This Is Us 3×06 – KamsahamnidaTEMPO DI LETTURA 3 min

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Dopo un brillante avvio di stagione, negli ultimi episodi This Is Us ha subito un brusco rallentamento, non tanto per la qualità del prodotto in sé, quanto per una generale involuzione della trama, narrativamente parlando. Infatti, se lo show tecnicamente è sempre perfetto e può vantare una scrittura di alto livello, negli ultimi due episodi è successo ben poco di rilevante ai fini della trama orizzontale.
E’ sicuramente interessante notare il ribaltamento dei ruoli tra Kate e Toby, Randall e Beth. Se i coniugi dei due Pearson erano sempre stati le vere colonne portanti del rapporto, pronti a sostenere i rispettivi partner in ogni occasione, al contrario ora sono in crisi nera a causa della depressione e dell’ ingiustificato licenziamento. Questa nuova prospettiva ha fatto sì che Toby e Beth, personaggi granitici fino ad ora, si ritrovino in netta difficoltà e stavolta siano loro costretti a chiedere aiuto.
Un aiuto di cui ha bisogno anche l’attore più famoso della Corea del Sud, per un Kevin che porta avanti sicuramente la storyline meglio riuscita sino a questo momento, ossia l’approfondimento sul passato in Vietnam di Jack e relativo background famigliare.
A convincere poco, invece, è la nascente carriera politica di Randall per alcune incongruenze di base: prima di tutto virare sulla comunità coreana va a modificare ampiamente il vero motivo per cui l’ex broker metereologico aveva deciso di entrare nell’arena politica, ossia la riscoperta delle sue radici nere e il voler aiutare gli abitanti del quartiere dove viveva il padre biologico. Inoltre, la mossa finale di coinvolgere la moglie nella campagna elettorale, non solo potrebbe troncare sul nascere la crisi di Beth, narrativamente molto interessante, ma sembra essere una soluzione narrativa poco spontanea da parte degli autori, quasi a voler ricalcare la storia degli Obama, che dal basso poi arrivarono a conquistare la White House. Una coppia di afroamericani istruiti, benestanti, impegnati nel sociale, con delle figlie, che decidono di intraprendere insieme una campagna politica per sostenere la candidatura del marito. Se non fosse una recensione di This is Us, sembrerebbe quasi un breve riassunto della vita politica di Barack e Michelle Obama.
Analogie a parte, i riempitivi sono tanti in questo episodio e l’eccessivo screen time dedicato al cane di Kate e Toby ne è l’esempio lampante, nonostante Audio venga comunque utilizzato per comunicare, metaforicamente parlando, alcuni aspetti della futura vita materna. Ma era proprio necessario? La risposta è senza dubbio no e si spera che in futuro vengano approfonditi altri aspetti più interessanti rispetto a cosa abbia mangiato il cane di Kate.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Qualitativamente parlando la serie non si può che apprezzare
  • Kevin e l’approfondimento sul Vietnam
  • Interessante ribaltamento ruoli Toby/Kate e Randall/Beth
  • Succede ben poco ai fini dell’avanzamento della trama orizzontale
  • La svolta politica di Randall non convince e potrebbe porre fine ad un interessante risvolto narrativo come la crisi di Beth
  • Ma era proprio necessario dedicare tutto quel tempo al cane?

 

Un episodio sottotono per This Is Us che soffre di un generale rallentamento della trama orizzontale. Lo show di Dan Fogelman ha abituato gli spettatori a livelli altissimi e di fronte ad una puntata dove a conti fatti non succede nulla non ci si può che lamentare, pur riconoscendo sempre la qualità che contraddistingue la serie. Questo sesto appuntamento merita una sufficienza ma nulla di più, in quanto è lecito aspettarsi di meglio da un prodotto seriale che in pochi anni ha ottenuto un vasto successo sia negli Stati Uniti che a livello internazionale, senza dimenticare il riscontro positivo ricevuto dalla critica del settore, tanto da essere candidata come miglior serie drammatica ai Golden Globe.

 

Toby 3×05 8.53 milioni – 2.1 rating
Kamsahamnida 3×06 8.88 milioni – 2.3 rating

 

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Fra la movida tipica dello studente fuorisede a Bologna e la mia dipendenza da serie tv, sono riuscito anche a laurearmi in storia. Patito di cinema e ardito seguace di anime&manga giapponesi, frequento abitualmente serate di musica elettronica e concerti dei gruppi più disparati. Tra le mie numerose patologie spicca il mondo dei tattoo ; amo farmi tatuaggi, molti tatuaggi. Lostiano intransigente, trascino la mia lunga barba da una serie tv all'altra, sperando di risvegliarmi tra Kattegat e Winterfell. Nel frattempo assecondo la mia passione per il gin lemon, perchè la notte è buia e piena di terrori.

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