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Northern Rescue 1×01 – Que SeràTEMPO DI LETTURA 5 min

in Northern Rescue/Recensioni by

“Life is just nuts. One minute it’s ‘I’ll see you tomorrow’ then the next she was gone. We didn’t even have a chance to say goodbye. It happened so fast”.

Fin dai tempi di Un medico in famiglia (neanche troppi anni fa in realtà), il genere family drama è sempre stato una sorta di manna per la televisione generalista. Questo perché la famiglia, più di qualsiasi altro gruppo sociale, è l’ambiente ideale per ogni genere di conflitto interiore ed esteriore, e dunque sempre sfruttata in ambito seriale -televisivo. Questo soprattutto in ambito generalista dove lo spettatore cerca, più di ogni altra cosa, storie in cui riconoscersi e dove poter empatizzare con i piccoli drammi quotidiani dei protagonisti.
Anche Netflix prova quindi ad immergersi in tale genere narrativo e il risultato è un family-drama canadese che ha come protagonisti i membri della famiglia West. Onestamente, non si sa bene come considerare questa scelta: se elogiare Netflix per il fatto che cerchi di variare sempre di più il proprio catalogo inserendo prodotti che, prima di oggi, sarebbero stati impensabili per la piattaforma, oppure constatare come, di fatto, la stessa Netflix si stia sempre più comportando proprio come le suddette reti generaliste (e ormai di fatto, dato il bacino d’utenza, è lecito considerarla tale) contribuendo all’abbassamento generale del livello qualitativo delle proprie serie originali, fenomeno già evidenziato in varie occasioni. In entrambi i casi, è chiaro come Northern Rescue sia un esperimento già fallito in partenza.
Fin dall’inizio ci viene presentata la famiglia West: il padre John (William Baldwin), vigile del fuoco in odore di promozione come capo-squadra, la madre Sarah, e i figli Maddie, Scout e Taylor. Ma sarebbe più corretto dire che viene presentata la famiglia West dal solo punto di vista della sorella maggiore Maddie, unica voce narrante e punto di riferimento per lo spettatore in tutti i 44 minuti di pilot. Una presenza alquanto fastidiosa in realtà, in quanto l’egocentrismo della suddetta Maddie fa sì che i personaggi vengano visti sotto un unico punto di vista e risultino perciò abbastanza piatti e monodimensionali. In pratica, l’episodio sviscera soprattutto il rapporto di Maddie prima con la madre e poi con il padre, relegando gli altri due fratelli al ruolo di mere comparse.
Tutto poi si complica con il primo plot twist dell’episodio: la morte, a causa di un misterioso cancro, della madre Sarah. Il fatto che le cause di tale malattia siano inspiegabili dall’inizio alla fine è rivelatorio della pigrizia degli sceneggiatori che cercavano solo una scusa per liberarsi fin da subito di tale personaggio, la cui morte è essenziale per far sì che la famiglia cada nella depressione più totale, al punto di decider di cambiare definitivamente vita trasferendosi a casa della zia Charlie (Kathleen Robertson), sorella di Sarah residente a Turtle Island Bay, un posto descritto come “sperduto tra le montagne canadesi” (poiché è noto come, in America, o ci sono grandi città o solo posti sperduti, non esiste una via di mezzo).
In realtà, questo dovrebbe essere solo il riassunto del preambolo di tutte le vicende legate alla famiglia West. Ma proprio a causa di questa innata pigrizia degli sceneggiatori, diventa il riassunto di TUTTO il pilot. Da qui in poi (e per i successivi episodi) le vicende della famiglia West s’intrecceranno a questa scelta di voler andare a vivere con la zia Charlie (già destinata a diventare futura “madre adottiva” e forse futura compagna del vedovo West esattamente come da tradizione RAI).
Il tutto, ovviamente, poteva tranquillamente essere riassunto in venti minuti buoni d’episodio per poi cominciare la narrazione vera e propria che avrebbe destato (forse) più curiosità nello spettatore. O, ancora meglio, sarebbe potuta benissimo essere omessa e cominciare la storia in medias res proprio da questo punto, lasciando intuire il lutto e la psicologia dei personaggi a partire da questo. Invece no, al povero spettatore tocca sorbirsi la lunga introduzione ultra-didascalica in cui le parole irritanti di Maddie (worst-personaggio in assoluto con i suoi tiramenti da adolescente mocciana) e lo strazio della morte di Sarah la fanno da padroni. Strazio derivato perlopiù dal fatto che il personaggio muore da character pressoché inutile e piatto come pochi altri, senza alcuna possibilità di un approfondimento psicologico ulteriore.
Non se la cavano certamente meglio tutti gli altri personaggi, i quali nel complesso rappresentano una sorta di “famiglia da Mulino Bianco” le cui espressioni monocordi e totalmente prive di emozioni reali fanno perdere qualsiasi interesse per la storia in questione. Oltretutto, la sequenza narrativa degli eventi è talmente prevedibile che fin da subito s’intuisce dove la storia voglia andare a parare e cosa succederà da lì a poco.
Ci sarebbero poi ulteriori elementi negativi per descrivere questo pilot (e al contempo tutta la serie), ma come direbbe un alto dirigente dell’Unesco “una parola è troppa e due sono poche”, per cui è meglio semplicemente decidere di guardare questo episodio come si guarda un esperimento mal riuscito per poi catalogarlo alla voce “cose da evitare”.
Sperando, nel frattempo, di non venire contagiati dalla sfiga di cui è portatrice la famiglia West (ribadita dal cliffhanger finale) per cui perfino le suore arrivano a toccarsi quando li vedono passare per strada.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • A voler trovare qualcosa di positivo: la sigla e la soundtrack molto belle
  • Tematiche già trite e ritrite fin dai tempi di Un medico in famiglia
  • Maddie che prende tutti i punti di vista
  • Maddie e i suoi dialoghi insulsi da adolescente di merda
  • Rapporto Maddie-genitori-fratelli
  • Si capisce che Maddie è un elemento alquanto negativo per questa serie?
  • Intero cast che non riesce ad emozionare come dovrebbe
  • Un episodio che funge solo da mero preambolo per la “vera” storia
  • Cliffhanger finale ribadisce il concetto che è meglio non avere niente a che fare con la famiglia West

 

Un pilot di una serie che poteva tranquillamente essere riassunto in soli 20 minuti, o ancora meglio non esserci del tutto e far iniziare la storia vera e propria in medias res. Le vicende della famiglia West partono già male e pare che, purtroppo, questo sia solo l’inizio.

 

Que Serà 1×01 ND milioni – ND rating

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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