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Evil 1×06 – Let X = 9TEMPO DI LETTURA 4 min

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Evil si muove su un terreno veramente instabile (in senso positivo) ed ha preso decisamente una china ascendente anche per quanto riguarda la struttura delle puntate. Sin dal “Pilot” si ha enfatizzato come il dubbio tra Scienza e Fede fosse alla base del prodotto dei coniugi King, tuttavia mancavano dettagli importanti che ne potessero garantire la sopravvivenza nel lungo periodo. Mancava una trama orizzontale ed il solo ghigno malefico di Michael Emerson, per quanto magnificamente ambiguo, non poteva coprire questa mancanza per 13 episodi. Bene: a distanza di 5 puntate si può serenamente dire che Evil sia riuscita a sopperire a questo difetto raggiungendo il suo apice proprio con questa “Let X = 9”.

Kristen:Shut up, it’s survivable. I didn’t touch the carotid arteries or the jugular vein.
Leland:Why are you doing this?
Kristen:Hold this to your neck. I don’t want a drop of your blood on my floor. You’re not coming back here. Ever. You’re not seeing my kids. You’re not seeing my mom. You’re not seeing me.
You have another 20 minutes to get to an emergency room before you get lightheaded from blood loss.
You’ll need 20 stitches. Do you understand?
Leland:I have never been so turned on by you.
Kristen:Go now, before I cut deeper.

Tra i tanti dubbi sganciati dai King sugli spettatori, il più molesto si chiama ovviamente Dr. Leland Townsend. Un Michael Emerson sempre in stato (recitativo) di grazia riesce a ricreare esattamente quello strano mix di emozioni tra simpatia, odio e paura che lo ha reso famoso globalmente nel ruolo di Benjamin Linus in Lost. Qui con l’aggiunta di una componente religiosa.
Il profilo psicologico di Leland potrebbe infatti inserirsi serenamente in quello di uno psicolabile con una particolare predilezione per Kristen e la sua famiglia ma, al tempo stesso, volendo si può vedere qualcosa di più nelle sue intenzioni. In tal senso, sia la regia che la scrittura sono cucite ad hoc intorno ad una recitazione che porta a pensare a Leland come ad un’entità malefica: il ritornello su Satana cantato con le figlie di Kristen, i disegni nei loro diari, il fuoco che ha circondato il letto (un po’ eccessivo) sono tutti elementi che vanno ad annoverarsi come caratteristiche soprannaturali non spiegabili se non dal punto di vista psicologico. Ma anche qua arriva l’ennesimo dubbio: e se fosse solo frutto della percezione dello spettatore e di Kristen?

Kristen:What language does God speak?
Grace:Cantonese. Mandarin. English. Whatever best suits the moment.

Il caso del giorno, oltre ad avere il potenziale per diventare parte integrante della trama orizzontale, non può che incanalare le opinioni verso una direzione meno terrena, sia per l’apparente abilità della donna di profetizzare eventi, sia soprattutto per la sua capacità di completare il finora sconosciuto Poveglia Codex (l’isola di Poveglia nella laguna veneziana è sempre stata considerata come un luogo mistico in cui si dice che più del 50% del suolo sia composto da cadaveri, quindi non è un caso che sia stata utilizzata per dare il nome a questo libro dell’Apocalisse). Ed è proprio grazie a questo Poveglia Codex che la trama orizzontale prende finalmente il largo, dando al pubblico qualcosa in più a cui attaccarsi.
L’assenza costante di un avvocato del Diavolo come Ben (che comunque c’è e dice qualcosa ma meno del solito) che possa confutare le tesi e quindi dare un’altra prospettiva allo spettatore è voluta ed estremamente importante per dare la chiave di lettura che i King vogliono. Da qui si può anche capire la reazione, umanamente esagerata ma soprannaturalmente spiegabile, di Kristen con il coltello: è sopra le righe, è volutamente eccessiva ma è efficace per riequilibrare lo status quo tra i due protagonisti. Anche se è evidente che ci sia molto altro ancora da spiegare.
L’unico piccolo difetto, spiegabile francamente solo dalle necessità insite alla camera degli sceneggiatori, è relativo al rapporto non completamente trasparente tra Kristen e David. Basterebbe infatti talmente poco per condividere l’irruzione di Leland nella vita della donna (oppure anche la persistenza di George) che pare assurdo non sia ancora avvenuto questo scambio di battute. Eppure, forse per non accelerare troppo la trama, i King hanno deciso di aspettare.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Il Poveglia Codex crea finalmente una trama orizzontale consistente
  • Fede VS Scienza
  • Kristen VS Leland
  • Kristen VS George
  • Il caso del giorno ha il suo fascino
  • Ritmo e regia sempre al top
  • Di solito annotiamo quasi sempre la performance di Michael Emerson, ma qui tutto il cast è estremamente bravo
  • Il fuoco intorno al letto: volutamente eccessivo ma forse un po’ troppo…
  • Ancora fastidioso il fatto che Kristen e David non si parlino in maniera aperta

 

“Let X = 9” si merita il Bless Them All per la consistenza dimostrata in tutti i suoi 40 minuti. C’è veramente tanto da digerire ma la sensazione di aver appena assistito a qualcosa di grande non abbandona lo spettatore così velocemente, a riprova del voto che questa puntata si merita.

 

October 31 1×05 3.48 milioni – 0.5 rating
Let X = 9 1×06 3.50 milioni – 0.5 rating

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Appassionato di fumetti, film e telefilm, ha un'età compresa tra i 25 ed i 35 anni ed è noto ai più per essere il fondatore del "Progetto Recenserie". E' un burbero dal cuore d'oro che gira per l'etere con una maschera di Venom continuando a ripetere che i Bloody Beetroots lo hanno copiato ma nessuno gli crede. Nel sottobosco del web si dice che abbia una laurea in statistica, una in economia ed una smodata passione per la scrittura tanto che pensa di poter scrivere un libro per vendere i diritti ad Hollywood per un film. Sognatore.

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