Kidding 1×03 – Every Pain Needs A NameTEMPO DI LETTURA 5 min

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“Neuroplasticity!”

Se “Pusillanimous” aveva approfondito ulteriormente la vicenda di Jeff Piccirillo/Mr. Pickles in maniera piuttosto orizzontale fin da subito, “Every Pain Needs A Name” decide di prenderla più alla lontana. Anzi, per come parte la vicenda, l’episodio sembrerebbe essere una puntata di puro raccordo, forse il primo abbozzo per una sorta di “verticalità” del racconto.
Già nei primi due episodi si lasciava intuire che il focus principale del racconto fossero i continui tentativi, da parte di Jeff, di parlare di morte e sofferenza ai suoi piccoli e innocenti fan (che poi, proprio qui si scopre che molti di loro non sono né piccoli né tantomeno innocenti), tentativi che vanno perennemente a vuoto per via della contrarietà del proprio padre/padrone Sebastian (uno straordinario Frank Langella). Anche in questo caso l’episodio si apre con questa diatriba, la quale sfocia, in maniera straordinariamente ironica e satirica, sul tema del sesso.
È interessante, infatti, notare come la scrittura di Kidding sia estremamente semplice e, allo stesso tempo, complessa e strutturata come poche altre. Ogni episodio si apre infatti con un input preciso che verrà poi ripreso verso la fine, quale ulteriore passo verso il cammino di formazione (o di “s-formazione” poiché non si sa ancora quanto il personaggio stia sprofondando nella pazzia o meno) verso l’accettazione del proprio dolore da parte del protagonista.
Così l’integerrimo e devotamente asessuato Jeff/Mr. Pinkles in questo episodio dovrà fare i conti fino alla fine con la propria sessualità repressa. Il che è una straordinaria presa in giro dell’atteggiamento, a volte troppo censorio nei confronti di alcuni argomenti tabù, che le trasmissioni per l’infanzia hanno in sé.
Jeff, ormai entrato a tutti gli effetti nei panni del suo alter ego cartoonesco, deve compiere un cammino che lo porta finalmente a svestire i panni dell’essere perfettino e manicheo che il piccolo schermo gli ha cucito addosso, arrivando a mettere in discussione i propri principi e le proprie idiosincrasie.
Come già detto, non si sa ancora quanto questo sia positivo o meno: se, da un certo punto di vista, una bella bottarella il lasciarsi andare a certi atteggiamenti gli farebbe sicuramente bene, dall’altro questo potrebbe essere il primo passo per rimettere in discussione l’intera sua etica. E non si sa dove tutto questo potrebbe portarlo, specie se c’è in gioco una disturbante gelosia nei confronti della propria ex…
Nel frattempo, è interessante notare come questa (s)formazione sia l’occasione per un crescendo di scene che sono sempre di più in bilico tra il surreale/grottesco e il drammatico puro.
Si può tranquillamente affermare che Kidding è, a tutti gli effetti, il dramedy perfetto. La goffaggine e la ritrosia di Jeff nell’approcciarsi all’altro sesso (fattore potenzialmente ironico) viene alternata da scene che descrivono l’idolatria nei suoi confronti di Shaina, ex-tossica divenuta una donna-modello proprio grazie ai consigli di Mr. Pinkles, per il quale nutre un’ammirazione e un amore che fanno commuovere per quanto sono sinceri e appassionati (elemento drammatico).
Le musiche e i dialoghi fanno sì che questa strana relazione tra i due porti avanti la trama fino alla scena finale che riprende la visita iniziale ai malati in ospedale (a proposito di input e di struttura) lasciando da un lato l’amaro in bocca allo spettatore e, dall’altro, la sensazione che qualcosa da qui in poi cambierà nell’atteggiamento finora troppo bambinesco di Jeff.
In tutto questo, la parte del leone la fa sempre lui: il buon Jim Carrey che riprende, in questa serie, tutta la sua verve macchiettistica e facciale che da The Truman Show in poi era stata in parte abbandonata per dare spazio al puro talento recitativo. Qui, invece, i tratti facciali e caratteriali del personaggio di Jeff/Mr. Pickles si fondono per creare una “maschera umana” (sarebbe più corretto dire un “pupazzo umano”) unica nel suo genere.
A tutto questo si aggiungono i numerosi personaggi di contorno che creano, a loro volta, un’umanità grottesca e surreale a cui è veramente difficile non affezionarsi. Va detto, però, che non tutti questi sono riusciti.
Ottimo il già citato Sebastian di Frank Langella (il quale si sbilancia in una battuta-omaggio a uno dei più grandi romanzi contemporanei americani), più brillante ma fortemente sprecata, invece, il personaggio di Deirdre (Catherine Keener) la cui sotryline sembra essere sempre di più un mero riempitivo per raggiungere il minutaggio minimo, dal momento che i suoi conflitti vengono quasi sempre risolti in maniera abbastanza sbrigativa. Ancora abbozzati e perennemente rompiballe poi, i personaggi dei due “bambini” della serie: Will e Maddy.
Chiude il cerchio delle note positive, per questo straordinario episodio, la battuta sull’estrosa Nancy, unica nota (e per questo molto apprezzata) di satira politica fortemente politically scorrect, per di più spiegata ad un bambino.
Questo è il bello di Kidding: il prendersi gioco del mondo degli adulti grazie ad un personaggio adulto che, di fatto, è un bambino mai cresciuto veramente. Un toccasana fondamentale per il mondo delle seire tv che ha sempre più bisogno di personaggi simili.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Le facce di Jim Carrey sempre e comunque
  • L’estrosa Nancy
  • Frank Langella
  • Shaina e l’appuntamento
  • Scena finale
  • Storyline di Deirdre sempre più riempitiva e basta…
  • …per di più Maddy ha fracassato abbastanza i timpani (e non solo) degli spettatori!
  • Storyline di Will

 

Episodio che parte come classico “caso di puntata” ma che diventa, man mano che si procede nella narrazione, punto fondamentale per tutte le storylines orizzontali. Una puntata che allarga il sorriso dello spettatore quasi quanto la parola “neuroplasticità”.

 

Pusillanimous 1×02 ND milioni – ND rating
Every Pain Needs A Name 1×03 ND milioni – ND rating

 

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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