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Dark 2×05 – Vom Suchen und Finden – Lost and FoundTEMPO DI LETTURA 5 min

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Dark-2x05“Dio…è il tempo. E il tempo non ha nessuna pietà. Nasciamo e la nostra vita inesorabilmente scorre via come la sabbia di questa clessidra. La morte è sempre inevitabile. Il nostro destino non è altro che una concatenazione di cause ed effetti. Nella luce…e nell’oscurità.”

L’apocalisse si avvicina, i vari periodi temporali iniziano a disporsi in ordine ed i segreti si sciolgono come neve al sole. La città di Winden, analizzata nei più disparati periodi storici immaginabili, continua ad essere centro indiscusso di una narrazione che a tratti appare senza ombra di dubbio incentrata al racconto teen; ma le connotazioni fantascientifiche della storia hanno reso (e stanno mantenendo) un prodotto da non sottovalutare, in quanto di alto livello.
Questo quinto episodio, nonostante porti in scena un minutaggio ben più alto rispetto alle precedenti puntate per quanto concerne il lato giovanile della serie, rappresenta il trampolino di lancio per poter approdare al finale di stagione.
I tre episodi che mancano alla conclusione di questo secondo ciclo narrativo saranno forse ancora più complessi ed intricati, ma avranno anche il fondamentale compito di rompere definitivamente quel loop iniziato in “Geheimnisse”. I segreti, alcuni silenziosamente mantenuti per quasi cento anni, sono ciò che sta avvelenando la vita di ogni singolo cittadino della piccolo paesino tedesco. Molto più di qualsiasi radiazione derivante dalla centrale nucleare.
La puntata si districa alla perfezione tra elementi di vera e propria spiegazione, incertezze narrative e piccole parentesi in grado di far sorgere nuove domande nello spettatore.
Dopo la rivelazione della vera identità di Adam ed il fatto appurato che Noah riesce ad avere due personaggi in scena (in versione adulta ed in versione giovane), Jonas viene adeguatamente istruito relativamente a cosa occorra fare per poter liberare l’intera città di Winden dal loop che si è andato a creare. L’obbiettivo è quello di impedire a Michael di suicidarsi così da evitare che Mikkel raggiunga la linea temporale del 1987, evitando che tutte le successive interconnessioni spazio-temporali abbiano luogo. Riuscire a far rimanere nella stessa linea temporale sia Mikkel, sia Michael significherebbe andare incontro ad un chiaro paradosso di coesistenza ed il risultato potrebbe essere devastante. Ed è un qualcosa che Adam chiarisce fin da subito a Jonas: questa rottura del loop necessita di un sacrificio, del suo.

“Io non potrei essere me stesso senza prima essere stato te. Tu hai trovato il passaggio, nel bunker. Poi la sedia, l’apparecchio…la materia nel futuro. Ma non è ancora la fine della catena.”

Il fatto che il suicidio di Mikkel ritorni al centro della narrazione lascia adito ad alcune voci, tra le mille possibili teorie che sono state portate avanti negli ultimi due anni riguardo a Dark, che alludevano ad un possibile finto suicidio del padre di Jonas. Mikkel, un così bravo prestigiatore da bambino, avrebbe inscenato e fatto credere ad una intera cittadina la sua morte. Potrebbe essere quindi questa una strada percorribile? I dubbi sono tanti, ma a questo punto tutto è possibile.
In relazione alle incertezze narrative prima evidenziate e ricollegandosi al paradosso della coesistenza c’è da evidenziare come nel 2020 riescano a coesistere sia la macchina del tempo di Jonas-Lo-Straniero, sia quella di Noah lasciata in mano a Bartosz (un personaggio ambiguo, indecifrabile e che ancora risulta insicuro poter inquadrare in una determinata fazione).
I nuovi quesiti che Dark cerca di sollevare sono tutti riguardanti Charlotte, il suo passato e la sua interconnessione con Noah, un qualcosa questo già evidenziato nella prima stagione (quando la figlia minore dei Doppler viene rapita), ma che non ha poi trovato il giusto seguito.
La puntata concede spazio anche ad alcune tanto attese reunion (Ulrich e Mikkel nel 1987), ad alcuni diverbi in famiglia (Katarina vs Martha, Jonas-Lo-Straniero vs Hannah): l’elemento family drama è sempre apparso un qualcosa di fondamentale all’interno della storia di Dark vista e considerata la forte interconnessione tra le varie famiglie di Winden ed è da lodare come la serie riesca a non regredire allo stato soapoperistico nonostante la volontà di analizzare le varie problematiche tra i personaggi ed il lato “drama” della storia.
Doverosa menzione deve essere fatta del dialogo tra Jonas ed Adam, riproposto in più punti dell’episodio e sempre riguardante come poter definitivamente rompere questo loop. Ed una domanda, nonostante l’evasiva risposta di Adam, continua a rimanere in campo: “Perché non hai cambiato qualcosa?
Perché sì, Adam ammette di aver già vissuto quel momento, di aver posto e risposto alle stesse domande nella stessa maniera in cui lui e Jonas stanno facendo. Quindi, cosa è andato storto quando Adam ha fatto ritorno nella sua casa d’infanzia per impedire a Michael di suicidarsi?
Sarà questa la vera domanda che dovrà trovare risposta on screen nei prossimi episodi.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il dialogo tra Adam e Jonas
  • Il tanto atteso incontro tra Ulrich e Mikkel
  • Il personaggio di Charlotte ed il suo stretto legame con Noah: possibile si tratti di una bambina sottratta ad una linea temporale diversa
  • Il piano per poter definitivamente distruggere il loop
  • Il ritorno del focus narrativo sul suicidio/scomparsa di Mikkel/Michael
  • Il finale di puntata e la partenza di Jonas
  • Supposizioni e domande che sorgono spontanee
  • I personaggi di Bartosz, Aleksander ed il poliziotto incaricato di investigare (al fianco di Charlotte) sulle varie scomparse avvenute in città: tutti personaggi ad ora completamente privi di una vera posizione sulla scacchiera narrativa
  • Ma esattamente da quando per esplorare una caverna in mezzo ad un bosco gli shorts risultano essere un capo di abbigliamento adatto?
  • Paradosso della co-esistenza

 

Dettagli a parte, Dark continua a sembrare una serie solida e consapevole di dove abbia intenzione di arrivare con la sua storia. E lo spettatore può solo fidarsi.

 

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Conosciuto ai più come Aldo Raine detto L'Apache è vincitore del premio Oscar Luigi Scalfaro e più volte candidato al Golden Goal. Avrebbe potuto cambiare il Mondo. Avrebbe potuto risollevare le sorti dell'umana stirpe. Avrebbe potuto risanare il debito pubblico. Ha preferito unirsi al team di RecenSerie per dar libero sfogo alle sue frustrazioni. L'unico uomo con la licenza polemica.

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