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Mr. Mercedes 3×09 – 3×10 – Crunch Time – Burning ManTEMPO DI LETTURA 6 min

in Mr. Mercedes/Recensioni by

“I don’t believe you. You didn’t read them. […] Okay, you read the part… what he said to Susan about her love being more powerful than the thrum of his unruly heart? Any woman who read that would remember it. You haven’t read dick. Her smell… her sex… shivering and shit, even in August!”
(lo stesso commento dello spettatore agli autori di Mr. Mercedes)

Mr. Mercedes arriva al suo epilogo finale. Epilogo che in questo caso ha molto il sapore di una chiusura definitiva della serie stessa, oltre che della stagione. Non rimane infatti molto altro da dire sulla vicenda del “killer della Mercedes”, né tanto meno sul “caso Rothstein” che qui trova la sua degna conclusione.
Il sentore della fine si avverte fin da subito con la presenza di numerosi personaggi/oggetti secondari dello show che compaiono in queste ultime due puntate, come una sorta di mega-riassunto di quello che è successo nelle stagioni precedenti.
A cominciare dall’ormai iconica Mercedes grigia, usata da Brady per compiere la strage, che in “Crunch Time” ricompare in tutto il suo “splendore” ed è soggetto di un’aspra disputa tra Bill (Brendan Gleeson) e Holly (Justine Lupe) circa la necessità di conservarla come memoria di quanto accaduto. Tra l’altro uno dei pochi momenti in cui il personaggio di Holly svolge un ruolo veramente fondamentale per lo sviluppo suo e degli altri personaggi. Per il resto rimane piuttosto in disparte, persa nei suoi dilemmi esistenziali e nella pessima love story con Finkelstein. Bene, invece, il ritorno “attivo” di Jerome (la rivelazione di When They See Us, Jharrel Jerome) nelle indagini, che si era un po’ perso nei precedenti episodi.
Per il resto, i ritorni del procuratore Montez (Maximiliano Hernandez) e di Allie (qui introdotta malissimo, in pratica solo una scusa per non far finire prematuramente l’episodio finale), sono la conferma della necessità di chiudere definitivamente il cerchio (si potrebbe dire “i cerchioni”) attorno a tutte le storylines di Mr. Mercedes, regalando un season finale che appare quasi scontato e condotto male soprattutto per quanto riguarda il ritmo narrativo.
In generale, infatti, tutti questi continui ritorni, con relativi dialoghi “rivelatori” tra i vari personaggi, rallentano enormemente il ritmo di quella che dovrebbe essere la storyline principale (il caso Rothstein), forzando così il tutto per far arrivare il minutaggio fino a dieci episodi.
Soprattutto perché manca IL personaggio principale, quello in cui tutti gli spettatori speravano fortemente il ritorno, ed è (guarda caso) l’unico che manca: quel Brady Hartsfield (Harry Treadway) che qui è rappresentato emblematicamente solo dalla Mercedes ormai malridotta e dal camioncino dei gelati che chiude simbolicamente l’episodio finale nello stesso modo con cui era cominciato il pilot della prima stagione. Questa volta però con Lou Linklatter (l’immensa Breeda Wool) che sembra aver finalmente fatto pace con sé stessa e con i suoi demoni interiori, accettando il fatto che Brady rimarrà comunque parte della sua vita, ma non per questo accettando di diventarne una sua “vittima”. Proprio per questo motivo, la scena finale sembra essere la conclusione perfetta, con Lou che, in un certo senso, “riabilita” l’attività di Brady prendendone il testimone, ma stavolta per scopi ben più nobili e onesti (anche se i dolcetti venduti ai bambini rimangono comunque inquietanti).
Questa conclusione della storyline di Lou sembra essere la silloge perfetta per tutta la stagione/show ed è sicuramente uno degli aspetti migliori dell’ultimo episodio, “Burning Man”.
L’altro aspetto positivo è sicuramente la chiusura finale dell’altra (l’unica) storyline importante di questa terza stagione: il “caso Rothstein” e la sorte dei suoi due principali protagonisti-mattatori, Alma Lane (Kate Mulgrew) e Morris Bellamy (Gabriel Ebert).
È indubbio infatti che, se c’era un motivo per seguire tutta questa terza stagione, era quello di vedere all’opera questi due villain così inquietanti e, allo stesso tempo, così “disneyani” con i loro bisticci amorosi e la passione spasmodica per la letteratura (elemento questo molto kinghiano, quasi una sorta di “eredi naturali” di Annie Wilkes).
Anche nel momento più “pulp” della stagione (il rapimento della madre di Peter), non mancano infatti i momenti comedy come le letture “romantiche” e appassionate degli inediti di Rothstein, in cui è soprattutto la personalità esuberante di Alma a farla da padrona sulla scena. Non stupisce il fatto che le loro rispettive morti siano, ciascuna a modo suo, teatrali e ricche di pathos. In particolare la fine di Morris (da cui il titolo dell’episodio), è anche emblematica per quanto riguarda lo stesso Bill (spettatore un po’ troppo inerme delle vicende) che capisce finalmente quanto male può fare essere troppo ossessionati da qualcosa, che sia lo scoprire come va a finire il proprio romanzo preferito o il voler continuare a vivere dietro i fantasmi del passato.
Anche in questo senso, “Burning Man” è la conclusione ideale, non solo per questa particolare storyline, ma anche per tutto lo show. Accantonato definitivamente il fantasma di Brady Hartsfield, ora (forse) il detective Hodges può finalmente godersi la pensione, la sua nuova famiglia e (come lo spettatore spera a questo punto) una probabile love-story sarebbe ora con la vicina Ida (Holland Taylor). Rimane il fato che questo finale pecca di una lentezza veramente esagerata e di un’accelerazione, nei minuti finali, che lo rende fin troppo prevedibile (oltre a numerosi buchi di sceneggiatura su come Bill riesca ad arrivare a Morris).
Forse sarebbe riuscito meglio con un minutaggio leggermente diverso e con un diverso focus. Rimane uno degli adattamenti migliori per il piccolo schermo tratto da un’opera di Stephen King, ma riesce solo in parte a replicare l’emozione che, invece, rilasciavano i libri della trilogia, per cui il risultato finale è per forza un Save e non di più.
Ad ogni modo, conclude degnamente l’episodio l’ennesima scelta musicale azzeccata, in una serie che ha fatto delle proprie soundtrack un bel punto di forza: Don’t Let Me Be Misunderstood dei Santa Esmeralda, in un nuovo arrangiamento che rimarca ancora di più la morale della storia senza dover aggiungere altro!

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • Ritorno della Mercedes…
  • Morris e Alma as obviously
  • Brendan Gleeson
  • Lou (Breeda Wool)
  • Ritorno attivo di Jerome
  • Soundtrack
  • Chiusura finale della stagione
  • … ma non di Mr. Mercedes!
  • Parentesi di Allie inutile
  • Peter personaggio più odioso di sempre!
  • Rallentamento generale della trama abbastanza forzato
  • Comparsa di personaggi secondari dello show quasi a caso

 

Si conclude anche questa terza stagione di Mr. Mercedes (e, a quanto pare, l’intero show). Minutaggio da rivedere e personaggi che ricompaiono a caso, non un finale propriamente degno per il Re del Terrore, ma Alma e Morris si confermano i migliori villain-bibbiofili mai visti sul piccolo schermo finora!

 

Mommy Deadest 3×08 ND milioni – ND rating
Crunch Time 3×09 ND milioni – ND rating
Burning Man 3×10 ND milioni – ND rating

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Laureato presso l'Università di Bologna in "Cinema, televisione e produzioni multimediali". Nella vita scrive e recensisce riguardo ogni cosa che gli capita guidato dalle sue numerose personalità multiple tra cui un innocuo amico immaginario chiamato Tyler Durden!

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