Strange Angel 1×01 – Augurs of SpringTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Ad astra per aspera.”

Strange Angel è la nuova serie tv della CBS che è sbarcata nel palinsesto questa estate. Tratta da una storia vera e con un protagonista realmente esistito (incredibile la somiglianza tra Jack Reynor e Jack Parsons), il pilot si lascia guardare mettendo in campo una grande dose di curiosità, ma non risultando a tutti gli effetti convincente.
La storia segue la vita del giovane Jack Parsons, inserviente in un deposito chimico che coltiva un hobby molto peculiare: cercare di costruire un razzo che possa permettere all’uomo di lasciare l’atmosfera terrestre. Proprio Parsons, con le sue geniali idee, darà il là a quella che diventerà un vero e proprio ramo dell’ingegneria.
La serie, almeno da questo primo episodio, non può che richiamare alla mente la pellicola del 1999 October Sky, dove un giovanissimo Jake Gyllenhaal interpretava Homer Hickam, ingegnere della NASA. Questo parallelismo è forse da ricercare più nell’oggetto centrale della narrazione (i razzi e la loro scoperta) che altro: il film di Johnston infatti si soffermava molto più sulle controverse dinamiche famigliari e sociali (Jake interpretava un giovane Hickam); Strange Angel, nonostante si predisponga anche come drama familiare, sembra voler dare un taglio molto diverso alla propria narrazione, un taglio dettato proprio dalle amicizie che Parsons stringerà durante la sua vita.
Nella puntata, infatti, fa una fugace apparizione una messa esoterica a cui Jack assiste per errore ed inconsapevolmente, salvo poi, una volta resosi conto della situazione, fuggire verso casa. Parsons, infatti, parallelamente alla sua crescita lavorativa, entrerà in stretto contatto con l’occultista (definizione riduttiva) Aleister Crowley, divenendone presto adepto ed entrando quindi a far parte dell’Ordo Templi Orientis. Sarà questo uno dei motivi per cui Parsons stesso verrà allontanato dal mondo accademico ed ingegneristico.
Sarà quindi interessante, nei successivi episodi di questa stagione, constatare come verrà creato il collegamento narrativo tra la ramificazione scientifica e quella esoterica: entrambi questi aspetti definiscono la figura di Parsons, protagonista indiscusso della serie, ma risultano utili ad inquadrare anche i vari personaggi secondari che da un lato all’altro rimangono accanto a Jack. Su tutti spicca la moglie, la quale viene mostrata in più di un frangente indispettita dai comportamenti del marito, non completamente soddisfatta dal loro rapporto (sentimentalmente, ma anche sessualmente) ma, nonostante tutto ciò, fedele e spinta da un sentimento più forte di qualsiasi tipo di problematica.
Particolare che sembra scatenare e rievocare qualcosa nell’animo del complessato Jack è sicuramente l’arrivo di Ernest, il nuovo vicino. Proprio lui, inconsapevolmente, porterà Jack alla scoperta del rito esoterico (nonché alla scoperta che renderà possibile il suo progetto relativamente al razzo in costruzione).
Creatore della serie, nonché sceneggiatore di questa prima puntata, è Mark Heyman nome che forse potrebbe non dire nulla, ma per il quale si deve prestare attenzione: Heyman ha infatti collaborato con Darren Aronofsky alle pellicole The Wrestler e Black Swan. Questo particolare rende ancora più interessante la visione degli aspetti esoterici che la serie vorrà rappresentare in scena.
Nonostante la serie appaia ben delineata nella sua duplice conformazione, tuttavia, alcune scene risultano di dubbio gusto ed utilità. In primis i flash in cui Jack fa da voce narrante (tratti dal fumetto che apparirà in scena a metà circa dell’episodio) non apportano nulla alla storia e neppure rappresentano interconnessioni con la storia vera e propria. Si notano, ovviamente, certi richiami metaforici (specialmente durante la scena del test del razzo), ma risultano talmente superficiali da evidenziare tali scene come puro divertimento stilistico del comparto regia/sceneggiatura ed inutili ai fini della trama.
Anche la sequenza di sesso tra Jack e Susan rasenta il ridicolo: cercando di evidenziare come la moglie viva male il rapporto di coppia (in ogni suo aspetto) si è cercato di riportare in scena questo malessere con una serie di riprese che devono per forza essere definite come: “awkward”. Si poteva benissimo trovare altro modo.
Strange Angel è sotto certi aspetti l’ennesimo drama di stampo storico e con schemi narrativi che non possono che puzzare di antiquato ed abusato; tuttavia, proprio questa doppia costruzione della storia potrebbe dar modo agli sceneggiatori di costruire qualcosa di relativamente più interessante. O quanto meno provarci.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Duplice costruzione narrativa della storia
  • Personaggi
  • Esoterismo
  • Più di cinquanta minuti di visione risultano pesanti
  • Particolari non convincenti
  • Flash narrativi

 

Strange Angel non si presenta come la serie rivelazione, né come serie dell’anno. Eppure il suo dovere sembra volerlo fare: esoterismo, costruzione storica e buona dose di drama. Tutti motivi per non perderlo. Certo, non ci fossero tanti particolari ad azzoppare la visione sarebbe anche meglio.

 

Augurs of Spring 1×01 ND milioni – ND rating

 

 

Nato male e stronzo, cresciuto ancor peggio. Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Di età imprecisata ma di stupidità conclamata, affetto dalla Sindrome di Cotard, osservatore ossessivo di serie tv e film. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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