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The Terror: Infamy 2×05 – Shatter Like A PearlTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Terror by
Se per Infamy, una seconda stagione di The Terror in salsa mediorientale, era già sorto qualche dubbio nelle precedenti recensioni, si era però parlato anche di qualcosa di promettente e pronto a uscire fuori alla prima occasione utile. “Shatter Like A Pearl” doveva quindi essere un banco di prova per uno show arrivato al giro di boa ma in realtà si son visti sia gli attesi lati positivi sia degli altri. Molto negativi.
Lo show appare infatti arrivato ad uno stallo dal punto di vista della sceneggiatura in cui, come il prigioniero giapponese incontrato da Chester e interrogato da quest’ultimo senza permesso, non ha granché da raccontare. Nessuna informazione utile al protagonista che, dopo aver scoperto dei fatti relativi al passato del prigioniero decide addirittura di liberarlo per permettergli di compiere quel suicidio rituale che non era riuscito a compiere dopo un incidente aereo. Le immagini rimangono degne di nota, così come le azioni del comandante in capo che decide di ignorare il gesto di Chester nel più classico modo possibile: facendo finta di non vedere per poi sparargli addosso durante la fuga.
Le peripezie di Chester proseguono a bordo di una Jeep, lo Yurei che lo sta perseguitando, che sappiamo ormai per certo lo ha seguito fino in America, si manifesta proprio alla fine di questa corsa nei momenti finali dell’episodio avvicinandosi all’uomo immobilizzato dall’incidente occorsogli.
Se le avventurose disgrazie del main carachter sono al centro dello show, allo stesso tempo i suoi amici e la sua famiglia non se la passano granché meglio. Il personaggio più significativo di questo arco è senza dubbio la ragazza di Chester, Luz: la sua trasformazione in “Ghost Lady” che cerca disperatamente immagini di bambini dopo aver perso il suo è affascinante, trasmette l’idea di narrazione che lo spettatore ha già conosciuto e che anche gli stessi personaggi iniziano a scoprire, insomma gli abitanti del luogo hanno azzeccato in pieno il concetto, hanno solamente mancato il bersaglio grosso.
Sul chi sia l’artefice del cambiamento di Luz, sul suo vestito bianco e sul motivo che la spinge ad andare in cerca di immagini di bambini vestita come un fantasma non è stata fatta grandissima chiarezza in realtà, così come altri elementi dell’episodio sono sembrati ben poco approfonditi e molto lontani da una costruzione sensata e logica. Uno di questi è certamente il motivo che ha spinto un comando ad assegnare, tra i tanti soldati disponibili, forse l’unico in grado di parlare giapponese ad un prigioniero giapponese con cui non sarebbe dovuto entrare in contatto comunicativo, una piccolezza che deve entrare per forza di cose all’interno della narrazione, vero, ma che sembra avere sul serio un contorno assurdo.
Il ruolo poco chiaro assunto dal prigioniero fa porre anche delle domande sulla figura dello Yurei all’interno dello show: è chiaro a questo punto che si tratta di un mistero che tende a definire ogni singolo tratto della serie, eppure arrivati al quinto episodio si conosce pochissimo dei motivi che spingono questa entità a perseguitare Chester, allo stesso modo pochissimo si conosce del suo essere e del perché. Tutti elementi non necessariamente negativi se tutto il meccanismo va incentrato esclusivamente sul terrore comunicativo delle immagini, ma in questo modo si tende certamente a perdere qualcosa nella trasposizione interna all’opera che rimane isolata e priva di ogni approfondimento che ne può conseguire.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il tentativo di mettere insieme realismo e horror
  • Alcuni spunti interessanti dal punto di vista tecnico
  • Il ruolo di Luz come White Lady
  • La parte Horror che prende sempre più vita
  • Parti poco sensate nella sceneggiatura
  • Pochissima chiarezza sulla figura dello Yurei
  • Acting poco convincente
  • Per essere arrivati al quinto episodio è stato fatto decisamente troppo poco

 

The Terror ha fallito l’esame di metà stagione pur rimanendo in qualche modo salvabile in alcuni suoi tratti. Le storie di terrore non sono fatte per essere miscelate troppo col realismo, da questo punto di vista il tentativo sembra anche apprezzabile, ma c’è da scommettere che se anche solo gli episodi occorsi in The Terror avessero avuto quel minimo di sforzo in più sulla sceneggiatura e sull’acting staremo certamente parlando di qualcosa di decisamente più valido.

 

The Weak Are Meat 2×04 ND milioni – ND rating
Shatter Like A Pearl 2×05 ND milioni – ND rating

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Arrivato ormai alla veneranda età di 18 anni, da 6 anni, e in cerca di nuovi stimoli si è unito a RecenSerie per convertire il team al culto di Tina Fey e per trasmettere all'umanità la passione per le comedy. Tra una puntata e l'altra cerca di laurearsi in lettere e di guardare per un tempo indeterminato quanto più sport possibile. Il suo sogno nel cassetto è scrivere la sceneggiatura di una sit com modello talent-show con protagonisti Joe Bastianich, Lilly Meraviglia e Damiano Er Faina

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