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Living With Yourself 1×01 – The Best You Can BeTEMPO DI LETTURA 4 min

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“Life. Am I right? […] The path of life bring us many troubles: sadness, fear, humiliation, pain, short telomeres, bad DNA, old body, old chemical, bad life. Our exclusive process: rebuild your DNA better than ever. A better you. The best you can be.”

Benvenuti alla Top Happy Spa, un luogo dove potersi curare dal “logorio della vita moderna“.
Grazie alle più innovative tecnologie, infatti, la “cura” riscrive completamente il DNA di una persona migliorando e cancellando tutti gli aspetti negativi creando, in pratica, una versione migliori di sé stessi.
Tutto perfetto se non fosse per un piccolo particolare: si tratta di una vera e propria clonazione dove i corpi originari vengono poi messi in un sacco e lasciati a morire in un bosco.
Questa è l’assurda vicenda che capita a Miles Elliott (Paul Rudd), copywriter frustrato e annoiato di un’importante agenzia pubblicitaria. I registi Jonathan Dayton e Valerie Faris (in collaborazione con l’autore Timothy Greenberg) non si perdono troppo in dialoghi inutili e fanno partire la narrazione subito in medias res, calcando soprattutto sugli aspetti comici e surreali della vicenda.
In breve tempo si conoscono facilmente vita e carattere di Miles, le sue continue frustrazioni, il rapporto non idilliaco con la moglie Kate (Aisling Bea) e i problemi dovuti a una (probabile) sua infertilità che impedisce alla coppia di avere dei bambini. Tutti motivi di stress continuo che lo portano a voler provare l’innovativo metodo della Top Happy Spa. Il problema è che Miles per (s)fortuna ha una grande capacità di sopravvivenza e riesce a sopravvivere risvegliandosi dalla sua sacca. Così ora ci sono due Miles che condividono la stesa vita, la stessa casa… e la stessa moglie. Come potrà risolversi questo inconveniente?
Sebbene il soggetto non sia del tutto originale (esiste anche un film con Schwarzenegger che racconta una vicenda simile con toni molto più “seriosi”) e l’inizio in medias res in parte “spoileri” già alcuni elementi della vicenda, togliendo quasi tutto l’effetto sorpresa necessario, non si può dire che “The Best You Can Be” non sia un pilot ben riuscito.
Il nuovo dramedy targato Netflix ha il merito di rispolverare, all’interno delle serie tv sci-fy, il tema della clonazione e dell’eugenetica, molto popolari nel mondo della narrativa verso la fine degli anni 90 – inizio 2000 ma poi passati in secondo piano rispetto ad altre tematiche. Ma in Living With Yourself, piuttosto che un racconto futuristico o post-apocalittico, gli autori hanno avuto la brillante intuizione di puntare tutto sull’aspetto comedy della vicenda, coadiuvati in questo dal talento attoriale di Paul Rudd, su cui si regge buona parte del successo di questo pilot.
L’attore di Ant-Man, infatti, dà pieno sfogo al proprio talento recitativo compiendo il non-facile sforzo di conferire una diversa personalità a ben due personaggi: i due “Miles” così simili eppure così diversi caratterialmente fra loro.
A questo si aggiunge una vera e propria faccia da “cane bastonato” che rende appieno il disagio del protagonista e la sua continua frustrazione, per cui con poche espressioni riesce a conferirgli una gamma di sentimenti ogni volta diversi con cui è veramente difficile non empatizzare.
Bene anche i comprimari, soprattutto i due “terapeuti” cinesi che si rivelano un’ottima coppia comica nel momento più “drama” dell’episodio. La puntata è inoltre impreziosita da un’azzeccata colonna sonora e da una fotografia che sembra voler ricalcare i vari stati d’animo del protagonista.
Tutti elementi che, se messi insieme, concorrono a creare un buon episodio pilota che, seppur non originalissimo, riesce nel suo obiettivo di intrattenere e di portare lo spettatore a voler andare avanti nella visione. Non un capolavoro ma un buon prodotto d’intrattenimento dunque che fa del suo meglio per far appassionare lo spettatore alla vicenda e al/ai suo/suoi protagonista/i principale/i.
E in questo si può dire che l’operazione sia riuscita benissimo (e senza dover chiudere lo spettatore in un sacco).

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Paul Rudd
  • Intro e cliffhanger finale
  • Soundtrack e fotografia
  • La Top Happy Spa
  • Forse un po’ troppo scontato e poco originale

 

Questo episodio pilota è decisamente “il migliore che ci potesse essere” per la nuova serie dramedy di Netflix che parla di clonazione e rapporti umani. Protagonista un Paul Rudd in stato di grazia, ma anche la regia non è male. Merita sicuramente una visione.

 

The Best You Can Be 1×01 ND milioni – ND rating

Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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