The First 1×05 – Two PortraitsTEMPO DI LETTURA 3 min

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Uno dei tratti peculiari della nuova serie targata Hulu, è sicuramente quello di essere una serie sullo spazio senza però esserlo veramente. Infatti, giunti al quinto episodio, si può parzialmente rispondere alla domanda sorta nella recensione della season premiere, dove ci si chiedeva se oltre alle vicende umane dei vari personaggi ci sarebbe stato spazio per il primo viaggio umano verso Marte. Ad ora le tematiche spaziali hanno occupato un minutaggio molto basso e, salvo cambiamenti di rotta, non sembrano essere il fulcro della narrazione. Si può ipotizzare che se la serie fosse confermata per una seconda stagione, con un numero maggiore di episodi a disposizione, la trama orizzontale potrebbe svilupparsi secondo tempistiche diverse e giungere infine all’agoniato viaggio interstellare.
E’ interessante notare come, mentre vengono narrati i fatti, spesso vi sono dei momenti onirici sia visivamente che per quanto riguarda le musiche: particolarmente evidente in “Cycles” e in minor misura in altri episodi, diverse scene riguardanti Denise e la madre hanno questa caratteristica. In alcuni momenti sembrava di guardare “The Tree Of Life” di Terrence Malick, noto film in cui tra l’altro recitava anche Sean Penn.
In questo episodio, tramite un lunghissimo flashback, si ripercorrono le vicende famigliari di Tom e Denise, sia prima che dopo il suicidio della madre. Una coppia che nonostante le diversità, astronauta lui e tatuatrice lei, appare come tante, con momenti buoni e meno buoni, ma sempre fortemente legati. Il personaggio di Sean Penn non sembra voler accettare il suicidio della moglie e la caduta della figlia nel turbine della droga, incline alle dipendenze come la madre, avrà pesanti ricadute sulla sua carriera, tanto da venir esonerato dal comando del suo equipaggio. Sarà poi questo lutto famigliare a rendere il rapporto padre-figlia a dir poco burrascoso, anche a causa delle diverse modalità con cui i due affronteranno il lutto.
In pieno stile The First l’episodio scorre lento ma piacevole, per una serie che si dimostra di alta qualità ma anche di una certa lentezza narrativa non facile da digerire per tutti gli spettatori. Sicuramente un episodio del genere è utile per approfondire meglio due dei personaggi principali e rendere chiare alcune dinamiche precedenti all’inizio della storia. Tuttavia, è lecito interrogarsi se a soli tre episodi dal termine fosse davvero il momento giusto per una tale operazione. Non si discute né la validità della sceneggiatura né l’episodio in sé, in cui è oggettivamente difficile trovare dei difetti e le interpretazioni di Sean Penn e Anna Jacoby-Heron (Denise) rendono la puntata ancor più bella. Forse, però, era meglio inserire una puntata con queste caratteristiche ad inizio serie, salvo poi concentrarsi maggiormente sulla carriera di Hagerty una volta approfonditi i suoi problemi personali.
Resta da capire a questo punto dove si voglia arrivare con questa prima stagione e se negli ultimi episodi vi possa essere una maggiore velocità narrativa, magari utilizzando qualche time-skip.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Interpretazioni Sean Penn e Anna Jacoby-Heron
  • Narrazione perfetta ed efficace…
  • Approfondimento vicende famiglia Hagerty
  • Non era una serie sui viaggi spaziali?
  • …ma eccessivamente lenta

 

L’ennesima ottima puntata è anche l’ennesima dove il fantomatico viaggio su Marte non trova spazio. La valutazione in sé dell’episodio è molto alta perché giudicato singolarmente nulla si può eccepire. Rimane il fatto che è giusto aspettarsi un cambiamento per quanto riguarda le tematiche trattate, poiché,  con soli tre episodi rimasti, è difficile pensare ad una rapida evoluzione, considerata anche la lentezza generale della narrazione. A questo punto un prolungamento della serie è quasi certo visto lo sviluppo lento del progetto e dato che interromperla senza essere arrivati su Marte non avrebbe veramente senso.

 

Where Life Is 1×04 ND milioni – ND rating
Two Portraits 1×05 ND milioni – ND rating

 

 

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Fra la movida tipica dello studente fuorisede a Bologna e la mia dipendenza da serie tv, sono riuscito anche a laurearmi in storia. Patito di cinema e ardito seguace di anime&manga giapponesi, frequento abitualmente serate di musica elettronica e concerti dei gruppi più disparati. Tra le mie numerose patologie spicca il mondo dei tattoo ; amo farmi tatuaggi, molti tatuaggi. Lostiano intransigente, trascino la mia lunga barba da una serie tv all'altra, sperando di risvegliarmi tra Kattegat e Winterfell. Nel frattempo assecondo la mia passione per il gin lemon, perchè la notte è buia e piena di terrori.

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