Élite 1×01 – Episode 1TEMPO DI LETTURA 4 min

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“How about the new students?”
“A moron, a fundamentalist, and one with raised fist. 
As a joke, they’d be priceless.” 

Basterebbe la frase riportata qui sopra per racchiudere l’intero senso della nuova produzione spagnola targata Netflix: a joke.
Presentatasi mesi prima della sua data d’esordio come una delle future serie di punta di questo autunno seriale, il declino di Élite era già riscontrabile sin dalla messa in onda del trailer che aveva iniziato a far suonare precoci campanelli d’allarme in direzione trash.
Eppure, il riscontro mediatico favorevole creatosi intorno a questa nuova serie ha iniziato a svilupparsi sin dagli albori, grazie ad una scelta del cast fortemente apprezzata dalla maggior parte del pubblico; dopo il successo internazionale ottenuto da La Casa De Papel, infatti, la possibilità di rivedere sul piccolo schermo su tutti Jamie Lorente e Miguel Herran, affiancati anche da Maria Pedraza, è stata indubbiamente una spinta ben decisa che ha portato i fan di questi attori ad attendere con entusiasmo il rilascio di Élite.
Ma scelta del cast a parte, ben più complicato è il cercare di inquadrare questa nuova serie Netflix. Quello che viene presentato come un teen/mystery drama in realtà racchiude al suo interno un’infinità di riferimenti e rifacimenti delle maggiori serie tv degli ultimi anni, inserendo nel calderone quanti più elementi, situazioni e tematiche si riescono ad unire. Con il tema centrale che occupa la maggior parte del minutaggio del primo episodio, fungendo ovviamente da presentazione dell’ambiente, inerente le lotte di classe e la netta differenziazione tra ricchi e poveri, Élite porta subito alla mente serie come The O.C. e Gossip Girl, per poi passare a mutarsi in un specie di Pretty Little Liars non appena l’attenzione si sposta sul mistero che avvolge l’intera storia. Ma se questi rifacimenti possono essere facilmente considerati solo come tali, ben più pesanti sono quegli elementi che rimandano ad altri show come How To Get Away With Murder, con un’attenzione particolare riservata ad un trofeo scolastico che viene ben presto confezionata come arma del delitto e, per mischiare sacro e profano, non si possono non collegare le scene degli interrogatori con la polizia, che passano ad intermittenza per tutto l’episodio, con le modalità di racconto utilizzate da Big Little Lies.
Indubbia poi, la vicinanza ad un’altra serie Netflix in ambito teen che lascia spazio a numerosi approfondimenti sociali. Se però 13 Reasons Why si era affacciata nel panorama televisivo (almeno con la prima stagione) concentrandosi su una tematica ben precisa, presentandola e raffigurandola interamente nella sua complessità anche a discapito delle critiche, il lavoro svolto in questo primo episodio da Élite appare decisamente meno profondo, riducendo molteplici temi sociali a meri cliché.
Ma il problema principale di Élite non è racchiuso nel suo essere così dannatamente simile a svariate altre serie, bensì l’essere un insieme di così tanti luoghi comuni e frasi fatte collegate insieme da un’inesorabile aura di trash che porta tutto il resto della trama a perdersi in esso.
Sono tante, infatti, le problematiche sociali accennate nel corso di questo primo episodio, il tutto naturalmente sviluppato in un contesto di una scuola e quindi in relazione ai giovani liceali che la frequentano. Come detto ad inizio recensione poi, a farla da padrone è soprattutto la lotta di classe tra ricchi e poveri, in quanto è proprio su questo che si basa l’intera trama: tre ragazzi della classe media che si ritrovano a frequentare la scuola più prestigiosa di Madrid e, di conseguenza, a dover  fare i conti con “i figli di papà” che ne fanno parte. Questa tematica di divisione sociale si ritrova così a definire qualsiasi altro tema, circoscrivendolo all’interno di questo contesto e portandolo il più delle volte a perdere di un significato più profondo ed autonomo.
In più, il quadro generale nel quale si ritrovano tutti i personaggi ha la capacità, negativa, di distogliere l’attenzione da quello che dovrebbe essere l’altro tema centrale della storia, ossia il mistero che fa da contorno. Con un omicidio consumatosi nei corridoi della scuola e tutti i protagonisti coinvolti e messi sotto torchio dalla polizia, lascia un po’ scettici la così poca attenzione dedicata nel pilot all’evento principale che definisce poi l’intera trama. Nel corso dell’episodio ci si dimentica persino di star seguendo una storyline legata ad un omicidio da risolvere, riportando in auge un interesse per tale evento solo nei minuti finali con la scoperta del volto del cadavere.
Chi è il colpevole e cosa c’è davvero dietro l’omicidio sono le domande alle quali aggrapparsi se si è convinti di voler continuare nella visione degli episodi restanti.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Se si chiude un occhio su tutto ciò che non va, con il passare degli episodi, seguire lo sviluppo dell’omicidio potrebbe attirare un po’ l’attenzione
  • Trash a tutto spiano
  • Un calderone pieno di mille problematiche che chissà se riusciranno ad essere mai affrontate
  • Personaggi presentati come caricature esagerate dei peggiori cliché 
  • La parte mystery perde di spessore dispersa nel quadro generale 

 

Trash e cliché fanno da contorno a storie e personaggi già visti e rivisti. Guardare Élite senza impegno si potrebbe anche fare, ma prenderlo sul serio assolutamente no.

 

Episode 1  1×01 ND milioni – ND rating

 

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Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”. Tra le sue prospettive future compare il tentativo di risoluzione di un dubbio alquanto amletico: recuperare o no Lost? Si accettano consigli.

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