Marvel’s Iron Fist 2×04 – Target: Iron FistTEMPO DI LETTURA 3 min

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Chi scrive, personalmente, adora gli episodi che si aprono con un breve flashforward in cui il protagonista (o i protagonisti) sono messi in una situazione apparentemente impronosticabile rispetto a come li si era lasciati. Allo stesso modo è estremamente piacevole scoprire il “come” si sia arrivati a quel determinato momento, un elemento che sulla carta può sembrare abbastanza stupido visto che si è già a conoscenza del finale ma che in realtà racchiude un certo fascino proprio per la grande distanza narrativa tra il punto A ed il punto B. Non a caso si dice che sia più importante il viaggio piuttosto che l’arrivo.
Se tre indizi fanno una prova, la conferma che si è arrivati ad un oggettivo miglioramento a livello narrativo viene direttamente da questo episodio. Il passaggio di testimone da Scott Buck (speriamo rimanga disoccupato per sempre dopo Inhumans e la prima stagione di Iron FIst) a Raven Metzner ha decisamente segnato un cambio di passo per il nuovo vigilante di New York, un cambio di passo dettato da una maggiore maturità intellettuale di Danny Rand, un ecosistema già consolidato in attesa di essere shakerato ed infine una storia che tutto sommato si sta facendo apprezzare senza troppi tempi morti (anche merito di 10 episodi piuttosto che di 13). Lo stesso Finn Jones qui si sente più a suo agio nei panni di Danny Rand, è meno pigna in culo bidimensionale e bambinesco, più tridimensionale e maturo. Una differenza di scrittura abbastanza tangibile alle spalle è ovviamente molto più che un semplice supporto in tal senso.
“Target: Iron Fist”  è una puntata che mette nero su bianco una serie di eventi importanti senza farsi troppo pregare, e questo è da apprezzare, oltre che un evidente passo avanti rispetto al modus operandi della scorsa stagione. Si tratta infatti una normalissima 2×04 che in realtà nasconde molto altro (per fortuna) e che dà ufficialmente il via alle vicende di questa 2° stagione. Le intenzioni di Davos sono state infatti messe nero su bianco (chi ha letto i fumetti di Iron Fist già se lo poteva immaginare, ma va bene lo stesso) con il suo piano di “rubare” i poteri di Danny, esattamente come accaduto su carta stampata diverse volte e come presumibilmente accadrà anche qui a breve; dall’altro lato, con il prevaricamento della storyline di Davos, Joy perde un po’ del suo valore e viene specialmente messa in ginocchio da una Typhoid Mary in trance agonistica. E a tal proposito lo scontro finale tra lei e Danny è, seppur palesemente un po’ forzato, un ottimo input per catturare l’attenzione dello spettatore (a questo punto della storia totalmente confuso circa chi sia Mary Walker, quante personalità abbia e come faccia a combattere come se non meglio di Danny) con un po’ di arti marziali spuntate fuori dal nulla.
La maturità della sceneggiatura si evince anche dall’utilizzo della mitologia di Iron Fist che in passato era stata ampiamente scansata causa manifesta demenza di Scott Buck, una situazione che fortunatamente non si sta ripetendo e che al contrario sta portando la storia verso una direzione ed una caratura totalmente diversi. Tralasciando Typhoid Mary, è proprio Davos e la sua spasmodica ricerca di vendetta tramite la nomina ad Iron Fist che sta facendo cambiare la serie. Come lamentarsi quindi di fronte alla vivisezione del cadavere dell’ultimo Iron Fist?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Arrivo di Misty Knight
  • Accelerazione degli eventi
  • Sconsacrato il corpo del precedente Iron Fist
  • Mary sempre più Typhoid Mary
  • Recitazione di Alice Eve (Typhoid Mary) non eccelsa

 

Un anno fa difficilmente avremmo pensato di dare un Thank Them All ad una puntata di Iron Fist, e ora siamo esattamente a quel punto. Non che ci volesse poi molto a migliorare…

 

This Deadly Secret 2×03 ND milioni – ND rating
Target: Iron Fist 2×04 ND milioni – ND rating

Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 20 ed i 33 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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