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The Red Line 1×01 – We Must All CareTEMPO DI LETTURA 4 min

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The Red Line 1x01 - We Must All Care“Never mind the milk. Just come home.” 

Prima di tornare dal lato della criminalità, riscaldando i cuori di tutti i fan di Shameless per il ritorno del personaggio di Mickey nella prossima stagione, Noel Fisher decide di fare un salto dalla parte giusta della legge (come già fatto in Castle Rock), anche se le cose non vanno proprio per il verso giusto neanche qui.
The Red Line è il nuovo drama appena arrivato in casa CBS creato da Caitlin Parrish ed Erica Weiss e che, oltre il già citato Fisher può contare nell’albo dei protagonisti l’ex dottor Carter dell’E.R. più famoso della tv, ossia l’attore Noah Wyle.
La serie parte come un semplice e regolare drama con la morte di una persona X che ovviamente andrà a cambiare per sempre la vita di tutte le persone che gli gravitavano attorno. Tuttavia, la nota diversa che questo show assume inizia ad essere concepito sin da subito; innanzitutto, non si può non prendere in considerazione il modo con il quale il personaggio di Harrison Brennan ci rimette la vita nei primissimi minuti: con a fare da sfondo la maledizione dell’acquisto del latte, fatale sin dai tempi della morte di Mitch Leery, la storia deraglia velocemente in un tema sociale fortemente ancora d’attualità nell’America di oggi. Così, quando un cliente, medico, marito e padre di famiglia, viene colpito da uno sparo per sbaglio alle spalle da un poliziotto perché scambiato per un rapinatore all’interno di un supermarket, il tutto accentuato dal colore “scuro” della pelle della vittima in questione, l’intera situazione non può non convergere in un tema dall’imponente impatto sociale.
Eppure, data l’attualità del tema in questione, è indubbio che la quantità di materiale che tratti tali eventi sia già notevole nel panorama televisivo, tuttavia, l’introduzione di svariati altri elementi all’interno della trama, che fanno rientrare maggiormente la serie in ambito di drama per la tv, aiutano l’intera storia a svolgersi in maniera più ambivalente.
Sono tre, infatti, le linee narrative che The Red Line propone allo spettatore, tre storyline che seguono diversi protagonisti tutti accomunati, in un modo o nell’altro, all’evento principale che ha visto l’assassinio del dottor Brennan. Con più strade da seguire, l’episodio, e di conseguenza si suppone anche l’intera serie nelle puntate a venire, assume contorni più dinamici, spezzando la narrazione e focalizzandosi sui vari personaggi coinvolti. Naturalmente, anche in questo caso ci sono situazioni che appaiono sin da subito più interessanti e pronte a catturare maggiormente l’interesse dello spettatore e altre che, invece, si presentano in maniera un po’ più pedante e meno accattivante, almeno ad una prima occhiata. La storyline che vede coinvolta la figlia di Harrison, Jira, che si ritrova legata a doppio filo con il secondo gruppo di protagonisti, quello della famiglia Young, si presenta sin da subito come un ritratto scontato del più comune drama seriale; una storia che appare linearmente già scritta, con segreti e dolori pronti ad immergere velocemente i personaggi.
Di tutt’altra pasta sembrano invece fatti gli altri due protagonisti, coloro che sembrano i più centrali nella narrazione e i cui attori sono già stati presentati all’inizio della recensione. Il personaggio di Daniel Calder (interpretato da Wyle), vedovo di Harrison e padre di Jira, appare subito come un personaggio che sarà interessante da seguire nello sviluppo del suo lutto; un uomo maturo che, a differenza di mostrare un dolore più infantile come quello portato in scena comprensibilmente dalla figlia, è capace di rappresentarne un tipo diverso, più ad effetto e pronto a colpire maggiormente nel segno. Ma ancora più interessante risulta, invece, la figura del poliziotto Paul Evans (a cui è Fisher a dare il volto). Con tutte le conseguenze che un simile atto d’impulso ha creato nella vita non solo dei cari della vittima, ma anche dei suoi, il personaggio appare sin da subito carico di molte più sfaccettature, tutte pronte a prestarsi al meglio per far sviluppare in maniera stimolante l’intera storia.
The Red Line, dunque, si presenta come un semplice e comune drama che, tuttavia, potrebbe annoiare o colpire a seconda dei personaggi che si sta seguendo. Sperando che nei prossimi episodi si dia il via anche alla parte legale della trama che potrebbe dare ancora più verve alla narrazione spezzando quella linea di solo drama che invece alla lunga potrebbe anche stancare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il dolore ben presentato del personaggio di Daniel Calder
  • Il percorso complesso, emotivo e non, che aspetta il poliziotto Paul Evans
  • La trama inerente l’omicidio e le sue conseguenze appare la più interessante da seguire
  • Alla fin fine, un drama semplice come ce ne sono altri 
  • La sottotrama di Jira unita a quella della famiglia Young

 

Un drama comune che tuttavia lungo la strada potrebbe anche nascondere delle sorprese.

 

We Must All Care 1×01 4.80 milioni – 0.4 rating

 

Sulla soglia della trentina, laureata in Comunicazione, tra le sue passioni spiccano telefilm e libri. Ha un carattere allegro e socievole, ma nei momenti opportuni sa trasformarsi; questa sua versione di dottor Jekyll e mister Hyde tuttavia, non le impedisce di avere un'estrema sensibilità che la porta quasi sempre a tifare per lo sfigato di turno tra i personaggi cui si appassiona: per dirla alla Tyrion Lannister, ha un debole per “cripples, bastards and broken things”.

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