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Miracle Workers 1×06 – 1 DayTEMPO DI LETTURA 4 min

in Miracle Workers/Recensioni by

Dopo una partenza in sordina, Miracle Workers ha iniziato a prendere sempre più consapevolezza dei propri mezzi, di conseguenza, la qualità degli episodi è decisamente aumentata e la trama ha iniziato ad ingranare e a diventare più interessante. Questo processo ha raggiunto il suo apice durante la sesta, e penultima, puntata.
La questione più grande, giunti a questo punto, riguarda il futuro dello show: nel season finale, infatti, verrà probabilmente risolta la questione relativa all’esplosione della Terra e, salvo colpi di scena clamorosi in stile The Good Place (per i quali Miracle Workers, probabilmente, non dispone di abbastanza qualità e coraggio), il pianeta verrà salvato. Dopodiché, non si sa cosa possa accadere. In caso di rinnovo (al momento non ci sono comunicazioni a riguardo), non sarà semplice trovare una nuova storyline in grado di suscitare lo stesso interesse, considerando anche che si perderà necessariamente l’effetto novità. Da questo punto di vista, la fine della Terra e il tentativo di costruire un nuovo pianeta porterebbe ad avere una gamma di possibilità molto più ampia e variegata ma, come detto in precedenza, quest’opzione non sembra plausibile.

 

“No. They are getting there on their own. They don’t need any extra pressure.”

Come al solito, la puntata viene divisa in due storyline, l’una riguardante il team impegnato a salvare la Terra (team che, nel corso degli episodi, si è infoltito) e l’altra riguardante Dio. Partendo dalla prima delle due, non si può non apprezzare il risultato complessivo delle loro vicende. Il rischio maggiore, infatti, era costituito da un uso scolastico del loro ruolo di Deus-Ex-Machina delle vicende umane, in grado di risolvere i problemi più grandi con il minimo sforzo. Si è optato, invece, per un approccio diverso, più articolato ed intrigante; i continui fallimenti nel far baciare Sam e Laura, senza dimenticare la morte e la devastazione causate nel frattempo, sono il miglior manifesto dell’imprevedibilità e della complessità delle vicende umane, le quali sfuggono ad ogni sorta di determinismo e sono la risultante delle conseguenze volontarie e – soprattutto – involontarie dell’interazione tra individui fallibili.
Un aspetto ancora più importante, in uno show come questo, è rappresentato dalla validità comica delle vicende narrate, grazie ad una buona sceneggiatura e ad un’ottima performance di Daniel Radcliffe, il quale rappresenta Craig alla perfezione. Ricollegandosi al discorso fatto nell’introduzione, sarà fondamentale sviluppare in modi sempre diversi ed innovativi l’attività lavorativa del reparto Answered Prayers, per evitare che si scada nel banale e nel già visto.

“I’m not talking about Lazy Susan’s. I know my planet is weird. I mean, it’s frozen on the top and bottom, and the sky changes colors, and people, they don’t know what they’re doing, and they mess up a lot. But I love it. And I’m proud of it. And, come on. Giraffes are cool. I mean, if you don’t get giraffes, if you can’t find the joy in a tall dog with a leg for a neck, then I feel sorry for you. I mean, you guys can pick on me all you want. But don’t pick on Earth. ‘Cause it’s here to stay. I’m not gonna blow it up.”

Se le vicende di Craig, Eliza & Co. sono state sicuramente degne d’interesse, il vero fulcro della puntata (e forse dell’intera serie) non può che essere rappresentato dalla visita di Dio ai suoi genitori. Il primo elemento da sottolineare è rappresentato dalla differenza tra Dio e il resto della sua famiglia. Anche in questo caso, viene ribadita la fallibilità e l’imperfezione della specie umana, fedele rappresentazione dei difetti del suo creatore. Si badi bene, però, che la fallibilità non viene intesa come un difetto, ma come un pregio, come dimostrato dal discorso sopra riportato fatto da Dio a genitori e fratelli: gli umani commettono errori, ma proprio per questo vanno apprezzati, proprio per questo sono unici.
Il secondo elemento, invece, riguarda la comicità: grazie ad uno Steve Buscemi semplicemente perfetto (su questo c’erano pochi dubbi, a differenza di Radcliffe), a delle guest star di tutto rispetto (come Chris Parnell, storico membro del Saturday Night Live, e Titus Burgess, volto noto per il suo lavoro a Broadway e in Unbreakable Kimmy Schmidt) e ad un sapiente uso, ai fini comici, degli aspetti più bizzarri del nostro pianeta, il risultato è decisamente soddisfacente. Ora che tutti i personaggi si sono riuniti al reparto Answered Prayers, le speranze per un season finale degno di nota ci sono tutte. L’unico desiderio è che la questione non venga risolta con un Deus-Ex-Machina scontato. La serie è stata molto brava ad evitarli fino ad ora, sarebbe un peccato rovinare tutto alla fine.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Comicità
  • Giraffe
  • Steve Buscemi
  • Daniel Radcliffe
  • Discorso finale di Dio
  • La famiglia di Dio 
  • Hype per il finale
  • Nulla di particolare

 

Ad un passo dal season finale, Miracle Workers cresce ancora dal punto di vista qualitativo. A questo punto, una conclusione degna di nota sarebbe la ciliegina sulla torta per una prima stagione iniziata in sordina e assestatasi su livelli più che discreti.

 

3 Days 1×05 0.94 milioni – 0.3 rating
 1 Day 1×06 0.93 milioni – 0.3 rating

 

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