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Billions 4×07 – Infinite GameTEMPO DI LETTURA 4 min

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Man need targets. Keep thinks neat. Sometimes men become targets. No one likes to get pissed on.

Ci avviciniamo alla conclusione di questa quarta stagione di Billions e, con le dovute riserve, possiamo già trarre alcune conclusioni in merito a quest’ultimo arco narrativo. Lo show targato Showtime ha da sempre cercato di portare il mondo della finanza, per antonomasia uno dei più complessi da gestire in termini di comprensione da parte dello spettatore medio, ad un livello tale da poter essere fruito piacevolmente da chiunque, addetti ai lavori e non. Purtroppo, complice l’intricato ordito narrativo che da oramai quattro anni genera alleanze alla stessa velocità con la quale le stesse vengono tradite, il risultato finale risulta essere in parte intaccato, lasciando al suddetto spettatore medio la possibilità di godere dei vari teatrini sullo sfondo (emblematico in questo caso il siparietto tra Hard Bob, Lisa Ann e colleghe), perdendo però gran parte degli sviluppi legati alla trama principale, straordinariamente viva nonostante la relativa longevità dello show, ma al contempo zavorrata da quella che, in termini spicci, possiamo definire una continua gara a chi ce l’ha più lungo. Gara che tra l’altro sembra non arrivare mai ad una conclusione.
Risulta infatti molto difficile intuire dove la narrazione andrà a parare al termine di questa quarta stagione, e se da una parte tutto ciò produce l’effetto di generare nello spettatore l’hype necessario a proseguire con la visione, dall’altro procura non poca frustrazione in coloro che, legittimamente, vorrebbero finalmente porre la parola fine a questo viaggio di quattro anni. In un panorama televisivo oramai saturo di titoli sarebbe ingiusto non premiare Billions, serie che ogni anno necessita di un po’ di pazienza prima di generare un genuino interesse in colui che guarda, ma che in fin dei conti riesce ad offrire un intrattenimento che, forse un po’ impropriamente, potremmo definire “onesto”: un format abbastanza originale, ambientato in uno scenario complesso, ma che in fin dei conti non si prende troppo seriamente e che spesso e volentieri non disdegna un bel tuffo nel trash più becero. In altre parole il classico telefilm che consigliereste ad un amico ma con la doverosa precisazione: “Non è un capolavoro, ma si lascia guardare”.
A voler essere pignoli, un paio di elementi oramai divenuti iconici in Billions, cominciano a risultare ridondanti, se non fastidiosi, come ad esempio l’incredibile feticismo autoriale nei confronti del cibo, sempre presente (soprattutto nelle sequenze che vedono protagonista Chuck) e probabilmente messo lì per conferire ulteriore realismo al prodotto. Il problema nasce quando teglie di pizza compaiono completamente a caso in mezzo alla scrivania di qualcuno, oppure quando Paul Giamatti si trova a dover recitare monologhi con in bocca mezzo hamburger o chissà quale altro cibo etnico provocando negli spettatori più irritabili ripetuti esaurimenti nervosi dovuti al fastidioso suono provocato dalla masticazione degli attori. Un altro esempio è costituito dal continuo insorgere di problemi familiari piuttosto prevedibili ma che, probabilmente a causa della dubbia moralità che aleggia attorno a pressoché tutti i personaggi della serie (a parte Bruno che pare essere l’unico essere umano decente presente all’interno dell’universo narrativo di Billions), nessuno riesce mai a prevedere, causando quindi i problemi maggiori ai protagonisti, il 90% delle volte rovinati a causa delle proprie relazioni personali piuttosto che da reali problemi finanziari.
Emblematico in questo senso lo sviluppo narrativo di questo settimo episodio, quasi interamente basato su quest’ultimo aspetto – vedi il rapporto tra Mason e suo padre o il breakdown di Wendy in seguito allo scontro con Mafee – e parzialmente etichettabile come filler se non fosse, appunto, per gli sviluppi di trama legati al rapporto umano che intercorre tra i protagonisti del telefilm, in eterna lotta con la natura “squalesca” di Axe, Mason, Chuck e affini, per definizione inconciliabile con sentimenti quali rispetto, generosità o rimorso. Escludendo dunque questo aspetto, predominante in questa occasione, ciò che resta è il solito gioco di alleanze e scambi di favori tra potenti, talvolta un po’ ripetitivo ma che, in buona sostanza, rappresenta il fulcro narrativo dell’intera serie. Ad emergere, ora come ora, è la questione relativa alle intercettazioni ai danni di Chuck, le quali porteranno senza dubbio a sviluppi molto interessanti e che, addirittura, potrebbero porre la parola fine alla sua carriera. Ennesima svolta che rimischierebbe le carte in tavola, rendendo ancor più indecifrabile le intenzioni autoriali in merito agli sviluppi della serie. Per il momento non possiamo far altro che restare in attesa, confusi ma ugualmente interessati a scoprire dove ci porterà questa quarta annata.

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Trama che riesce a intrattenere dopo quattro anni di messa in onda
  • Siparietti comici rendono la visione più leggera
  • Le intercettazioni ai danni di Chuck porteranno sicuramente a sviluppi molto interessanti
  • Wendy e Mason giungono insieme al punto di rottura
  • Alcuni elementi caratteristici risultano ridondanti
  • Alcune dinamiche, come i giochi di alleanze e gli scambi di favori, cominciano ad essere ripetitive
  • Teglie di pizza a caso sulle scrivanie di procuratori distrettuali

 

Non il migliore episodio della stagione, questo è certo, ma nemmeno il peggiore. Anche questa settimana restiamo in zona sufficienza e salviamo la puntata. La speranza è che la serie non rovini tutto sul finale come, purtroppo, è già capitato in passato. Noi restiamo ottimisti, e voi?

 

Maximum Recreational Depth 4×06 0.68 milioni – 0.2 rating
Infinite Game 4×07 0.74 milioni – 0.2 rating

 

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