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The Flash 6×14 – Death Of The Speed ForceTEMPO DI LETTURA 4 min

in Recensioni/The Flash by
Speed Force: “You showed us the greatest force of all. I love you. I love you.
I love you, my beautiful, beautiful boy.

Thawne: “Because your Speed Force is dead. I can feel it. And that’s what you get, Barry, for trusting such a puny, pathetic force.
That’s why I built my own. And I’m coming. I’m coming for you.

(Fake) Iris: “Yeah, I’m not Iris.
Sorry you had to find out this way.

 

L’abbondanza anomala di citazioni con cui si è scelto di aprire questa recensione intende chiaramente allinearsi all’altrettanta numerosa presenza di storyline cruciali nell’episodio, prive cioè di un’esclusiva verticalità ma, anzi, tutte in qualche modo fondamentali per il proseguo della stagione. A partire dal solito villain di turno da sconfiggere che si rivela addirittura essere Eobard Thawne, il fu Reverse-Flash, primo e mai dimenticato nemico di Barry; il dramma e l’azione, intanto, sono quasi tutti concentrati sulla morte (sicuramente inattesa) della Speed Force, decisamente l’evento più importante (e tanto commovente) da qualche puntata a questa parte; in tutto questo, infine, una “falsa” Iris continua a interagire direttamente con i protagonisti, entrando a volte persino nelle loro dinamiche fortemente personali.
Questa ricchezza, che si contraddistingue ancor più perché successiva ad una fase di assestamento post-Crisi fin qui abbastanza incolore, arriva a coincidere anche con diversi ritorni di personaggi storici e una volta ricorrenti. Detto di Thawne, si aggiungono un improbabile Wally versione monaco Zen ed un più riuscito Cisco versione “predatore dell’arca perduta”. Se però la ramanzina di Wally nei confronti di Barry può apparire abbastanza fuori tono, specie visto il passato del personaggio, è invece già più intrigante il conflitto interiore di un Cisco nel suo non sentirsi cambiato dopo il suo viaggio intorno al mondo. La profonda umanità dello scienziato, insomma, vince a mani basse sulla superiorità spirituale sfoggiata dal velocista che non a caso, per sua stessa ammissione, cede ben presto alla paura di perdere i propri poteri.
Notevole intensità della scena a parte, infatti, la “morte” della Speed Force può nascondere una certa ridondanza, visto che non è affatto la prima volta che Barry rischia di perdere la sua velocità. Eppure, d’altro canto, mai la questione aveva assunto connotazioni tanto definitive e con questa gravità; inoltre, come svela il finale, questa scelta narrativa a dir poco coraggiosa nell’immediato, arriva a implicare subito sviluppi interessanti. E quindi, se da un lato “l’allegra rimpatriata” può sicuramente generare confusione, con personaggi che entrano ed escono dalla trama a loro piacimento, dall’altro va notata l’abilità (o quantomeno il lodevole tentativo) di tenere le diverse storyline allacciate tra loro. Vedi, per esempio, Cecile che accenna, lì per lì senza alcun sospetto, ad alcuni dettagli del suo vicinato con Nash, che non fanno altro che preparare il campo al ritorno di Eobard; o ancora, proprio il grande incontro tra Thawne e Cisco, in cui subito viene citato uno degli episodi più memorabili della serie; ma naturalmente il collegamento principale, per il futuro della stagione, è quello tra la sconfitta del Reverse Flash e l’idea finale di Barry di creare una Speed Force propria, esattamente come l’acerrimo nemico.
Chi ne esce più estranea e scollegata rispetto al resto è sicuramente la storyline della “fake” Iris e più in generale della Black Hole, presentata ad inizio mid-season come il villain da battere e per il momento, invece, più che accantonata. Anche in tal caso, questo può esser letto tanto negativamente quanto positivamente: ossia come dimostrazione che gli autori sanno bene quale delle tante sotto-trame privilegiare (la priorità, dopotutto, non può che essere la morte della Speed Force), procedendo così molto meno “a braccio” di quel che può sembrare ad un primo sguardo. Come detto, la gestione della finta Iris rimane curiosa, con la sua “quotidianità” all’interno dei vari team protagonisti. Ed è proprio questa caratteristica a far risaltare maggiormente il cliffhanger finale che vede scomparire Kamilla (la quale, probabilmente, avrà raggiunto Iris “dietro lo specchio”). Insomma, l’ennesimo dettaglio più che riuscito di un episodio quasi perfetto.

 

THUMBS UP THUMBS DOWN
  • La morte della Speed Force e il titolo “fumettistico” nel suo spoiler dichiarato
  • Cisco l’esploratore
  • Il ritorno di Eobard Thawne e lo scontro con Cisco 
  • In generale, eventi magari ridondanti ma riproposti con una certa efficacia 
  • Joe West, sempre e comunque
  • La Speed Force made by Barry  
  • Il cliffhanger finale sulla “fake” Iris 
  • La “ricchezza” di eventi e interpreti…
  • …che allo stesso tempo, però, può generare confusione nei precari equilibri narrativi 
  • Wally il monaco Zen

 

“Death Of The Speed Force” è decisamente uno dei migliori episodi stagionali, sicuramente il più avvincente, ricco e intenso (almeno fin qui) del post-Crisi. Pur con i suoi difetti, allora, grazie a quest’episodio la stagione torna ad avere un senso, tornando inoltre ad infondere un discreto interesse sul rush finale, dopo averlo parzialmente buttato alle ortiche con le puntate precedenti.

 

Godd Friended Me 6×13 1.17 milioni – 0.9 rating
Death Of The Speed Force 6×14 1.03 milioni – 0.3 rating

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Laureato in Letteratura Musica e Spettacolo (no, non è il DAMS) e nella Magistrale di Musica e Spettacolo (sì, tanta fantasia), cresciuto a pane Harry Potter, Lost e Ritorno al Futuro. Nasce scrittore, diventa recensore, vuole fare il regista. Idee molto chiare a parte, ogni giorno si ritrova a prendere appunti dall'HBO dei primi anni 2000, dai vari Lindelof, Moffat, Nolan (quello buono) e da tutta la cricca di Judd Apatow, senza aver paura del tempo speso davanti al monitor, confidando nell’arrivo di una DeLorean volante o, al massimo, nel prestito di una Giratempo...

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