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Supernatural 15×01 – Back And To The FutureTEMPO DI LETTURA 3 min

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Ci siamo: benvenuti all’ultima season premiere di Supernatural di sempre.
L’attesa era decisamente tanta, vuoi per il finale capolavoro con cui Andrew Dabb aveva osato finire “Moriah“, vuoi perché arrivati all’ultima stagione e con un Dio che ha finalmente rivelato le sue vere intenzioni era difficile poter continuare ancora a lungo. Ed è proprio da quest’ultimo punto che bisogna partire per capire il DNA di questi ultimi 20 episodi perchè, per la prima volta, non esiste nessun villain per i fratelli Winchester. Né Lucifer (morto e bloccato nel Void), né il Michael dell’altra realtà (morto), né Leviatani e nemmeno Dio. Al momento. Ma è abbastanza chiaro che nelle prossime 19 puntate qualcosa cambierà visto che qualsiasi cosa fosse all’Inferno al momento dello schiocco delle dita è ritornato sulla Terra.

Sam:For the first time. It’s just us.
Dean:And about three billion ghosts.
Sam:Yeah, well, what’s one more Apocalypse, right? But, seriously, if we win When we win this, God’s gone. There’s no one to screw with us. There’s no more maze. It’s just us. And we’re free.
Dean:So you and me versus every soul in Hell? I like those odds.
Sam:Yeah, me too.
Dean:Well, you know what that means.
Sam:We got work to do.

Ricominciare l’ultima stagione dall’incipit finale di “Moriah” non è sicuramente facile, anzi è dannatamente difficile principalmente per la gestione delle aspettative altissime che derivano da un’apocalisse di questo tipo. Tornando indietro nel tempo però, come già detto anche nell’ultima recensione, “Sacrifice” è un ottimo esempio da prendere in considerazione perchè riesce a normalizzare un evento che destabilizza completamente l’ordine naturale delle cose (come la caduta degli angeli dal Paradiso) e processare il tutto nell’arco di 23 episodi. Andrew Dabb e Robert Singer, furbamente, hanno preso l’idea di Carver e l’hanno rovesciata: non più la caduta dall’alto ma bensì l’ascesa dal basso. Una scelta così complementare e simile che però, mascherata da apocalisse, ha tutto un altro sapore.
Nel processo che vede la standardizzazione dell’evento, bisogna fare veramente tanto lavoro anche per ripristinare quello status quo tanto caro a Supernatural e ai suoi fan. Una delle domande che ci si era giustamente posti riguardava il futuro del character di Alexander Calvert, ucciso da Dio senza troppe remore ma diventato comunque un personaggio molto rilevante nell’economia della serie. Lo stratagemma per tenere Calvert nel cast c’è ed è anche estremamente funzionale ed in qualche modo divertente: Jack è morto ma il suo corpo può essere posseduto da un demone, Belphegor in questo caso.
Il dubbio, naturalissimo, sul credere o meno al demone tiene alta la tensione ma è anche il filo conduttore di tutto l’episodio. Senza il provvidenziale arrivo di Belphegor l’orda di zombie avrebbe continuato ad attaccare senza sosta, non si sarebbe venuti a conoscenza dell’incantesimo per bloccare i fantasmi ad Harlem e, a conti fatti, Sam, Dean e Castiel non avrebbero avuto una vita così “facile”. Quindi va riconosciuta la bravura di Dabb e Singer nell’ottimizzare l’introduzione di un nuovo character (nonchè il riciclo del precedente), la risoluzione veloce ma efficace del precedente cliffhanger e la riuscita impostazione per l’intera stagione. Chiaramente serviranno un altro paio di episodi per capire appieno l’entità di questo cataclisma anche se la frase “And then every door in Hell just sprang open all at once. […] Yeah, even the Cage.” promette di rispondere anche ad uno degli ultimi misteri della serie: che fine ha fatto Adam, il fratellastro di Sam e Dean rinchiuso nella gabbia con Michael?

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Scena finale con un “We got work to do” che vuole chiudere un cerchio, come mostrato anche dal veloce fotogramma della 1° stagione
  • Il nuovo Jack, Belphegor: ottimo modo per tenere nel cast Alexander Calvert
  • Gli occhiali da sole di Belphegor
  • Assenza di un villain: ottimo per cambiare gli stereotipi della serie
  • Assenza di un villain: è un grosso rischio che potrebbe ritorcersi contro

 

“Back And To The Future” fa il suo sporco dovere mettendo nero su bianco la situazione corrente e chiarendo l’obiettivo da qui al series finale: c’è solo un’ultima apocalisse da scongiurare per avere il meritato happy ending.

 

Moriah 14×20 1.30 milioni – 0.3 rating
Back And To The Future 15×01 1.23 milioni – 0.4 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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