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Blood & Treasure 1×01 – 1×02 – The Curse Of Cleopatra: Part I – The Curse Of Cleopatra: Part IITEMPO DI LETTURA 6 min

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Ciao ragazzi e benvenuti ad un’altra puntata di Art Tv Series Attack, il programma che vi farà scoprire che non bisogna essere grandi autori o sceneggiatori dalla scrittura sopraffina per dar vita all’ennesimo prodotto drama thriller action della CBS! Prendete Indiana Jones, la trilogia di Robert Langdon tratta dai romanzi di Dan Brown, National Treasure e la saga The Mummy di Stephen Sommers, uniteli insieme con abbondante colla vinilica ed ecco a voi Blood & Treasure!
Chiusa questa iniziale parentesi goliardica e passando a toni più seri, non si può negare la sensazione di costante déjà-vu che accompagna tutti gli ottanta minuti di questa doppia premiére, in cui si pesca a piene mani dai succitati titoli cinematografici (ma anche da molti altri cliché narrativi) intrecciando scoperte archeologiche, misteri sepolti, complotti internazionali e indagini da un capo all’altro del globo. Il collaudato duo di sceneggiatori Federman-Scaia, già visto all’opera in passato su produzioni come Jericho e Limitless, non esita a scomodare gli immancabili nazisti, per la gioia dei fan di Raiders of the Lost Ark, e persino le alte sfere della Santa Sede, con una capatina della coppia protagonista in Vaticano che si preannuncia ben più di una semplice strizzatina d’occhio ad Angels & Demons; ma c’è spazio anche per mafiosi italiani, trafficanti di reperti archeologici al mercato nero e persino terroristi islamici, la cui presenza conferisce al prodotto una certa scottante attualità. Piccola curiosità: il capo dei criminali in questione, Karim Farouk, è interpretato da Oded Fehr, il fu Ardeth Bay in The Mummy del 1999. Il passo da sacro guardiano delle rovine dove è sepolto un immondo demone a fondamentalista islamico dev’essere proprio breve.
La premessa della trama è presto detta, tanto è semplice se non addirittura banale. La dottoressa Ana Castillo è rapita dal suddetto terrorista Farouk in seguito al ritrovamento della tomba di Antonio e Cleopatra, che per motivi ancora non specificati si trova in una delle piramidi di Giza. E come tutti sanno, le piramidi sono state costruite dagli alieni dai faraoni della IV dinastia almeno due millenni prima dei Tolomei, quindi le salme del generale romano e dell’ultima regina tolemaica non dovrebbero essere lì. Per lo meno gli autori dello show ne sono consapevoli e infatti nei dialoghi viene rilevata più volte questa discrepanza, segno che Federman e Scaia non hanno mescolato periodi diversi della storia egizia per ignoranza ma per motivi che saranno sicuramente spiegati più avanti. E ovviamente anche per piazzare una scena pseudo-spettacolare in cui i terroristi fanno saltare in aria una delle piramidi di Giza: consapevole riferimento alle devastazioni inflitte dai fondamentalisti al patrimonio culturale mediorientale pre-islamico, o semplicemente il recensore attribuisce a questa sceneggiatura più profondità di quanta realmente ne abbia? Comunque sia, il rapimento dell’archeologa costringe il suo allievo Danny McNamara, ex-agente dell’FBI esperto in antichità, a tornare in campo e a ricercare l’aiuto della vecchia partner Lexi Vaziri, una ladra tanto abile quanto seducente.
E qui Blood & Treasure mostra spudoratamente la sua natura di classico prodotto incentrato su una odd couple di opposti che si attraggono, un must della serialità che periodicamente canali come CBS ci infliggono convinti che bastino un belloccio e una belloccia con caratteri diversi e una palpabile tensione sessuale in mezzo per fare ascolti. Ma non sarebbe affatto un dramma, se non fosse che Danny e Lexi funzionano male sulla scena.
La scrittura superficiale e blanda ha le sue colpe: anche tenendo in conto che siamo appena ai primi due episodi e che c’è tutto il tempo per delineare meglio il carattere dei personaggi, la sexy ladra è né più né meno che l’ennesima femme fatale cinica e spregiudicata, con la passione di sparare risibili pillole di pseudo-femminismo del calibro di “I’ve never needed a man to protect me”; il suo degno compagno, d’altro canto, è il classico buono troppo immacolato e idealista, un alfiere di moralità e di legalità che scade spesso nel ruolo del grillo parlante della situazione. Ma sulla banalità con cui sono scritti i due protagonisti si potrebbe anche sorvolare se ci fosse una qualche apprezzabile chimica tra i due interpreti, Matt Barr e Sofia Pernas; e purtroppo manca anche quella, affossata per ora da una recitazione bolsa prima ancora che da una scrittura dei dialoghi a tratti indecente. Del resto, i due sembrano i classici attori scelti più per meriti fisici che recitativi, una scelta legittima da parte di chi fa i casting, ma che raramente ripaga in termini di qualità.
Fortunatamente, la première cerca di mantenere costantemente un ritmo rapido e sostenuto, consapevole che in storie di questo tipo una narrazione incalzante vale tanto quanto una buona scrittura, sicché in un’ora e venti minuti si saltella con allarmante disinvoltura dal passato al presente, dall’Egitto agli Stati Uniti, da Ginevra a Roma, da Genova ad un casino sulle sponde del Mar Nero. Questi continui spostamenti riescono a rendere la narrazione dinamica e variegata quanto basta per non far sprofondare lo spettatore nella noia più totale, mentre la presenza di una misteriosa setta protettrice della tomba di Cleopatra genera quella minima curiosità fondamentale per invogliare ad andare avanti nella visione, e le varie scene d’azione concitate e adrenaliniche sono più che soddisfacenti se si cerca un mero intrattenimento senza complicazioni. E soprattutto senza farsi troppe domande: se ci si inizia a chiedere, per esempio, come sia possibile che un antico sarcofago a chiusura tutt’altro che ermetica possa proteggere chi vi si chiude dentro da una nube di spore tossiche oppure come faccia un cellulare a prendere il segnale sotto metri e metri di roccia, si spezza l’incanto della suspension of disbelief e non si torna più indietro.
Il vero problema di Blood & Treasure forse sta proprio in questa sua mancanza totale di ambizioni, in questa sua spudorata natura di serie creata soltanto per garantire i soliti tre quarti d’ora di divertissement a cervello spento. Il nuovo parto di Federman e Scaia è il classico prodotto estivo che deve fungere da tappabuchi per un palinsesto che solitamente concentra il meglio nei mesi autunnali, invernali e primaverili e lascia le briciole alla stagione calda. Per molti versi sa di vecchio fin da subito e solo un canale come CBS potrebbe ancora pensare di produrre e trasmettere una roba simile, arrivata con quasi vent’anni di ritardo rispetto a un Relic Hunter. E probabilmente farà la fine dei tanti show mandati al macello tra giugno ed agosto, il periodo dell’anno peggiore televisivamente parlando: cancellata senza possibilità di appello. Non che ne sentiremo la mancanza, se ciò accadrà.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Buon ritmo grazie ai continui spostamenti, ai misteri che si accumulano e alle scene d’azione…
  • …ma è tutto qui, una seriuccia estiva da guardare a cervello spento e senza grosse aspettative
  • Matt e Lexi, due protagonisti interpretati male e scritti anche peggio
  • Sarcofagi ermetici? Cellulari che prendono il segnale nelle profondità delle piramidi?

 

Blood & Treasure è il classico prodotto che non mira a rivoluzionare la storia della televisione e nemmeno ad inserirsi nel Gotha della serialità. Anzi, persino per un network come CBS è ben lontano dall’eccellenza. Ciò nonostante, se preso come semplice guilty pleasure estivo potrebbe rivelarsi una visione gradevole, a patto di chiudere un occhio su una coppia di protagonisti che in ultima analisi è la fiera degli stereotipi e delle banalità.

 

The Curse of Cleopatra: Part I 1×01 5.62 milioni – 0.6 rating
The Curse of Cleopatra: Part II 1×02 5.62 milioni – 0.6 rating

 

Divoratore onnivoro di serie televisive e di anime giapponesi, predilige i period drama e le serie storiche, le commedie demenziali e le buone opere di fantascienza, ma ha anche un lato oscuro fatto di trash, guilty pleasures e immondi abomini come Zoo e Salem (la serie che gli ha fatto scoprire questo sito). Si vocifera che fuori dalla redazione di RecenSerie sia una persona seria, alle prese con un dottorato di ricerca in Letteratura italiana contemporanea.

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