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Happy! 2×04 – Blitzkrieg!!!TEMPO DI LETTURA 4 min

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“Ouch-witz!”

Dopo l’apparente buco nell’acqua, l’indagine ufficiosa condotta da Nick, Merry e Happy sembra aver trovato finalmente una pista da seguire che li conduce nuovamente nel mondo dei programmi televisivi dedicati ai bambini e si intreccia col nebuloso passato di Sonny Shine. Con l’andare sempre più a fondo nell’oscurità delle origini della star dell’intrattenimento infantile, anche le atmosfere e i toni di Happy! si fanno sempre più cupi, a tratti perturbanti. I colori vivaci e sgargianti della TV anni ’90 perdono la loro brillantezza nel momento in cui si affaccia ciò che avviene nel retroscena e si profila un’ombra così vasta da arrivare fino al presente e sopraffarlo.
Questo sbiadirsi di lucentezza nel passaggio da un periodo più frivolo e spensierato ad uno più tetro e maggiormente ancorato alla realtà è solo una delle tante declinazioni del tema del cambiamento, motore principale di questa seconda stagione. Già la prima aveva mostrato l’incontro problematico tra il Natale come periodo gioioso per i bambini e l’efferatezza di un mondo adulto più gretto e violento. In questa seconda stagione questo incontro non viene risolto, anzi continua a persistere, mostrandone gli effetti collaterali su tutti i personaggi, nessuno escluso. E non a caso è stato scelto di ambientarla durante un’altra festività di solito dedicata ai più giovani come la Pasqua.
L’esperienza del Babbo Natale malvagio, al di là del salvataggio in extremis ad opera di Nick Sax, non poteva non lasciare degli strascichi, soprattutto in quei personaggi meno addentro al torbido giro della criminalità. Hailey, con la perdita del suo amico immaginario, non è più la bambina spensierata di un tempo. È stata costretta, in modi traumatici persino per un adulto, a crescere prima di molti altri suoi coetanei: il suo nuovo mondo ora è fatto di ragazzine che la maltrattano continuamente a scuola; di genitori che, invece di essere onesti con lei, non si accorgono di quello che le sta capitando e continuano a volerla proteggere attraverso mille bugie da una realtà di cui la ragazza è parte integrante, sebbene non di sua spontanea volontà. Non vedendo possibilità di uscita, non sorprende che accetti di essere aiutata proprio da colui che l’ha fatta ostaggio ma allo stesso tempo sembra l’unico veramente sincero.
Neanche Amanda, uno dei personaggi più responsabili della serie, è uscita indenne dal trauma natalizio: le inquietanti scene a cui ha assistito nella Shine Tower si sono sedimentate dentro la sua mente, che mostra segni di cedimento e la porta ad azioni tra l’eccentrico e l’estremo. Anche lei cerca di ritrovare stabilità attraverso il contatto con un’altra persona che, almeno all’apparenza, sembra essere più stabile e rassicurante.
Persino Happy, il simbolo della creatività e della fantasia dell’infanzia, sta vivendo sulla sua pelle equina i primi segnali di un fenomeno, impensabile per un amico immaginario, come la crescita. Il cambiamento è inevitabile: questo gli disse Nick nel primo episodio e in questa quarta puntata continua ad aiutarlo (a modo suo) nel difficile percorso della crescita. Sebbene Nick non sia proprio la persona più adatta allo scopo, è vero del resto che anche lui, prima degli altri, ha visto la sua vita trasformarsi completamente e in poco tempo nel periodo in cui lavorava all’interno della polizia di New York.
Nella lista va incluso anche Blue Scaramucci che da un lato sembra aver ripudiato il mondo della malavita al punto da voler abbandonare tutto e trasferirsi dopo il periodo in prigione; dall’altro, la semi-divinità malefica Orcus, all’interno del suo corpo, non è assolutamente intenzionata ad assecondare questo suo desiderio. Anzi, fa sempre più breccia nell’animo devastato dell’italo-americano, pronta a fare di tutto pur di ritornare all’antica potenza. Qui va fatta una menzione speciale alla doppia performance attoriale di Ritchie Coster, davvero ben riuscita e convincente.
Questa discesa negli inferi della realtà contemporanea non soverchia, ma va a braccetto con il tipico stile scanzonato e post-moderno di Happy!. La serie continua, in maniera brillante, a giocare sia a livello tecnico con la mescolanza di riprese video anni ’90 e attuali, sia a livello dei generi attraverso la fusione di dramma, commedia, horror, splatter e fantastico. Le scene con Sonny Shine sono sempre in bilico tra il trash e il camp, con la consapevolezza di ciò e perciò mai ridicole, e lanciano anche frecciatine piuttosto evidenti alla sfera politica con lo slogan “Make Easter Great Again”. Inoltre, il terzo capitolo della saga di Indiana Jones si incontra con la violenza esasperata alla Tarantino nella scena della lotta contro i vecchi nazisti della clinica, mandando a quel paese il politicamente corretto. Ennesima prova di come Happy! sia una serie che sa affrontare temi profondi ma senza mai prendersi del tutto sul serio.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Tema del cambiamento
  • Mescolanza di tecniche e generi
  • Performance di Ritchie Coster
  • Stile scanzonato
  • Scena della battaglia contro i vecchi nazisti
  • Molte trame da gestire

 

Mentre la trama principale comincia a seguire un sentiero preciso, le sottotrame si fanno sempre più complesse. Riuscirà la serie a districarsi tra questi fili che ricordano tanto quelli dell’indagine di Merry oppure rischierà di imbrogliarsi sempre di più?

 

Some Girls Need A Lot Of Repenting 2×03 ND milioni – ND rating
Blitzkrieg!!! 2×04 ND milioni – ND rating

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Di origini burine campagnole, mi sono trasferito a Pisa per darmi un tono studiando Lettere (qualcuno dice pure Lingue, ma secondo me è una menzogna). Non una delle mie più grandi genialate, certo, ma se c'è qualcosa che ho imparato dalle ore e ore di studio, quello è guardare serie TV fino a notte tarda. P.S.: trovo le volpi davvero adorabili!

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