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American Horror Story 9×04 – 9×05 – True Killers – Red DawnTEMPO DI LETTURA 3 min

in American Horror Story/Recensioni by
Bene.
Siamo arrivati alla fine di questa nona stagione di American Horror Story e il finale rispetta appieno le aspettative che si erano create.
Come dite? Questo non è il finale di stagione ma, anzi, siamo a metà della stessa?
Caspita.

 

Sembra di essere in un finale di stagione fatto e finito.

 

La folle corsa piena di colpi di scena e di ribaltamenti di fronte fatta fino a qui non poteva durare ancora per molto. In questi episodi le rivelazioni sono state molteplici, alcune anche abbastanza prevedibili a dire il vero. AHS non smentisce la sua natura sguaiata e tentacolare e, anche in questa stagione, si percepisce un senso di accumulazione (di fatti, di cose, di personaggi) senza un’apparente soluzione di continuità. Non ci è data la possibilità di respirare, di pensare, di ragionare.
Si è andati talmente così veloci che in 5 episodi si può dire conclusa la permanenza dei (pochi) sopravvissuti nel Red Camp e dei fedelissimi spettatori. Adesso ci si sposterà a Los Angeles per seguire le vicende dei due serial killer dalla natura ancora non perfettamente chiarita, abbandonando forse (poiché intrappolati), gli altrettanto indefiniti spiriti delle vittime della cara Margaret (e non solo).
Non è facile spiegare la trama finora vista. Si badi bene: la storia non è originale, il problema sta nella modalità arzigogolata scelta. La necessità di creare tanti colpi di scena ha sfavorito la possibilità di rendere credibili, o verosimili, certi passaggi. Praticamente ogni personaggio svela un passato troppo carico di malvagità e tutti fatalmente si ritrovano nello stesso posto, pronti a venirne a capo, perpetuando una gara al massacro troppo inverosimile.
Tante back stories sono state mostrate, tra le quali quelle di Montana e di Rita/Dee Dee, e il quadro complessivo risulta più chiaro ma allo stesso tempo assai artificioso. E’ evidente che l’ambientazione (metà anni ’80) e lo stile (i film slasher) portano ad esasperare le già peculiari caratteristiche della serie (l’essere fondamentalmente esagerata), quindi nessuna sorpresa in questo e forse neanche una decisa critica negativa a questa stagione.
Ma di cosa si sta parlando?

 

Un tema non nuovo alla serie: dove nasce la malvagità?

 

In una serie horror antologica come questa, il tema della natura del male è insito e per nulla originale.
Risulta chiaro già da tempo che Murphy e Falchuk cerchino di offrire diversi punti di vista sul tema in ogni stagione, disegnando un grande affresco lungo secoli che cerca di toccare tutte le manifestazioni del male nella storia dell’umanità, mischiandole alla modalità con cui l’arte (colta e pop) le ha declinate.
Vista da questa prospettiva, il quadro teoricamente ne risulta molto affascinante, peccato che nella sua realizzazione pratica ed estetica, molto spesso ne esca altalenante. Questa stagione cerca di affrontare il tema forse più direttamente di altre. Usare due teorici serial killer (nella pratica molti di più) sembra essere uno strumento ovvio (e abusato in questo periodo) ma ancora interessante.
Nella figura di Mr Jingles si tenta di analizzare quanto sia labile il confine tra la natura malvagia che presumibilmente è in ogni essere umano e il suo comportamento pratico, volontario o “manipolato” dal contesto. Si può credere di essere un assassino semplicemente se si è forzati da qualcuno a farlo? Ovviamente la risposta non viene data in maniera netta, anche perché quest’analisi viene accumulata a quella dell’eredità della malvagità (Dee Dee e suo padre) o alla sete di violenza insaziabile (Margaret senza freni).
Troppe cose ma poco sviluppate. Il rischio è che rimangano solo accenni di un discorso più ampio, risultando quindi banali e poco interessanti nella pratica. Questa fuga verso Los Angeles sembrerebbe aprire uno scenario diverso. Il sospetto, molto fondato, è che si vedrà qualche collegamento con le stagioni precedenti, magari inserendo il discorso fatto poco fa con qualche nuovo risvolto o punto di vista.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • E adesso?
  • E adesso?

 

Si continua a resistere in questa folle giostra che è American Horror Story perché si spera sempre nei momenti buoni. Un esercizio masochistico stagionale a cui ci si è abituati. Si può resistere visto che, in definitiva, non ci si annoia.

 

Slashdance 9×03 1.34 milioni – 0.6 rating
True Killers 9×04 1.29 milioni – 0.6 rating
Red Dawnr 9×05 1.08 milioni – 0.5 rating

 

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Dopo miliardi di ore passate a vedere cartoni giapponesi e altra robaccia pop anni ’80 americana, la folgorazione arriva con la visione di Twin Peaks. Da allora nulla è stato più lo stesso. La serialità è entrata nella sua vita e, complici anche i supereroi con le loro trame infinite, ora vive assecondando le sue droghe. Per compensare prova a fare l’ingegnere ma è evidentemente un illusione, infatti sogna di produrne qualcuna, magari su qualche tv via cavo. Segue qualsiasi cosa scriva Sorkin o Kelley. Intanto non si nega qualche guilty pleasure per non essere troppo snob

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