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Ramy 1×01 – Between The ToesTEMPO DI LETTURA 4 min

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Ramy 1x01 - Between The ToesCos’è di preciso Ramy, ennesimo prodotto di casa Hulu?
Formalmente viene presentata come comedy, genere che tuttavia durante la visione risulta difficile percepire: qualche sorriso, qualche velatura di comicità espressamente spinta verso il volgare ma niente di più. Dell’elemento principale non ve ne è la minima essenza. Si percepisce distintamente l’intenzione di cercare la risata nello spettatore, ma percezione rimane.
Il problema non è una storia quanto meno approssimativa ed ispirata alla routine quotidiana del personaggio principale.
Master Of None ha portato lo stesso tipo di prodotto in casa Netflix, ma il risultato non è stato sicuramente lo stesso ed i momenti di sana comicità nella serie di Aziz Ansari abbondavano.
Ed il problema non è nemmeno il cast in sé. Ciò che potrebbe rappresentare il vero limite di questa serie, altrimenti equiparabile in tutto e per tutto alla serie di casa Netflix già citata, è la tematica musulmana che rende ostico il prodotto.
Spieghiamo meglio prima di poter essere etichettati come faziosi.
Partiamo con un paragone per approfondire come esattamente il tema centrale della serie (un giovane americano musulmano alle prese con il dover conciliare vita moderna e religione) riesca a depotenziare la serie stessa.
In Master Of None abbondano, in entrambe le stagioni, i luoghi comuni attorno ai quali la serie si diverte a giocare: luoghi comuni relativi agli indiani (Dev), luoghi comuni riguardanti donne omosessuali (Denise), luoghi comuni riguardanti gli italiani in generale (Francesca, ma anche tutti i vari personaggi comparsi nella seconda stagione). La serie riusciva a destreggiarsi attorno a questi elementi sovraccaricandoli e portandoli, come dovrebbe essere, all’esagerazione: Aziz Ansari non è sicuramente nuovo nell’ambiente essendo anche un ottimo stand up comedian, tuttavia in Master Of None le situazioni al limite del credibile erano all’ordine del giorno. La cosa più difficile in questo genere di comicità (battute sugli stereotipi) è riuscire a coinvolgere anche quella parte di pubblico non affine e non vicina a quel determinato campo: per esempio, determinate battute sugli italiani potrebbero rischiare di diventare blandi inside joke che solo poche persone potrebbero cogliere. Aziz Ansari e Lena Waithe sono riusciti ad evitare proprio questo tipo di problematica.
Ramy, invece, manca proprio di questo coinvolgimento. Non c’è questa condivisione della battuta verso persone esterne alla religione musulmana: una scena come quella relativa al lavaggio dei piedi per poter andare a pregare non può colpire il pubblico se manca il contesto ed il pubblico non capisce perché dovrebbe ridere. E’ la mancanza di contesto a depotenziare la comicità ed insieme ad essa la serie stessa.
L’unico momento in cui la serie riesce ad includere l’intera fetta del proprio pubblico è quanto Ramy accetta l’aiuto della madre nella ricerca di una fidanzata e questa le chiede se la preferisce coperta oppure no: una battuta probabilmente stupida e che in altro contesto non farebbe ridere, ma nell’ambiente famigliare in cui viene proferita e considerato l’atteggiamento dei due personaggi durante il dialogo (Ramy e sua madre) la risata sfugge in modo naturale.
Ma è uno dei pochi momenti in cui la serie riesce ad abbattere il “muro” (metaforico, chiaramente) culturale che impedisce a parte del pubblico di comprenderne appieno il messaggio.
Da un certo punto di vista, questa mancanza di inclusività comica rappresenta anche una grande mancanza per la serie in sé dal momento che poteva rappresentare un ottimo modo per far comprendere, in barba ai pensieri politici di un sacco di persone, che il fattore culturale non rende differenti le persone ma semplicemente le identifica.
D’altra parte è anche corretto ricordare che non è con le serie tv che si cambia il mondo o il modo di pensare della gente, tuttavia Ramy fallisce in entrambi i possibili obbiettivi: avvicinare la religione musulmana e far ridere il proprio pubblico.
Da rivedere.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scena al tavolo durante la cena
  • Tematica della serie tv e (forse?) impegno sociale della stessa
  • L’imbarazzo che si prova durante la scena della verifica del preservativo da parte di Ramy
  • La scena dei piedi
  • L’appuntamento
  • Mancata inclusività del lato comico
  • Un Master Of None (per ora) che non convince

 

Nonostante quanto detto, però, la valutazione si attesta sulla sufficienza. Perché? La recensione si riferisce al solo pilot in cui sono riscontrabili determinate mancanze che non è dato sapere se e come troveranno rimedio nei successivi nove episodi. Resta il fatto che in un panorama seriale spesso rivolto più a riesumare idee del passato che al rinnovo, Ramy rappresenta a suo modo una boccata d’aria fresca. Farsi una propria idea porta via circa venticinque minuti, quindi perché no?

 

Between The Toes 1×01 ND milioni – ND rating

 

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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