizione delle ragazze e, sempre lentamente, si comincia ad apprezzare il contesto bucolico e le atmosfere oniriche che a tratti prendono possesso della regia. Eppure tutto questo non basta per innalzare la serie al livello successivo.

Irma:The Hanging Rock is always in my thoughts.
Mike:As in mine.
Irma:Mike, no one’s let me see the newspapers. How many days ago was the picnic? How long was I at the Rock?
[…] Was I really gone for nine days? I thought I must have misheard.
Mike:I’m afraid so.
Irma:I don’t remember it. But there’s nothing wrong with my mind.
I remember everything else. Quite clearly.

Più che la sparizione delle ragazze in sè, quello in cui la serie sta riuscendo bene è la costruzione della suspense e del mistero relative a tutto ciò che non viene detto. I segreti, sia pre che post picnic, sono il motore della vicenda ed il fulcro spasmodico dell’attenzione dello spettatore, totalmente coinvolto nel carpire anche la più piccola affermazione.
Ne è un esempio la breve ma intensa conversazione tra Irma e Mike (riportata qui sopra) che se da un lato fa capire che la ragazza effettivamente non ha idea di quanto tempo sia passato dal picnic alla data odierna, dall’altro sa benissimo cosa sia successo ma nega di esserne a conoscenza. E non è nemmeno la prima ragazza a tenere nascoste queste informazioni visto che già Edith, nella scorsa “Episode Two“, aveva affermato più volte di non essere affatto al corrente di quanto accaduto (e vissuto in prima persona) al picnic. C’è quindi un alone di mistero ancora più fitto dietro il “come” siano scomparse le ragazze piuttosto che sul “chi” sia ancora viva. E l’atmosfera soprannaturale che permea Hanging Rock, a prescindere dal fatto che possa o meno essere spiegata, va presa come elemento della narrazione da non mettere in discussione e garantisce quindi una spiegazione “razionale” circa “no broken bones, no bruises, no scratches. If it wasn’t for the dehydration, I’d say she spent the last nine days indoors“.

Irma:You want to hear my confession? I hate Miranda.

Altro punto saliente su cui (sempre lentamente) si sta cominciando a lavorare è il rapporto tra Irma, Miranda e Marion. In apparenza tutto idilliaco e addirittura saffico, in realtà ben più complicato e non così onesto come si poteva pensare. Sono i flashback di questo episodio a far trasparire la verità, una verità comunque solamente parziale in quanto proveniente solo dalla visione di Irma, e quindi manca ancora la prospettiva delle altre due, ma che aiuta a creare un primo quadro della situazione. Tutto estremamente apprezzabile ma rimane ancora insita nella narrazione una certa difficoltà nel catturare l’attenzione dello spettatore che, spesso e volentieri nell’arco di questa ora circa, perde più volte l’attenzione salvo poi ritrovarla a momenti alterni.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Atmosfere oniriche sempre molto presenti
  • Regia attenta ai dettagli
  • Buon focus su Irma
  • Il tutto procede in maniera abbastanza lenta
  • A volte il “non detto” sovrasta i dialoghi

 

Con “Episode Three” si compie il giro di boa di questa miniserie che, solo ora, sta cominciando a ergersi sulle proprie gambe con una struttura della serie un po’ più solida e non solo basata sui tragici fatti del picnic. E questa può essere solo che una bella notizia.

 

Episode Two 1×02 ND milioni – ND rating
Episode Three 1×03 ND milioni -ND rating

 

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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