GLOW 2×03 – Concerned Women Of AmericaTEMPO DI LETTURA 5 min

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E’ un dato di fatto che creatività e censura procedono di pari passo, anzi si potrebbe dire che sono sorelle: dove c’è l’una immancabilmente fa capolino l’altra, pronta a difendere a spada tratta la morale, l’ideologia politica, il buongusto o un qualsiasi altro ideale da cui non ci si dovrebbe minimamente allontanare. Un tempo la censura era affare dello Stato o della Chiesa, imposta su tutto ciò che non rispecchiava determinati valori della classe dominante o che rappresentava una minaccia dal punto di vista ideologico, filosofico, politico, religioso; poi è avvenuta la progressiva democratizzazione delle società occidentali e con essa sono arrivati il diritto alla libertà di espressione artistica, di opinione e di manifestazione del pensiero, ma i rompicoglioni i paladini della morale e della decenza lungi dall’estinguersi hanno continuato ad esistere, anzi hanno prosperato sempre più.
Inevitabilmente anche le Gorgeous Ladies Of Wrestling non potevano che incappare in un’associazione di donne americane preoccupate dai messaggi che il loro show propina. Se la serie Netflix fosse ambientata ai giorni nostri, sicuramente si sarebbe trattato di un qualche gruppo di esaltati SJW; ma siccome si svolge nei favolosi anni ’80 la minaccia è un ben più tradizionale gruppo di matrice cristiana, la realmente esistente CWA (Concerned Women of America), indignata dai contenuti violenti e sessualmente espliciti dello spettacolo sul wrestling femminile al punto da fare serie pressioni sul network che lo trasmette. Certe accuse sulle prime fanno sorridere, se si pensa che proprio nello scorso episodio Yolanda “Junkchain” parlava di GLOW come di un G-rated girl-on-girl”, ma fanno sorridere un po’ meno se ci si ferma a riflettere su quanto possano essere bigotti i membri di certe confessioni religiose. Comunque sia, per mettere al riparo GLOW da queste critiche, le nostre eroine hanno la brillante idea di girare una “pubblicità progresso” per mettere in guardia le ragazze dalle gravidanze adolescenziali: uno spot, ovviamente, girato in pieno stile GLOW, pacchiano e trash al punto giusto, con Machu Picchu in pannolone che stende una dopo l’altra le atlete che simboleggiano il college (Britannica), il fisico perfetto (Melrose), le feste (Ozone e Nuke) e i viaggi all’estero (Zoya).
Delle altre tre storylines della puntata l’unica che realmente s’intreccia alla polemica con la CWA, o meglio con le riprese dello spot per metterla a tacere, è quella incentrata su Ruth e Russell. Tra i due potrebbe nascere qualcosa, è evidente che c’è una sintonia e per il personaggio interpretato da Alison Brie sarebbe anche ora di frequentare un uomo che non sia sposato con la sua ex-migliore amica, eppure proprio l’intervento di una Debbie dalle intenzioni sempre più criptiche rischia di mandare tutto all’aria. Se nella season premiere poteva sembrare che a muovere la bionda ci fosse della sana preoccupazione nel vedere una collega frequentare “a sleazy camera guy”, con “Concerned Women of America” appare evidente che dietro il suo agire c’è ben altro: forse gelosia nei confronti di una persona che sta cercando di rifarsi una vita sentimentale, oppure disperato bisogno di avere una persona quanto più possibile vicina a una figura amicale per affrontare il drammatico momento del divorzio, o desiderio di vendetta verso chi le ha rovinato il matrimonio perfetto, o ricerca di una semplice scusa per stare lontano da casa, o ancora tutte queste pulsioni e questi sentimenti intrecciati l’uno all’altro. Stesso discorso si può fare su Ruth, che sceglie di rimanere a lavorare fino a tardi con l’anima-nemica invece di uscire con Russell: lo fa perché inconsciamente vuole auto-punirsi per aver tradito Debbie e non si ritiene degna di essere ancora felice? Perché capisce che l’altra ha bisogno di qualcuno che le stia accanto? Per abnegazione nei confronti del lavoro? Perché in fondo impegnarsi nuovamente con qualcuno la spaventa e cerca anche lei una semplice scusa per saltare l’appuntamento? O anche in questo caso tutte queste motivazioni insieme? Fatto sta che il rapporto Ruth-Debbie, lungi dal ricomporsi lentamente ma gradualmente, sembra destinato a un percorso ben più frastagliato e complicato, e proprio per questo più interessante da seguire. A patto, ovviamente, che la serie non si focalizzi troppo solo sulle due amiche-nemiche ma dia spazio anche ai personaggi di contorno, che di potenzialità narrative ne hanno non poche. Per fortuna “Concerned Women of America” va proprio in questa direzione, concedendo un certo minutaggio anche a due sottotrame che con Ruth e Debbie non hanno nulla a che fare. Una riguarda le altre wrestlers, impegnate a organizzare una festa con i membri maschili della troupe al solo scopo di rompere l’astinenza sessuale: una storyline puramente comica, soprattutto se si considera che il grande problema che Melrose deve affrontare nell’arco dell’episodio è una fastidiosa costipazione risolta con un “antico rimedio orientale” (che alla fine è solo un banale clistere) e la perdita della giacca acchiappa-uomini a tutto vantaggio di Fortune Cookie. Non apporta chissà quali cambiamenti alla trama, né all’evoluzione dei personaggi, ma contribuisce decisamente ad allentare la tensione e la serietà della puntata.
L’ultima sottotrama riporta in scena Cherry, che sembrava aver realizzato il suo sogno di diventare un’attrice ma deve scontrarsi con la dura realtà e accettare il fatto di non avere le capacità per continuare quel tipo di carriera, almeno nell’immediato. La risoluzione tutto sommato rapida del dramma dell’ex-Junkchain e il suo rientro in GLOW porta però inevitabilmente a chiedersi quale senso abbia avuto farle abbandonare il wrestling per poi farcela rientrare dopo appena tre episodi della seconda stagione. Ma è già stato fatto notare quanto a volte la gestione dei personaggi segua ritmi troppo rapidi e spiazzanti per lo spettatore, e comunque si tratta di un piccolo difetto in una serie che finora si sta dimostrando più solida di quanto potessero lasciar presagire le premesse iniziali.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Debbie-Ruth-Russell
  • La pubblicità progresso contro le gravidanze adolescenziali
  • La sottotrama della festa
  • La vicenda di Cherry/Junkchain

 

Forte della sua natura di serie netflixiana concepita direttamente per il binge watching, GLOW se la prende comoda nello snocciolare la trama di questa stagione e nel costruire i suoi personaggi e i rapporti che li legano, con risultati apprezzabile che lo rendono uno dei migliori show della piattaforma streaming, anche se forse non tra i più popolari.

 

Candy Of The Year 2×02 ND milioni – ND rating
Concerned Women Of America 2×03 ND milioni – ND rating

 

 

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Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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